Jevons, Selye e l'ecosciopero

Copyright © 27/06/37 Danilo D'Antonio





1) Stanley Jevons

141 anni fa un certo signor Stanley Jevons intuì uno straordinario aspetto paradossale della realtà, che qui brevemente condenso ed esprimo in termini generici: man mano che i miglioramenti tecnologici aumentano l'efficienza nell'uso di una data risorsa, il consumo totale della stessa piuttosto che diminuire facilmente va ad aumentare, fino ad esaurirsi. L'aumentata efficienza va infatti a favorire in vari modi un ulteriore uso di quella risorsa fino a farla terminare. Successivamente la moderna teoria economica ha confermato appieno le sue intuizioni.

Quanto affermato da Jevons, e confermato in seguito da fior di ricercatori, mostra inequivocabile la necessità di porre delle condizioni d'ordine politico quando si va a fornire ulteriore energia e risorse, tanto in termini di risparmio quanto di fonti alternative, al nostro sistema.

Tanto quella del risparmio quanto ogni altra buona pratica ecologica deve venir concessa ed esportata alle Istituzioni finalizzando chiaramente l'utilizzo delle ultime, preziose, e nuove, incerte, risorse del nostro Pianeta alla realizzazione del mutamento, al fine di effettuare i passi necessari ad uscir fuori dalla situazione di competizione/conflitto globale demografico, economico e tecnologico che costringe ogni Paese del mondo ad una crescita continua per non esser da meno degli altri, per non cadere in disgrazia rispetto agli altri. Certamente tali risorse non devono venir concesse per continuare imperterriti suicide politiche di espansione.

Perseguire una politica di risparmio/rendimento senza intervenire sulla causa primaria che procura tale stato di necessità di sì ingenti consumi è come ostinarsi a versare dell'acqua in un secchio senza fondo.



Stanley Jevons, Hans Selye e l'ecosciopero






DIPARTIMENTO per il GIUSTO MUTAMENTO
Copyright © Laboratorio Eudemonia. Alcuni diritti concessi
Sito Web attivo dal 30 - Versione 5.0 - Webworks by HyperLinker.com