Dalla cura infinita alla guarigione immediata


Copyright © 18/09/44 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




L'approccio più seguito, da chi intende affrontare questioni politiche, è quello di immettersi più o meno passivamente in quella corrente di pensiero già formata che più sente istintivamente propria. In pochi studiano direttamente le questioni, approfonditamente ed a lungo, rimandando ad un successivo momento, solo a DOPO aver sviluppato un consistente pensiero proprio, la verifica di una classificazione di ciò che ha prodotto.

Eppure questo è l'unico modo per essere certi di non venire influenzati e godere invece di una visione genuina. Ad esempio: con piacere verifico ORA di non essere il solo a pensare che i problemi della società abbiano CARATTERE IATROGENO (siano cioè generati dalla stessa cattiva organizzazione e malfunzionamento della società), trovandomi abbondantemente concorde con quanto scritto in questa pagina di presentazione dell'ECOLOGIA SOCIALE:


"... In contrapposizione agli esponenti dell'ecologia profonda, gli ecologisti sociali credono che non sia la quantità di persone sulla terra ma il modo in cui le persone si relazionano fra di loro che ha generato le crisi economiche, sociali ed ecologiche che attualmente caratterizzano il mondo. Sovrapproduzione, produttivismo e consumismo sono quindi i sintomi ultimi e non le cause di problemi più profondi che riguardano le relazioni sociali ed etiche all'interno delle società ..." http://it.wikipedia.org/wiki/Ecologia_sociale


Personalmente aggiungo che la serie di guai (collettivi ed individuali) a CARATTERE IATROGENO strabordi ben oltre il mero ambito ambientale. Affermo pure, con la tranquillità di chi ha LAVORATO a lungo per comprendere i problemi glocali, che il nocciolo della malformazione sociale sta tutto nell'accaparramento di ciò che è un bene comune (e come tale andrebbe condiviso da chiunque lo desiderasse) e ciò nonostante viene trattato come fosse ancora sotto la sovranità di un RE e della sua ARISTOCRAZIA: il ricco insieme delle Funzioni Pubbliche.

Oggi, dovunque voltiate lo sguardo, vedrete frotte e torme di docenti universitari, ricercatori, scienziati, statali e carrieristi pubblici in genere, dedicarsi appassionatamente alla difesa dell'ambiente. MAI ho udito uno solo di costoro (i quali raccolgono la simpatia ed il sostegno delle masse ignare di tutto, non avendo queste potuto profondere il tempo necessario alla comprensione delle cose) legare l'infinita ed onnipresente sequela dei guai terrestri all'indebita presenza (nelle democrazie) di tiranni monopolizzatori della Cosa Pubblica.

Eppure tutto parte da lì: da un potere pubblico capillare ed onnipotente (per la sua organizzazione gerarchica) che rimane inaccessibile ai cittadini, confinati al di là dello spesso vetro di una ingannevole "trasparenza" e ciò nonostante pure caricati del peso di una "disobbedienza civile" che non andrebbe mai praticata FUORI bensì DENTRO ogni pubblico ente ed ufficio, al fine di mantenere i governanti all'interno di un percorso opportuno. Emarginando i cittadini, i tiranni pubblici riescono a perpetuare un sistema nelle salde mani delle Elite.


Non vi fate ingannare mai più. Iniziate a notare gli innumerevoli statali che si spacciano per progressisti, per riformatori, addirittura per rivoluzionari! Notate quelli che promuovono il reddito minimo (ma non la garanzia di un lavoro! mentre potere e vero reddito stanno tutto nel lavoro), che difendono l'ambiente con tutto loro stessi (perché pensano che così verranno annoverati tra gli statali "buoni" in contrapposizione agli altri "cattivi"). In realtà qualsiasi assunto a vita nel pubblico fa la sua parte nell'ergere il più grosso ostacolo al progresso.

Son proprio gli accaparratori pubblici (avendo pervaso ogni ramo del progressismo, fiaccandolo e piegandolo in basso) a portare avanti la teoria della CURA INFINITA senza mai nemmeno accennare alla possibilità di una GUARIGIONE TOTALE IMMEDIATA. Questa invece non solo è possibile ma è pure a portata di mano una volta che s'è ben compreso dove intervenire e cosa fare. Introducendo il TEMPO DETERMINATO nel PUBBLICO IMPIEGO lo Stato cessa d'essere una cosa oscura, inaccessibile e dispotica e diviene il più aperto, fraterno e giusto degli interlocutori.









PUBBLICO IMPIEGO DEMOCRATICO: NON CURA, GUARISCE!



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