Una nuova riforma agraria

Copyright © Danilo D'Antonio 08/06/39 - Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata



Silenziosamente il male procede ...
e tanto l'uomo quanto la donna
non se ne avvedono.



In questi ultimi tempi la popolazione italiana ha ricominciato a crescere pur essendo da tempo già di molto superiore a quella che il nostro territorio è in grado di sostenere. Una condizione di sovrappopolazione ci affligge infatti da molti decenni causa i nostri trascorsi imperialisti istinti di conquista.

La situazione si evidenzia, e sta venendo pure certificata, anche dal fatto che gli stessi nostri amministratori pubblici hanno cominciato, con leggi comunali, provinciali e regionali, a ridurre di molto, quando non proprio ad impedire del tutto, la possibilità di nuovi insediamenti umani nelle zone extra urbane. Questo con la incredibile giustificazione della necessità di preservare il territorio.


E scellerata infatti, pericolosissima, è l'incoerente azione di chi:

- da una parte continua ad attuare politiche natalistiche, di crescita demografica,

- dall'altra ben si accorge che il territorio è ormai terminato,

- non trovando di meglio da fare che ammucchiarci tutti nelle città!



Codesti burocrati, indebitamente insediatasi a vita nei ruoli della pubblica amministrazione e diventati così Casta Statale ed avendo dato origine ad uno Stato/Padrone, ci comprimono, infatti, ci segregano, tutti ormai essendo sull'orlo di un collasso nervoso, in città che soprattutto per questa ragione di tremenda scarsità di spazio, tanto al loro interno quanto al loro esterno, e non come si dice per motivo di razzismo od altro sentimento negativo verso altri, stanno diventando sempre più impazzite e violente. La tremenda pressione demografica cui siamo sottoposti, gli innumerevoli stress che ci scambiamo reciprocamente, spesso non potendo che sfociare proprio in quelle situazioni di maggiore criticità.

Quante volte sentiamo elencati i mali delle nostre città, dalla criminalità al razzismo, dalla mancanza di lavoro a tutte le varie forme di degrado, inquinamento, ai rifiuti che ormai ci hanno sommerso, alla scarsità di risorse ed ai conseguenti prezzi ipercrescenti: ebbene tutto questo non è una inevitabile condanna dovuta a chissà quale malefico sortilegio. Siamo invece noi umani stessi che per il nostro totale disinteresse di una questione tanto importante, tanto pregna, ci condanniamo ad una tremenda condizione di malvivere. Condizione questa che non potrà che peggiorare presto oltre ogni misura immaginabile, del resto proprio come previsto da quei pochi che hanno invece avuto il coraggio di andare controcorrente studiando il fenomeno ed avvertendoci pure per tempo.


Ed appunto tornando indietro nel tempo, ricordiamo qualcosa di molto speciale e pertinente avvenuto più di mezzo secolo fa. Allora molte persone, qui nel nostro comune Paese, trovarono un magnifico posto per vivere e lavorare grazie a quella che fu chiamata riforma agraria. Vaste terre furono infatti dapprima espropriate a grossi proprietari e poi ripartite tra gente che non ne disponeva affatto. Questa gente trasse grande giovamento da quella riforma sociale, potendo pure iniziare a produrre beni essenziali per il resto della popolazione.

Tornando ad oggi: che riforma agraria possiamo pensare di fare, oggi, nel nostro Paese?

Perché a ben pensarci, disponendo di terra sufficiente, tanta gente oggi malamente ammucchiata in città potrebbe trovare una degna, anzi: favolosa! sistemazione nelle aree agricole. Un'area, un appezzamento intorno ai sette ettari, come allora, risolverebbe a chiunque non solo ogni problema di sussistenza ed economico in genere, essendo certo anche un posto molto più sano dove vivere e soprattutto dove lasciare briglia sciolta alla propria creatività non solo agricola. Ognuno infatti potendo divenire chissà quale bravo artefice, disponendo dello spazio necessario dove realizzare in pace una attività.

Ed invece questo, grazie ad illustri cattedratici che non ci hanno avvertito (non dimentichiamo mai http://di-chi-siam-figli.hyperlinker.org), grazie a meschini ambientalisti che hanno preferito girare al largo piuttosto che affrontar la difficile realtà delle cose, grazie a politici votati comunque nonostante andassero radiati, grazie alla stessa gente comune che s'è divertita da pazzi, idolatrando i peggiori ed emarginando i migliori, e che tra breve appunto impazzirà di sofferenza, la consapevolezza che avevamo abbondantemente superato la capacità del territorio di assorbirci tutti non si è potuta diffondere. E così non vi potrà più essere una riforma agraria come finora concepita, in quanto la terra è ormai pressoché finita!

Il semplice dato di una popolazione che ha raggiunto i 60.000.000 di individui su di un territorio di appena 300.000 kmq essendo ampiamente sufficiente a comprendere lo stato reale delle cose.

Ed infatti questa è una verità ormai fuor di ogni dubbio, venendo essa affermata tra i denti dagli stessi amministratori pubblici con le loro leggi tese ad impedire una ulteriore espansione umana.


Ecco perché allora oggi occorre una NUOVA RIFORMA AGRARIA, una riforma rurale di nuovo tipo, una riforma sociale che si attui in modo assolutamente non convenzionale. E questa riforma consiste precisamente nel fermare le nascite con tutti i mezzi culturali avendo come riferimento il ritorno ad una:

Densita-Demografica-Ottimale



Signori, signore: vi prego, permettetemi una domanda. Siete forse monoideisti, sarebbe a dire: monoteisti? Od avete vissuto a lungo in una cultura monoideista?

Se sì facilmente la cosa vi parrà incomprensibile ed inattuabile. Ma badate che la realtà in cui viviamo, anzi di cui siam proprio parte, non segue alcuna credenza monoideistica, bensì essa si sente ed è libera di fare tutto ciò che vuole!

La realtà, signori e signore, non si pone affatto i limiti che vi ponete voi, bensì gode di una libertà così assoluta da riuscire a stupirci sempre. Nel bene e nel male.

Per questa ragione, per far andar le cose per il meglio e non per il peggio, gradite accettare l'evidente verità: siete stati brutalmente truffati dai suddetti figuri sopra citati e per giunta vi siete pure truffati da voi stessi, concedendovi di credere cose che vi faceva comodo credere ma non andavano affatto credute, bensì accuratamente considerate e criticate personalmente.


Sappiate pure che nessuno sta in questo momento facendo la cosa giusta:

- da una parte vi sono degli scellerati che agiscono in modo autoritario, pensando di risolvere tutto con l'intervento delle forze dell'ordine,

- dall'altra vi sono altrettanti scellerati che dichiarano, sì, di voler cambiare il mondo ma in realtà son capaci soltanto di lamentarsi, mai osando proporre una riforma di un qualche valore risolutivo, anzi mostrando di aver imparato benissimo a scimmiottare l'altra parte.

E così, tra queste due belle fazioni che ormai se ne vanno a braccetto, il nostro mondo se ne va in rovina.


Gradite allora studiare personalmente:

La-Questione-Demografica

poiché in realtà il vostro presente è messo a forte rischio ed è imperativo occuparsi di persona di tale importante tema.


Qualsiasi cosa stiate facendo, qualsiasi cosa abbiate fatto finora, quale che sia la vostra specializzazione e competenza, quali che siano le vostre passioni, adopratevi anche voi affinché si realizzi una NUOVA RIFORMA AGRARIA che, non potendo noi far crescere la disponibilità di terra, ci ponga dinanzi all'evidente necessità di ridurci di numero per il naturale trascorrere della nostra vita.

Avviando un fermo biologico delle nascite, locale e globale, tramite ogni mezzo mediatico a nostra disposizione, avremo avviato un processo di risanamento della nostra terra e quindi di noi stessi. Ed anche la violenza nelle nostre città si ridurrà parecchio senza ricorrere ad alcun uso della forza.


Terra! Terra!! TERRA!!!

E' il grido che deve dilatare le nostre gole. E' il grido di chi capisce di esser stato truffato da entrambe le fazioni a braccetto. E' il grido di chi capisce che esser precario schiavo dentro un'alienante azienda, in un posto di lavoro grande come un loculo, è situazione per nulla desiderabile. E' il grido di chi capisce che solo avendo la possibilità di ritornare alla terra potrà finalmente riacquisire la qualifica di uomo/donna libero/a!

Ed infatti, il miglior posto di lavoro che possiamo trovare, oggi e per sempre, come negli anni cinquanta, son quei sette ettari di terra che potremo ritrovare una volta tornati ad una densità demografica ottimale.

Terra! Terra!! TERRA!!!



Vive cordialità,

danilo d'antonio


p.s.:

A coloro che hanno lo sguardo così lungo da non posarlo mai sulla propria terra sofferente, notando quanto essa sia sovrappopolata, e nonostante questa cecità pretendono di cooperare allo sviluppo di altri Paesi, mi sia permesso dire: se dapprima non sperimentate un buon modello di vita nel vostro Paese evitate di andare ad intervenire negli altri Paesi. Perché lo sviluppo che state costruendo all'estero, anche se non sembra, anche se all'apparenza è diverso, di fatto è lo stesso identico sviluppo che affligge l'Italia: sovrappopolazione ad oltranza con tutto il degrado che ne consegue!

Prima abbandonate il monoideismo, prima ripulite la vostra mente da idee irrazionali e superstizioni. POI, solo dopo, potrete intervenire sulle società sperando di ottenere qualcosa di buono.





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