L'umanesimo entra nei beni comuni


Copyright © 24/11/43 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Di questi tempi vi è una straordinaria lotta per il mantenimento o la conquista dei beni comuni. Troviamo schierati su due opposte fila i carrieristi pubblici ed i privati. I cittadini, con saggezza, percepiscono non sia il caso di affidare i beni comuni ai privati. Tuttavia non sono ancora così avveduti da accorgersi dell'errore di lasciare i beni comuni nelle mani dei burocrati, degli assunti a vita nel Pubblico Impiego, dei sovrani del Potere Amministrativo e Giudiziario. Costoro, infatti, cavalcano l'onda della protesta, dirigendola univocamente verso il loro proprio fine di mantenere il privilegio di una eterna ed inalienabile incarnazione del potere.

Eppure al mondo non esistono solo la prepotenza degli statali e l'ingordigia dei privati. Esiste anche un profondo sentimento di UMANITA' che fa cogliere ad alcuni il segnale ch'è tempo di superare l'arida dicotomia STATALI/PRIVATI. Esiste infatti una terza entità, che poi dovrebbe essere considerata la prima: l'ESSERE UMANO, i cittadini, le persone che costituiscono il popolo italiano. Tra queste alcune, quando si tratta di beni comuni, non vogliono più dover scegliere tra l'essere arroganti statali od insensibili profittatori privati. Al contrario vogliono mettere in pratica una solidale economia umanista tutta ancora da scoprire e costruire.


Invece di porsi al di sopra degli altri, invece di usare le altre persone per costruire una propria fortuna, costoro, gli UMANISTI, vogliono soltanto servire la collettività. Non vogliono appropriarsi a vita di qualcosa che appartiene a tutti, la Res Publica in latino, Repubblica in italiano, non vogliono spremere questa fino ad annichilirla. Vogliono invece, con una determinazione che, in questo caso, sì, non ammette repliche, lavorarci per breve tempo per poterla poi restituire ai cittadini, dopo averla custodita e gestita come meglio hanno potuto per un certo periodo di tempo, oltre il quale torneranno ad occuparsi di altro in tutta tranquillità.


Da tempo una specie di sindrome dell'urgenza ha ridotto capacità e propensione a riflettere sulle cose. Da tempo alcuni si approfittano delle contingenze per affermare loro stessi facendo temere l'arrivo di altri. Da tempo è una lotta tra statali contro privati. Internet, con la sua capacità di tenere ad uno stesso tavolo persone di esperienze e percezioni diverse, ci offre di arricchire il quadro delle possibilità per scegliere quella che ci guidi sui decisivi passi che stiamo compiendo.


Per l'acqua, la scuola, la finanza, per tutta la Res Publica:

NE' CARRIERISTI PUBBLICI
NE' IMPRENDITORI PRIVATI
BENSI' SEMPLICI ESSERI UMANI.


Per un settore pubblico che sia davvero pubblico occorre aprire una Banca del Pubblico Impiego dove chiunque possa iscriversi e prenotare unimpiego a tempo determinato semplicemente disponendo dei requisiti necessari al ruolo da adempiere. Il Pubblico Impiego va infine reso democratico introducendo il tempo determinato in ogni suo ruolo.










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