Allarme finto-pubblico!
True Public vs Fake Public




Copyright © 16/10/43 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi



ATTENZIONE!


Gira gente per raccogliere adesioni e simpatie vantando un impegno in favore dell'acqua "pubblica", della scuola "pubblica", della finanza "pubblica" ed altre gestioni ed attività che dicono vorrebbero fossero "pubbliche".

Cerchiamo di accertarci se codesta gente sia impegnata verso il conseguimento di un settore realmente pubblico oppure solo definito tale. Prevede il loro disegno politico che gestioni ed attività tornino regolarmente ai legittimi proprietari della Res Publica, i cittadini, o rimangano saldamente in mano ai sempre stessi assunti a vita nei ruoli, in tal modo erroneamente, chiamati "pubblici"?

Potranno i cittadini condividere, gestendola a turno, pari tra pari, la loro Res Publica, oppure questa rimarrà un feudo, un privilegio, una proprietà privata dei suoi assunti a vita, i quali manterranno nei confronti di noi cittadini il rapporto tiranni/sudditi tipico dell'era (dalla quale provengono) monarchico/fascista?


A scanso di equivoci ed errori chiediamolo espressamente: cari "pubblicisti", nella vostra visione delle cose, l'acqua, la scuola, la finanza etc. etc. andranno ai cittadini, torneranno a loro periodicamente come avviene per i ruoli di governo, o rimarranno in mano agli assunti a vita in un finto settore pubblico?

Non è più il tempo di lasciarci incantare da trappole come la "trasparenza" ed una partecipazione ridotta alle sole decisioni. Chiediamolo dunque: potremo noi cittadini partecipare alle mansioni pubbliche oppure rimarremo confinati al di là del vetro di una trasparente esclusione?


Prendiamo coscienza di quanto l'umanità che popola questo povero mondo sia stata plagiata da tutti quegli statali, della scuola, università, informazione, etc. che stanno combattendo il neoliberismo al solo scopo di mantenere l'indebito privilegio dell'assunzione a vita in un ruolo finto pubblico, non per renderlo pubblico davvero.


Non cadiamo oltre nel FAKE PUBLIC, nel FINTO PUBBLICO.
Rivolgiamoci invece con passione verso il TRUE PUBLIC, verso il VERO PUBBLICO.


Aiutiamoci col lavoro di Elinor Ostrom, premiato col Nobel, che dimostra come vi sia una terza via da preferire alle tradizionali due del settore privato e statale:

Ostrom: né pubblico né privato, ma “bene comune”
http://www.linkiesta.it/bene-comune#ixzz29S93fY4C

Aiutatevi anche col lavoro teso a mostrare che il primo tra i beni comuni è il Pubblico Impiego, non foss'altro perché tutti gli altri beni comuni gestisce:

Verso un'Armonica Rotazione Sociale


Quindi: attenzione!

Esistono due tipi di pubblico: uno vero, l'altro falso. Quello vero è fatto di coerenza coi principi di equità, etica e solidarietà che tanto amiamo, ma è ancora portato avanti da pochissime persone. Quello falso è fatto di egoismo, esclusione ed iniquità, facendosi un uso improprio delle parole e venendo portato avanti, sì, da intere moltitudini, plagiate però, pilotate a senso unico, dai sempre soliti accaparratori del bene comune.

Impariamo dunque a distinguere: il TRUE PUBLIC dal FAKE PUBLIC.

Ne va del nostro presente e futuro.







PER UN'ACQUA CHE SIA DAVVERO PUBBLICA





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