La torta e la ciliegina


Copyright © 04/05/41 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi



Se per democrazia s'intende questo:

"Il termine democrazia deriva dal greco démos: popolo e cràtos: potere, ed etimologicamente significa governo del popolo."

http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia

è logico che poi si pensi che democrazia diretta significhi quest'altro:

"La democrazia diretta è la forma di democrazia nella quale i cittadini, in quanto popolo sovrano, non sono soltanto elettori che delegano il proprio potere politico ai rappresentanti ma sono anche legislatori aventi il diritto, costituzionalmente garantito, di proporre e votare direttamente le leggi ordinarie e la costituzione attraverso diversi istituti di consultazione popolare e diverse forme di partecipazione popolare ..."

http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia_diretta


Ma quanto vale davvero questa complessiva visione delle cose?
Ragioniamoci un po' insieme.


Pensiamo ad una bella torta con sopra la classica ciliegina. Il bimbo vede il rosso della ciliegina spiccare sul bianco della glassa che ricopre la torta. Afferra allora l'appariscente candito ignorando il morbido pan di spagna e la crema che stan sotto. L'adulto non cade però in quello che è un gesto infantile ed anche un po' arrogante. La persona con esperienza non ignora la sostanza più buona e consistente ed anzi a questa presta attenzione e spalanca la bocca ... gnam! Ebbene: per la democrazia avviene la stessa cosa. I bimbi, gli immaturi, vedono il governo sotto la luce abbagliante dei riflettori e verso quello si dirigono. Gli adulti, le persone sagge, non ignorano invece la succulenta torta di mansioni, poteri e redditi della funzione pubblica.

E proprio quella s'impegnano a distribuire.


Tutti, penso, saremo d'accordo nel ritenere che da tempo l'Italia e buona parte del mondo sono vittima di una decadenza culturale conseguente ad un complesso stato di cose sfavorevole all'acquisizione ed allo sviluppo di nuove idee. Ebbene, non abbiamo la presunzione di essere rimasti indenni, di non aver subito noi stessi questo debilitante processo, che non poteva essere evitato se non isolandoci e continuando da soli il faticoso percorso di crescita. Prendiamo coscienza di questa nostra condizione arretrata e ripromettiamoci di uscirne subito.


Signore e signori, squisiti democratici, occorre urgentemente chiarire l'EQUIVOCO sorto in merito al concetto di DEMOCRAZIA. Chi, meglio di noi, e chi, se non noi, che siam qui on line può compiere questo lavoro? Non penserete mica che saranno i professori, i docenti universitari, gli emeriti, i giuristi, gli storici, gli STATALI, nelle loro sontuose aule a spiegare al popolo italiano che l'aggettivo democratico non è riferibile solo al mero governo bensì alla complessiva organizzazione pubblica di un Paese, a governo e funzione pubblica insieme?

Eccezionali democratici, chi meglio di noi qui riuniti è in grado d'aiutar altri a capire che prima di prendere una buona decisione, avente un buon effetto su ogni aspetto della vita, occorre aver praticato diverse umili mansioni? Che prima di salire al governo sarebbe opportuno aver partecipato alla funzione pubblica in più di un suo settore? Non è forse l'esperienza (e la ricchezza di esperienze differenti), il sapere per aver vissuto, a rendere una donna, un uomo, capaci di discernere ciò che ha più speranze di essere nel giusto da ciò che ne ha molte meno?


Ed allora permettetemi di dire: per ora, solo per ora, mettiamo da parte eventuali ambizioni in merito al potere dato dalle deleghe, dal voto. Non si possono fare bene più cose contemporaneamente ed in ogni caso, per colpa della generale decadenza culturale, non saremmo pronti a ben decidere. Spesso faremmo più male che bene. Diamoci invece da fare a diffondere una più evoluta visione delle cose. Raccontiamo alla gente con semplicità ciò che abbiamo scoperto. Spieghiamo innanzitutto che rivolgerci verso l'accattivante piccola ciliegina ci fa perdere una intera e ben più appetitosa torta.

Perché in verità è la torta a sostenere la ciliegina, così come è la funzione pubblica a sostenere il governo! Il governo non fa che permanere nella posizione, culturale e politica, in cui è retto dalla funzione pubblica. Se davvero vogliamo un buon governo occorre partiamo dal basso. Occorre ci impegnamo affinché potenzialmente ogni cittadino abbia la possibilità di occuparsi di ciò che fa funzionare la società, di partecipare ai tre milioni e passa di ruoli pubblici che si occupano del popolo e territorio italiano.

E ad un certo punto, quando saremo andati avanti con questo lavoro, ci renderemo conto che non è più necessario che al governo salga qualcuno in particolare, noi piuttosto che altri. Quando vi è vera democrazia, quando non esiste più quella orrenda discriminazione che divide gli umani in statali da una parte e subordinati dall'altra, quando le persone fluiscono nelle strutture pubbliche senza ristagnarvi, lasciando scorrere competenze, idee ed informazioni, a quel punto ciò che saprà l'uno saprà anche l'altro.

Chiunque sarà salito al potere, sarà come vi fossimo noi stessi.


Signore e signori, possiamo fare decine di migliaia di chilometri, possiamo andare ai più rinomati convegni, a tutti i social forum all'altro capo del mondo che vorremo, non troveremo nulla di più evoluto, pacificamente rivoluzionario, felicemente funzionale, del progetto che vede i cittadini, competenti e desiderosi di prestare servizio, alternarsi nei ruoli della funzione pubblica. Ovunque ci guarderemo intorno, non troveremo che piccole proposte sconnesse che manco s'avvicinano al cuore del problema. Non disdegnamo allora questo grande dono che la sorte ci ha offerto. Ringraziamola di cuore e diamoci da fare in questa direzione.










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