Alla fine della seconda guerra mondiale, avendo abbracciato la democrazia e rinunciato alla tirannide, l'Italia ed altri Paesi avrebbero dovuto bonificare gli apparati dello Stato e sezioni minori di esso dagli assunti a vita, dai carrieristi. Il subentro della democrazia trasferiva la proprietà dello Stato nelle mani del popolo creando la Res Publica. Innanzitutto il pubblico impiego (quindi ognuno dei tanti poteri dello Stato) avrebbe dovuto aprirsi alla partecipazione a tempo determinato di chiunque, dotato dei requisiti necessari, avesse voluto apportare un proprio contributo, venendone naturalmente pure retribuito. Così come già avveniva nel potere legislativo.

A realizzare la democrazia, infatti, non è il voto bensì il mandato temporaneo. Il voto consegue alla temporaneità, non esisterebbe di per sé. I burocrati, i carrieristi pubblici, padroni a vita d'ogni pubblico ruolo, quindi dell'intera montagna dello Stato apice legislativo a parte, hanno evitato accuratamente di chiarire la ben diversa consistenza di una democrazia da monarchie, imperi e tirannidi in genere. Padroni della cultura e dell'informazione, nessun suddito sfuggì al loro addomesticamento. Si è mantenuto così un subdolo sistema che agevolmente pilota una maggioranza emarginata dalla Res Publica, realizzando le volontà di ogni cricca, elite, lobby e mafia.

E poiché il resto del mondo considera l'Europa un grande riferimento culturale, politico e sociale, l'intero mondo continua a mantenersi arroccato su posizioni arretrate. E' difficile immaginare l'immensa meraviglia del mondo ben fatto che è stato impedito nascesse. D'altronde non è poi vero che il mondo diviene quel che chi l'abita merita?









| IMPIEGO PUBBLICO DEMOCRATICO |



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