State, Republic and Commons



Copyright © 26/10/40 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi - original




Molto gentilmente mi si permetta esporre brevemente un'importante questione.

Il concetto politico di "Stato" indica la centralità del potere quando è nelle mani di una immobile ed immutabile Elite. La monarchia, ad esempio, ha il potere per quanto riguarda uno Stato. Tuttavia, per un processo di democratizzazione, molti vecchi Stati nel mondo da lungo tempo sono divenute Repubbliche. Ora: Stato indica il potere di una fissa, statica Elite autoritaria. Al contrario Repubblica indica un governo dinamico, periodicamente mutato tramite democratiche elezioni. Stato e Repubblica sono di fatto forme politiche agli antipodi. Di conseguenza la parola "Stato" non può essere utilizzata per indicare le nostre Repubbliche.

Chiamando i nostri Paesi con la giusta definizione di "Repubblica" si apre di fatto la porta a un'ampia presa di coscienza ed a grandi cambiamenti socio-politici. Cortesemente permettetemi di continuare.

Nei tempi antichi, quando non esistevano così grandi organizzazioni pubbliche, il concetto di Repubblica poteva anche limitarsi ad indicare una forma di governo i cui ruoli erano democraticamente periodicamente redistribuiti. Con la nascita delle imponenti amministrazioni pubbliche moderne, il concetto di Repubblica avrebbe però dovuto comprendere anche la forma di una periodica redistribuzione dei ruoli degli impieghi pubblici. I posti di lavoro di un ente "pubblico" sono infatti una proprietà collettiva, una vera e propria "res publica", un bene appartenente a tutto il popolo di un Paese democratico. Tutta la popolazione, purché dotata dei necessari requisiti e desiderosa di farlo, avrebbe da tempo dovuto acquisire il pieno diritto di partecipare alla conduzione delle pubbliche attività del proprio Paese.


Vi prego di considerare che queste idee non vengono presentate solo per evidenti esigenze di correttezza, equità e giustizia. Queste idee vanno sviluppate con urgenza perché solo esse, seguendo tali principi etici, ci possono condurre al progetto completo di quella dinamica, fluida, sensibile, quindi abile, capace, proattiva società di cui abbiamo bisogno per superare i sempre mutevoli ed impegnativi tempi cui ci costringe la realtà.


Gentili Presenti, ancora oggi vengono premiati quei ricercatori che allontanano l'attenzione dal fondamentale concetto di Repubblica scivolando fino al marginale concetto dei "Commons". Eppure i Commons sono una espressione parziale dell'intera "res publica" di un Paese. Prima di prendere in considerazione i Commons va abbondantemente illuminato e sviluppato il senso dell'essere una Repubblica. Questa attenzione decentralizzata e ristretta si verifica in verità perché ovunque sul Pianeta i baroni della cultura ancora oggi, perfino a distanza di secoli da quando i loro Stati divennero Repubbliche, non riescono a mettere in dubbio i loro indebiti ma immutabili ed intoccabili, letteralmente divini, sovraumani privilegi statali.


Si evidenzia dunque la necessità che in merito a tutto ciò il mondo muova in avanti.

In favore del bene comune, vorreste dare una mano?



Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonia
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