Specialisti
ed organicisti


Copyright © 02/08/43 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi



Osservando la realtà delle cose, si nota subito quel dualismo del quale quasi tutti i filosofi si sono premurati di occuparsi. Senza scivolare in eteriche teorie, ovunque è più che visibile un disegno costruttivo della realtà che lascia spazio tanto ad una tendenza quanto al suo opposto. Giorno e notte, luce e buio, sonno e veglia, caldo e freddo, sole e luna, terra e spazio, prosciutto e melone ... :) Ovunque dirigiamo il nostro sguardo noteremo questa dicotomia che non a torto possiamo definire universale, fondamentale per la vita.

Eppure a volte, nei bui anfratti in cui disaccorta può scivolar la vita, s'afferma un monoideismo (probabile conseguenza di un monoteismo tutto ancora da rimuovere) che pretende di sfuggire al dualismo universale. Proprio in una trappola monoideista è finita la nostra educazione e formazione al lavoro. Ormai ovunque sulla Terra, perché il sistema sociale che prevale sugli altri si afferma indiscusso, spadroneggia una specializzazione che non riesce nemmeno a concepire la possibilità di una espressione umana sua complementare.

Allo stato attuale delle cose le persone che, affamate di conoscenze ed esperienze di vario tipo, non hanno voluto confinare la propria vita, curiosità e passione, in un'unica branca di studio e lavoro, vengono considerate buone a nulla ed impossibilitate ad inserirsi nella società. Raramente persone del genere, pur magari provviste di notevoli capacità e qualità, troveranno un impiego che sappia mettere a profitto le loro doti. Tanto esteso è il monopolio della specializzazione ed indiscussa la fiducia nei professionisti.


La realtà delle cose naturalmente, per non dar origine a quei tristi eventi che tutti patiamo, richiederebbe si affermasse un equilibrio tra specialisti ed organicisti. Non vi è un solo problema della società moderna che non nasca dallo strapotere di quella tendenza che restringe visione e campo d'azione per rendere più acuto e penetrante l'intervento del professionista, impedendo di vedere le urgenti, urlanti vaste necessità di un insieme sociale disorganizzato. I professionisti, per amor di reddito, si presentano come unici solutori. La società morente necessita invece non di loro bensì di una totale riorganizzazione che sola potrà essere compiuta da chi non ha lasciato decadere il suo essere in un ruolo, vedendo oltre al proprio interesse anche quello del tutto.


E' qui, è tutto qui, il male che affligge la nostra società: siamo completamente sprovvisti di persone la cui professionalità consista sia nel possedere un bagaglio di molteplici e vari saperi e dimestichezze di buon livello sia nel non essere prigioniere di alcun ruolo. Il potere, culturale, economico, politico, è tutto in mano a persone che si propongono come esperte nella loro materia mentre ciò che più conta rilevare di loro è che sono tutte afflitte da un conflitto d'interessi così grande da sovrastarli, annichilendo la loro sensibilità etica.

Gli specialisti sono certamente utili, oggi addirittura indispensabili. Tuttavia essi, debitamente consultati dai futuri organicisti, dovranno poi venire subito allontanati dai luoghi del potere o riposti in cassetti ben chiusi dai quali non sia loro possibile influenzare le scelte d'interesse collettivo. Oggi il professionismo è il massimo livello raggiungibile dagli umani. Al più presto occorrerà trasferire questo onore e relativo onere di responsabilità a persone rigorosamente non specializzate bensì quanto più aperte e poliedriche sia possibile.


Proprio l'amore per il buon andamento dell'insieme sociale, proprio l'assenza di un partegianesimo che oggi fa appendere chiunque verso un troppo dalla propria parte ed un poco verso l'altrui, proprio il non appartenere ad alcun gruppo di qualsivoglia tipo bensì il sentirci equanimamente parte dell'intero organismo sociale da parte di un certo numero di noi umani, farà sì che si superi e dimentichi questa terribile era calante ancora determinata, ancora stremata, da gente che da tempo ha perso ogni capacità di giudizio, ogni senso etico.

Luogo e strumento ideale per avviare un armonioso movimento sociale, che permetta agli aspiranti organicisti di divenire fruttuosamente tali, è un settore pubblico liberato dagli accaparratori a vita ed aperto alla partecipazione a tempo determinato di ogni cittadino desideroso di prestare servizio e dotato dei requisiti necessari al ruolo. Dal pubblico impiego, il movimento s'innescherà e diffonderà anche nel settore privato. Sarà così che la nostra società s'accenderà di una gioiosa energia che mai ancora ha potuto conoscere.






« Un essere umano deve essere in grado di cambiare un pannolino, pianificare un'invasione, macellare un maiale, guidare una nave, progettare un edificio, scrivere un sonetto, tenere la contabilità, costruire un muro, aggiustare un osso rotto, confortare i moribondi, prendere ordini, dare ordini, collaborare, agire da solo, risolvere equazioni, analizzare un problema nuovo, raccogliere il letame, programmare un computer, cucinare un pasto saporito, battersi con efficienza, morire valorosamente. La specializzazione va bene per gli insetti »

Robert A. Heinlein, in Lazarus Long l'immortale



A R M O N I C A R O T A Z I O N E S O C I A L E
Copyright & ServiceMark Laboratorio Eudemonia. Alcuni diritti concessi
Sito Web attivo fin dal 29 - WebWorks by HyperLinker