Segnali d'autoritarismo
padri padroni e figli viziati

S O C I O S I N T E S I

Copyright © 15/06/39 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi - (invio originale)




Come storicamente prevedibile, dopo tante opportunità perse durante un lungo quanto inconsistente, vacuo periodo di calma democratica, tornano i primi segnali di tempestoso autoritarismo. Informazioni d'interesse collettivo segretate, militari a guardia di discariche e nelle città, e pure i primi impedimenti alla diffusione di notizie sul territorio (bacino di raccolta della maggior parte dei voti):

A Pescara è vietato distribuire volantini!
Bloccati due volantinaggi contro lo scandalo dell'acqua inquinata.
http://www.abruzzosocialforum.org/forum-acqua/articoli/2008/1582008699955.html

E così il mondo progressista inizia a lamentare una deriva autoritaria ed accusa il governo di turno, perdendo altro tempo criticamente appiccicato ai soliti antipatici personaggi politici. Dimenticando che le cose vanno viste con distacco obiettivo ed in un ampio spazio temporale.

Perché se ci si volesse dare la pena di sortir dalla mera quotidianità dei fatti vedremmo le cose in modo ben diverso. Esattamente così:

1) durante tutto il periodo in cui si può intervenire sui problemi in maniera delicata, quelli che stanno dalla parte più sensibile del Parlamento non lo fanno, mai andando ad affrontare i problemi seriamente, sempre girandoci invece intorno in modo inconcludente;

2) così ad un certo punto quei problemi crescono a tal punto che ad occuparsene si sentono costretti quelli che stanno dall'altra parte del Parlamento, quella più rozza, e lo fanno naturalmente a modo loro, con la forza e malamente, imponendo molto più di quello che quegli altri scellerati avrebbero potuto in modo ben diverso, molto più delicatamente e saggiamente, fare.

E' l'incapacità a decidere, ma anche la disonestà intellettuale (perché non si può attribuire tutto all'incapacità!), dei più sensibili a condurci infine in qualche forma di bieco autoritarismo. Entrambe le parti sono in verità parimenti responsabili: i primi per incapacità di conoscere, ragionare ed agire correttamente, i secondi per gli stessi motivi ed in misura ancora più grave, non solo per la loro maggiore rozzezza ma pure per i più brutti tempi che nel frattempo son sopraggiunti.


Quindi: gentilissimi Signori e Signore ancor oggi progressisti a metà, vi prego, non attribuite colpe se non a voi stessi innanzitutto. Perché in ordine di tempo VOI siete effettivamente i primi responsabili di quel che avviene. E' una trafila più volte vista nella storia umana e sarebbe il caso che i tanti superbi intellettuali cui fate riferimento si dessero finalmente la pena di ricordarvelo. Da parte mia, da parte di chi ha sempre dignitosamente cercato di esporre lo stato reale delle cose, di chi ha sempre cercato di affermare non qualche faziosa posizione bensì la realtà, tutta la realtà, null'altro che la realtà, son qui oggi a ripetere quanto segue.


Prendete coscienza della necessità di introdurre la rotazione nel pubblico impiego.

Con il pubblico impiego a rotazione avremo risolto ogni problema di becero governo.

Manteniamo a vita i dipendenti pubblici al loro posto ed avremo la solita deriva autoritaria.

Innanzitutto perché un autoritarismo di base esiste sempre col pubblico impiego a vita. Questo è un fatto incontrovertibile per sua stessa evidenza.

E poi perché pubblici dipendenti a vita vengono facilmente tenuti in pugno dai governi autoritari e spinti a fare tutto ciò che viene loro ordinato.


Governi autoritari non possono che poggiare su un pubblico impiego di dipendenti fidelizzati a vita ed a vita disposti ad andar contro la loro stessa società, pur di mantenere i loro ingiusti privilegi.

Un governo non autoritario non può non fondarsi invece che su un pubblico impiego a rotazione. Perché esso preferisce avere un rapporto ben diverso tanto coi dipendenti pubblici quanto coi cittadini (queste due parti divengono anzi una sola): non impartisce loro ordini minacciandoli con la forza, bensì li coinvolge e guida con l'energia contenuta nelle proprie giuste argomentazioni.

E' la stessa differenza che esiste tra un padre autoritario ed un padre illuminato: il primo non fa che distribuire ceffoni, invece di guidare proibisce e reprime. Il secondo parla coi figli, li comprende, spiega la situazione, ed insieme, collaborativamente, trovano la strada migliore.


Ed è proprio questa metafora che chiarisce ulteriormente quel che è accaduto: padri sensibili, buoni sì ma non abbastanza bravi, hanno viziato i figli, rendendoli capricciosi, attenti solo ai diritti e dimentichi dei doveri. In questo modo i figli, crescendo senza essere stati responsabilizzati, non hanno aiutato i padri a migliorare in tempo utile la situazione che oggi, deterioratasi oltre misura, viene affrontata da padri più rozzi.

Quante necessità sono state disattese da padri sensibili ma non all'altezza del compito? La necessità di relegare nei musei la superstizione di Stato e quella di controllare le nascite essendo solo due delle loro più eclatanti manchevolezze. E così oggi ci ritroviamo con guai cresciuti al punto da non esser più facilmente gestibili e con nuovi padri ancor più incapaci dei primi, i quali non trovano di meglio che sbrigativamente imporre le loro peggiorative volontà.


Ed allora decidiamoci in fretta, noi figli, responsabilizziamoci da noi stessi, cresciamo finalmente, e recuperiamo velocemente il lungo tempo perduto, facendo innanzitutto la cosa più giusta, oggi più necessaria ed urgente di tutte.

Una petizione lascia il tempo che trova, lo sappiamo tutti.

Ma gradite comunque considerare questa:

impiego-pubblico-democratico

come una personale dichiarazione di VOLONTA' di LIBERAZIONE dalla Casta Statale e Mafia di Stato. Si può pensare di cambiare il mondo solo muovendo noi stessi il primo passo. Il resto del mondo verrà a seguire.


E sempre molto gentilmente: gradite tener presente che gran parte dei membri dei vari governi, non solo di questo ma di ogni altro, provengono proprio dal pubblico impiego a vita. Introducendo la rotazione nel pubblico impiego avremo iniziato a rinnovare anche l'intero mondo della politica!

Cosa potremmo volere di più?

Questa sì che è una strategia. Non la solita raffazzonata, automatica ed inconcludente risposta al malgoverno di turno bensì un legittimo consapevole piano atto a trasformare questa indegna società in una altamente evoluta e nobile.


Tenete presente pure che gli intellettuali che avete finora avuto come riferimento sono nella gran maggioranza dei casi anch'essi pubblici dipendenti a vita. All'interno di una simile organizzazione, facendo essi stessi parte di tale corrotto marasma, come potrebbe la loro visione non averne risentito? Come potrebbe non essere stata offuscata e reindirizzata in qualsiasi altra direzione al di fuori di quella giusta?


Per la qual cosa: gradite farvi un favore, fatevi un GROSSO FAVORE!

Perché le cose possono precipitare all'improvviso e poi addio evoluzione.

Gradite salire oggi stesso su quello che non è la solita traballante scialuppa bensì un maestoso veliero costruito a regola d'arte in grado di solcare mari ed oceani con qualsiasi tempo ed a qualsiasi latitudine.

Questa è esattamente la sociosintesi che abbiamo l'opportunità di realizzare un passo dopo l'altro:

1) pubblico impiego a rotazione per spazzar via la corruzione e l'ingiusto rapporto tra stato/padrone e cittadino/suddito;

2) attività economiche ripartite a metà tra pubblico e privato al fine di riequilibrare il sistema e trarre il meglio dall'una e dall'altra sfera.

La ripartizione economica crea l'equilibrio, la rotazione crea l'armonia. La società che ne risulta è completamente diversa da quella in cui viviamo oggi, squilibrata e disarmonica. Perché gli stessi individui che la compongono, NOI stessi saremo innanzitutto positivamente trasformati, godremo finalmente di quel piacevolissimo salto evolutivo che finora, per incapacità e paura, abbiamo evitato.

Consideriamo infatti che un'armonica rotazione sociale, come quella che qui con pochi tratti si abbozza rimandando ai link per gli approfondimenti, farebbe sì che la presenza di specialisti, il sapere specializzato che oggi ha monopolizzato la società, venisse integrato da pari presenza di organicisti, dal sapere organico. Brevissimamente: oggi chi sa certe cose se le tiene strette per se senza condurle ovunque serva. Il sapere è confinato e non si spande. Al contrario con l'armonica rotazione sociale il sapere circola nei differenti ambienti e finalmente ognuno di questi può fruire di conoscenze che oggi sono inaccessibili pur essendo utilissime e spesso indispensabili.

Le fissazioni mentali, i monoideismi di qualsiasi genere lascerebbero il posto ad una felice apertura e fluida disponibilità ad una mite continua evoluzione. Contrapposizione e violenza cederebbero il posto a curiosità e dolcezza.

Al contempo l'equa ripartizione economica tra pubblico e privato cancellerebbe tutte quelle disperate esasperazioni cui ci costringe un abnormemente cresciuto mercato del lavoro. Il lavoro minimo garantito sarebbe una delle ciliegine che deriverebbero dall'introduzione di entrambe le riforme qui sopra. Mentre il reddito da cittadinanza servirebbe a coprire i brevi periodi di disoccupazione tra un lavoro ed un altro.

Con questo potendo dire addio per sempre alla criminalità!


Quanto qui offerto è un disegno sociale che non è solo in grado di far fronte all'emergenza che monta ma che realizza pure una sociosintesi di tutto quanto abbiamo appreso e sperimentato finora.

Essenzialmente due sono le direzioni che ci si aprono davanti: un grosso caos oppure un bel disegno.

Personalmente dopo tanto caos una volta tanto vorrei provare un bel disegno.


Porgo a tutti i miei più cordiali saluti e sentiti ringraziamenti per l'attenzione.


danilo d'antonio
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