Non c'è più sordo ...

sketch sull'impiego pubblico democratico



Copyright © 02/06/44 Sandra Di Sebastiano - Alcuni diritti concessi




In un ufficio pubblico due donne, sedute ai lati opposti di una scrivania, parlano con confidenza.

"Capisci quale è la novità di questa riforma?" dice con entusiasmo una delle due all'altra, una statale.

"Si tratta di poter partecipare, attraverso il lavoro pubblico, alla vita civile del Paese: questo ne verrà profondamente trasformato insieme alle singole persone!"

"Praticamente io, che ho vinto un concorso ..." domanda la statale all'amica che è venuta a trovarla "... devo cedere il MIO posto ad un'altra persona, solo perchè l'impiego è pubblico?".

"Esattamente! I concorsi pubblici non possono concedere incarichi 'a vita', perchè si tratta di beni pubblici, che devono essere necessariamente condivisi" le risponde l'altra donna, una qualsiasi cittadina.

"Mah, a me sembra così complicato ..." dice scettica la statale, aggiungendo:

"Ho già tante preoccupazioni ... Mia figlia, ad esempio, ha finito gli studi e non trova un lavoro".

"Che studi ha fatto?" chiede l'altra.

"E' un'interprete, è brava e potrebbe benissimo lavorare in RAI, ad esempio. Insomma ... possibile che con tutte le interpreti disponibili, in RAI da anni ci deve stare sempre la stessa tizia?" sbotta la statale accalorandosi.

L'altra donna prima la guarda pensando: "non c'è più sordo ..." poi rivolge alla telecamera un esterrefatto sguardo alla Ollio.

In dissolvenza compare la scritta: Pubblico Impiego Democratico, la partecipazione apre la mente.







CABARET per un PUBBLICO IMPIEGO DEMOCRATICO



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