Un singolo indicatore di democrazia


Copyright © 43 Danilo D'Antonio - Some rights granted



Quando la cultura è detenuta da una chiusa congrega di monopolizzatori, la verità viene metodicamente emarginata ed i vari fenomeni della vita finiscono per divenire incomprensibili. La confusione cresce piano piano fino a divenire insormontabile. Proprio come oggi. Ad esempio, per determinare il grado di democrazia di un Paese, si è giunti ad utilizzare parecchie decine di indicatori, proprio il gran numero e la varietà dei quali ci impedisce di afferrare il concetto essenziale della democrazia e quindi il modo della sua corretta applicazione.

Eppure tutte le cose, anche le più complesse, si possono scomporre ed assimilare per bene, possono essere ricondotte ad un grado elementare di semplicità che rende molto più agevole affrontare la vita. Così, a fronte dei mille complessi metodi usati da professori, ricercatori e scienziati per conoscere il livello di democrazia di un Paese, esiste un indicatore in grado di determinare, con numerica precisione, la percentuale di democrazia effettivamente realizzata e di condurre a stabilire i luoghi della sua applicazione con la più risolvente definizione.


QUESTO INDICATORE È DATO ESATTAMENTE DAL FATTO CHE UN RUOLO PUBBLICO,
DI GOVERNO O FUNZIONALE, VENGA O MENO PERIODICAMENTE RESTITUITO AL POPOLO.


Nel caso della mia amata Italia, ponendo equivalga a 3.500.000 il numero totale di pubblici incarichi ( includendo sia gli assunti che gli eletti) e di questi solo le poche decine di migliaia di posti nel Potere Legislativo siano regolarmente restituiti alla popolazione, si ottiene facilmente il livello percentuale di democrazia rispetto al valore pieno raggiungibile con la totale restituzione al popolo dei ruoli pubblici. Con altrettanta precisione vengono identificati i luoghi dove la democrazia manca.

In effetti, nell'ambito amministrativo, educativo, fiscale, giudiziario, informativo, militare, d'ordine pubblico, ecologico, sanitario (quindi nei relativi Poteri) dello Stato parrebbe non ci sia il minimo livello di democrazia, perché non v'è un solo ruolo, un solo impiego, che venga regolarmente restituito alla popolazione affinché vi sia partecipazione ed il necessario ricambio. Affinché ognuno a turno sperimenti di persona cosa significhi subìre, da comune cittadino, le regole dettate dal Parlamento.


Ordunque riassumendo:

Il NUMERO di ruoli pubblici (di governo ed operativi) che vengono periodicamente restituiti al popolo fornisce la PERCENTUALE di democrazia realizzata. L'IDENTIFICAZIONE dei ruoli di governo ed operativi che sono regolarmente restituiti al popolo riferisce i LUOGHI e la QUALITÀ della democrazia realizzata.

Un filosofo una volta ha detto qualcosa tipo: l'essenza della democrazia non è altro se non la possibilità di cambiare chi governa. Probabilmente per il fatto di essere un professore, però, non la disse tutta. Il filosofo avrebbe infatti dovuto dire che la democrazia consiste nella possibilità di cambiare, sì, chi governa, ma anche coloro i quali ci amministrano, ci insegnano, ci informano, ci curano, ci misurano con le statistiche, raccolgono le tasse, ci controllano, ci giudicano, tutti quelli che ci reprimono, ci imprigionano, puliscono le nostre città, etc. Se il filosofo, se il professore avesse detto questo, il mondo oggi sarebbe molto diverso.


Oggi si fa un gran parlare di SOVRANITA' ma, come tipicamente avviene quando si lascia campo libero agli "esperti", più passa il tempo e più l'oggetto dell'attenzione viene dissolto dalla loro vaghezza. Noi, che esperti non siamo ma, come cittadini, vogliamo goderla come ci spetta da Costituzione, dobbiamo asserire fino a che divenga chiaro che la sovranità, concetto che si sposa bene con quello di proprietà, va riferita a tutto ciò che riguarda il pubblico, a tutto ciò che pertiene ed appartiene alla collettività, al popolo: quindi beni materiali ed immateriali, terreni, immobili, valori, istituzioni, enti decisionali e mansionali pubblici.

Riformulando possiamo dire che la SOVRANITA' è relativa a quanto di pubblico, quindi da condividere e partecipare, esiste in una società: alla RES PUBLICA, in italiano REPUBBLICA. Ddemocrazia consiste appunto nella condivisione e partecipazione ai beni e risorse dei quali il popolo possiede la SOVRANITA'. Comprendiamo e sviluppiamo a fondo questi concetti, da noi stessi semplici esseri umani dotati di comprendonio e sensibilità. Prendiamo noi la parola. Mettiamo finalmente a tacere quella casta di esperti, insegnanti, professori, ricercatori, scienziati e giornalisti il cui unico scopo, da settant'anni, è tenerci lontano dalla verità. Lontano dalla Democrazia.


Esclusi dalla nostra stessa REPUBBLICA.


Ricordiamolo:

lo Stato ha tanti poteri ... ma uno solo di essi fu reso democratico con l'incarico pro tempore.
Fatta eccezione per il Potere Legislativo, tutti gli altri poteri dello Stato sono tuttora tiranni.

Liberiamo pertanto il Pubblico Impiego, quindi lo Stato, da tutti gli assunti a vita.
Lasciamovi entrare, esclusivamente pro tempore, persone premurose e preparate al ruolo.

Pronte a tornare comuni cittadini una volta terminato il loro mandato di lavoro.


Questo è il giusto disegno per costruire quel Nuovo Mondo che da tempo attendiamo sorga.
Che non potrà non essere, una volta resi davvero e del tutto democratici gli Stati, anche pacifico e sicuro.






-- La Banca del Pubblico Impiego --

-- Osmosi, altro che trasparenza! --

-- Origine e fine del militarismo --

-- Come si evitano le guerre civili --







A R M O N I C A R O T A Z I O N E S O C I A L E
Copyright & ServiceMark Laboratorio Eudemonia. Alcuni diritti concessi
Sito Web attivo fin dal 29 - WebWorks by HyperLinker