Salviamo
i beni comuni!


Copyright © 18/06/43 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi



E così l'ennesimo Incommensurabile Governo usa il denaro della collettività per alimentare ancora l'impresa privata. Non contento, finisce di vendere gli ultimi beni della RES PUBLICA per dare ai privati anche quel po' di denaro che ne risulta. Questo dovrebbe condurci ad uno sviluppo, secondo l'esercito di esperti e professori saliti al comando. In pratica l'Italia quasi non possiede più una RES PUBLICA, essendo in gran parte stata privatizzata.

Sulla Costituzione presto saremo costretti a scrivere:

"L'Italia è una REPRIVATA per nulla democratica".


Fatto è che bisogna pure dire per intero le cose come stanno. Ecco una recente istantanea che qualifica buona parte del settore pubblico:


La Sicilia assume 20mila precari senza concorso
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-06-15/sicilia-assume-20mila-precari-064402.shtml?uuid=AbtOxXsF

Mentre quella parte del settore pubblico che funziona per lo più si dedica ad addomesticare,
male-informare, controllare, imporre, reprimere, incasellare e schedare la popolazione.
Come ad esempio questi qui:

Investigatori, finanzieri e geni del computer - l'esercito dei 46mila cacciatori di evasori
http://www.repubblica.it/economia/2012/04/29/news/
investigatori_finanzieri_e_geni_del_computer_l_esercito_dei_46mila_cacciatori_di_evasori-34131573/

E' chiaro che quella attuale è una Funzione Pubblica che, anche a spingere e tirare, non sarebbe capace di produrre nemmeno un carretto. Anche perché, per il fatto di aver preso un posto statale, col concorso o senza, i pubblici dipendenti credono di essere CHISSÀCHI. Questa è gente abituata a considerarsi "pubblici ufficiali". Sono convinti che LORO sono lo Stato mentre a noi ci considerano meno di niente, perpetuando l'uso che le loro organizzazioni avevano ai tempi del re e del duce. Come si può pensare che si rimbocchino le maniche e, non badando alla loro qualifica, facciano alacremente quello che c'è da fare, anche se non è di "loro competenza"?


NO. Questa è una disFunzione Pubblica che non è in grado di produrre. Per questo la produzione è scivolata piano piano tutta verso il settore privato, per questo i privati si sono arricchiti. Per questo abbiamo perso la Res Publica. Per questo stiamo fallendo. Ora, se vogliamo invertire il corso degli eventi, se vogliamo che il settore pubblico divenga LEADER PRODUTTIVO TRAINANTE, occorre che i presenti addetti pubblici, compresi i precari che anelano anche loro un posto finto-pubblico fisso, siano dismessi, tutti, relegati a lavorare nel privato. Il loro posto va invece affidato a quella parte di popolazione italiana che mai s'è sognata di montarsi la testa.

Ecco spiegato il perché:


>«L'ESPRESSO» ONLINE.
>La casta dei paria, di Umberto Eco.
>
>... Occorrerebbe stabilire che l'uomo politico non può stare né al 
>governo né in parlamento se non per un periodo molto limitato (diciamo i 
>cinque anni di una legislatura o, a essere indulgenti, due). Dopo dovrebbe 
>tornare a vivere da persona normale, senza scorta, come prima. E se poi, 
>dopo un determinato periodo di attesa, ritornasse al potere, avrà avuto 
>alcuni anni di esperienze quotidiane fuori-casta ...

Eco, professore anche lui, più di tanto non dice ma è chiaro che quel che vale per i politici è ultra-valido pure per tutta quella truppa di gente che, approfittando di una politica usa al voto di scambio, ha preso, decennio dopo decennio, possesso della Funzione Pubblica, impadronendosi della parte più consistente della SANTISSIMA NOSTRA RES PUBLICA. Questa congrega per decenni ha fatto quello ha voluto, impostando essa per prima un REGIME di CORRUZIONE e MALCOSTUME che poi s'è diffuso ed è penetrato ovunque nella società, rendendola quella derelitta ch'è oggi.

Fintanto che abbiamo riposto fiducia in una politica che si vantava senza averne motivo, non avevamo speranze. Oggi Internet ci offre piena autonomia di pensiero ed azione e non è dunque una semplice speranza a farsi viva. Oggi s'afferma sicuro un principio portato alla luce anche da una ricercatrice che, da poco passata a buon'anima, c'indica la TERZA VIA, quella giusta per costruire un COMMON ISTITUZIONALE che passerà alla Storia per grandezza e spettacolarità:


>la gestione comunitaria dei commons è più efficiente di
>quella privata e statale grazie a un modo di produzione autoregolato e
>fondato sulla cooperazione, sulla partecipazione, e su gerarchie
>concordate e non autoritarie (come nelle scienze e nel software open source).
>http://eddyburg.it/article/view/19054/?PrintableVersion=enabled

Oggi lo Stato (fatto di "statali") non fa che comandare (perché solo quello sa fare). La società non dispone di un nucleo centrale produttivo di beni ed idee in grado di mantenerla unita e diretta verso obiettivi lungimiranti. Il settore privato d'altro canto non può sostituirsi a quello pubblico. Ognuno dei due ha un ruolo preciso. Il pubblico è luogo adatto per una vera ECONOMIA EQUA e SOLIDALE, il privato è luogo privilegiato di libertà e sperimentazione. E' il settore pubblico a doverci assicurare garanzia del reddito, non il privato. E' il settore privato a potersi mantenere libero da eccessivi vincoli, non il pubblico, che ha invece dei doveri verso l'intero popolo italiano.


Quindi: il denaro della collettività venga usato per costruire una moderna INDUSTRIA PUBBLICA che a questo punto non potrà che essere FEDERALE EUROPEA. I privati usino il loro di denaro. Anche quando una sciagura terribile, come il terremoto de L'Aquila od in Emilia, riduce tutto in briciole, lo Stato pensi a curare i beni della RES PUBLICA, perché questo è il senso del termine REPUBBLICA. Lo Stato pensi alle risorse ed infra-strutture pubbliche, i privati, imprese e cittadini, alle loro. La PUREZZA, l'assenza di commistioni, d'influenze esterne, tanto nella scienza quanto nella tecnologia, è uno dei requisiti più importanti nel buon funzionamento delle cose. Perché in politica ed in economia si deve ridurre tutto a quel porcile che siamo abituati a vedere?


Basta con un PUBBLICO PRO PRIVATI ed un PRIVATO PARA-STATALE.
Il pubblico faccia il pubblico. Il privato faccia il privato.


Noi possiamo farlo funzionare 'sto schifo di mondo. Semplicemente usando la ragione.

Porqué, como dice una profecía de los indios hopi, "nosotros somos aquellos a quienes hemos estado esperando"!






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