Mille punti di programma
non valgono quanto un disegno




Copyright © 05/01/44 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi



Dopo aver letto il programma della Rivoluzione Civile, con dispiacere noto che, alla pari di altri programmi presentati dai tanti movimenti e partiti che affollano la pubblica agorà, consta di un gran numero di punti che non scalfiscono l'eterno sistema che ci divora e tantomeno offrono l'ampia visione della nuova società che vorremmo, di quel nuovo modo di vivere insieme che oramai sono ben pochi a non desiderare.

Eppure, se solo i tanti nuovi pretendenti al trono avessero speso un po' di tempo ad osservare le cose con lo sguardo ampio che si richiede in frangenti come questi, conseguenti ad un mutamento mai compiuto ma sempre posticipato, oggi potrebbero loro stessi presentare (con sole dodici parole!) un sistema economico, politico e sociale EQUO ed EQUILIBRATO, capace di fare sempre la cosa giusta nel pieno rispetto di tutti e tutto:



PUBBLICO IMPIEGO DEMOCRATICO
(concesso a tempo determinato)
COMPRENDENTE ATTIVITÀ ECONOMICHE
PER UNA METÀ DELL'INTERO.



Una partecipazione dei cittadini alle pubbliche MANSIONI e non solo alle DECISIONI: questo solo potrà fare la differenza. Perché non c'è nulla di più facile che pilotare le masse escluse verso decisioni contro i loro stessi interessi, individuali e collettivi. Fintanto che nel pubblico impiego rimarranno gli assunti a vita, finchè la Res Publica sarà feudo di una minoranza, finchè sarà impossibile per noi cittadini partecipare alle sue concrete attività, l'unico modo di governare finirà sempre per essere la dispotica imposizione di un REGIME.

I regimi si succederanno indisturbati.

Se finora siamo stati sopraffatti dai cementificatori e dissipatori, tra breve saremo martoriati da chi via via prenderà il loro posto. Perché il problema di fondo, la vera magagna del sistema, non è il presente mondo politico bensì l'organizzazione della Funzione Pubblica dalla quale vengono esclusi i cittadini per essere assegnata ad una minoranza la quale, per fedeltà al reddito, sarà disposta ad applicare qualsiasi peggior legge.


Non importa chi la scriva, se gli ingroiani, i grillini od i gianniniani,
i pirati od i berlusconiani, i montiani o gli stessi cittadini
pilotati da associazioni, movimenti e partiti.


Al contrario, liberando lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni dagli assunti a vita o da anelanti precari o da coriacei privati, i cittadini, alternandosi nelle attività della Res Publica, conosceranno a fondo le varie materie e potranno sia contribuire con cognizione di causa alla stesura di leggi ben concepite ed ancor meglio scritte, che non ledono le libertà, finalizzate ad un vero bene individuale e collettivo e non alla soddisfazione dei voleri di nuovi ideali e di nuove lobby, sia badare a che i governanti non facciano ciò che non devono.


Per questo invito i cittadini a DISEGNARE LA SOCIETA' CHE VORREBBERO. Con programmi fatti per punti la società rimane più o meno la stessa di sempre e non si può nemmeno dire COSA e COME chi sale al potere possa giungere a perseguire. Al contrario, disegnando una società ben strutturata, quale che sia la bisogna possiamo essere certi verrà fatto il giusto, nulla di più nulla di meno. Mille punti di programma non valgono quanto un solo disegno.

Per questo invito al link qui sotto dove trovasi una figura che spero spinga a produrne altre per avere il quadro ben definito di una società che non abbisogna di programmi perché prima ancora di farne ha già risolto tutto.







IL PRIMO REQUISITO
DI UN INTERVENTO GOVERNATIVO
DEMOCRATICO





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