Riformulare la Democrazia


Copyright © 22/03/44 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




E' giunto ormai il tempo di affrontare il tema della democrazia sulla base dei nuovi elementi di conoscenza acquisiti e di riflessione maturati. Ormai è chiaro che i padroni della cultura, diverse generazioni di baroni e baronesse, di costituzionalisti, di giuristi, politologi, di carrieristi pubblici, di assunti a vita nel finto-pubblico, ci hanno addomesticato a credere che democrazia fosse un fatto inerente le sole DECISIONI. Al contrario le MANSIONI pubbliche, i pubblici impieghi, sono da questa casta, lobby e mafia stati fatti franchi dalla partecipazione democratica.

Lo stesso impulso verso l'azzeramento del quorum referendario, che tanti ancora prendono come qualcosa di genuino e positivo, è nato appunto in conseguenza del fatto che popoli estraniati da una partecipazione concreta hanno giustamente ritenuto ci fosse qualche grossa falla nella comune idea di democrazia e solo per questa ragione hanno voluto astenersi dal partecipare alla farsa di prese di decisioni che con evidenza erano già scontate per venire grosse masse pilotate via via dai partiti, dalle associazioni, dai social forum e chissà che altro.

Quotidianamente mi giungono sempre più entusiasti feedback in merito ad una partecipazione di base, che s'avvii dai ruoli più umili della Funzione Pubblica e salga fino ad abbracciare quelli di più elevato rango. Le ultime votazioni hanno introdotto pure importanti novità. Ora i tempi son maturi per chiarire, con incontri e divulgazioni, la bufala di una democrazia diretta a finir male perchè non comprensiva delle pubbliche mansioni.

In molti si riuniscono intorno al concetto di democrazia. Nulla di più opportuno per loro che studiare il ricco materiale al link a piè di email per darsi poi da fare per svelare a loro volta i retroscena che li hanno portato a fare il gioco della casta degli assunti a vita nel finto-pubblico e per presentare i CANONI di una DEMOCRAZIA che, essendo quella corretta, non avrà più bisogno di differenziarsi in "diretta" e di ridurre il quorum, essendo la partecipazione in ogni impiego/incarico/ruolo pubblico elemento sufficiente a realizzarla.

Ordunque chiunque abbia a che fare con il concetto di democrazia, chiunque costituisca gruppi in suo nome, eviti di rimanere estraneo e passivo alla pacifica rivoluzione che solo può costantemente avvenire grazie ad una continua rotazione di TUTTI i ruoli della Res Publica, dal più modesto al più prestigioso, da quelli mansionali a quelli decisionali. Perch'è giunto il tempo di fornire alla democrazia proprio quel che finora le è mancato.







Democrazia = condivisione della Res Publica



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