statali sopra esseri umani liberi Regnanti d'Italia

(un diritto speciale)


Copyright © 07/03/41 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Salve! Permettetemi di augurarvi una splendida giornata.


Son qui lieto oggi a dire
che vi è un diritto in particolare
che una volta conquistato
è in grado di concedere all'Umanità oppressa
ogni altro giusto diritto.


Questo diritto ha un potere talmente speciale che è in grado di mettere a riposo l'uso stesso della parola "diritto". Per via del fatto che, una volta acquisito, appena sorgesse una necessità essa verrebbe automaticamente soddisfatta, senza che vi fosse bisogno di imbastire la solita impegnativa ed infinita rivendicazione per ottenere il dovuto.

Questo sommo diritto è la PARTECIPAZIONE di ogni componente della società a tutto ciò che riguarda la collettività. Tramite la partecipazione ogni cittadino è sullo stesso piano degli altri. Nessuno ha più alcun bisogno di rivendicare diritti perché gli/le è infine permesso di fornire alla società il suo contributo e di formarla quindi anche in base ai suoi personali desideri ed esigenze.

E si badi che c'è ancora tutto lo spazio necessario per un sano livello di competizione che stimoli ognuno e dìa risalto ai migliori. Perché tramite la partecipazione partiamo, sì, tutti dallo stesso piano ma poi ognuno può fare liberamente il suo percorso.


Al contrario oggi la partecipazione alla cosa pubblica, al bene comune, è semplicemente NEGATA. Vi sono alcuni di noi che si trovano su un piano più elevato degli altri. Gli statali non sono alla pari dei cittadini. Noi cittadini non possiamo cambiare chi ci informa, chi ci educa, chi ci cura, chi ci tassa, chi ci giudica, chi ci imprigiona, chi ci misura con le statistiche, etc. Di conseguenza non possiamo cambiare l'informazione, l'istruzione, i metodi di cura, il sistema di tassazione, i tribunali, le prigioni, non possiamo illustrare la società più veritieramente con statistiche fatte ben altrimenti che ora. Etc.

In realtà sono gli statali a colonizzare le menti dei cittadini ed a decidere per loro ed imporre loro a volte ben più di quanto possano fare gli stessi politici. Gli statali permangono infatti in luoghi di pubblico potere ben più a lungo di qualsiasi politico. Stanno lì a volte perfino per oltre mezzo secolo! Sono una vera CASTA REGNANTE. E dove vengono formati i politici se non in quelle stesse scuole ed università in pugno agli statali? Sono gli assunti a vita a far sì che certi vengano eletti a vita. E' l'immobilismo dell'un sistema a paralizzare l'altro sistema.

In conseguenza di tutto questo anomalo stato di cose, la competizione vive anch'essa un'anomala situazione ed infine si annichilisce nella totale sfrontata buffoneria dei peggiori che rubano metodicamente il posto ai migliori.


Come possiamo, come meglio sappiamo, trattiamo allora questo argomento prima di ogni altro, perché esso viene prima e decide in merito ad ogni altro fatto sociale, interno al nostro Paese e globale. Occuparsi d'altro è una totale perdita di tempo poiché senza aprire la Funzione Pubblica al contributo potenziale di ogni componente della società i problemi continueranno a proliferare indisturbati in Italia e nel mondo intero.

E si avrà voglia di andare a manifestare ...
Troveremo sempre gli statali davanti a noi
con caschi e scudi a sbarrarci il passo!


Occorre allora riconoscere che gli statali occupano i posti di proprietà collettiva ABUSIVAMENTE. I ruoli della Funzione Pubblica sono un sacro bene comune di proprietà collettiva e devono essere periodicamente restituiti al popolo. Se questo non è ancora avvenuto lo si deve appunto al carattere chiuso, di casta, di mafia, che distingue abominevolmente lo statalismo dalla democrazia. Ogni cittadino, purché competente e desideroso di prestare servizio, ha il diritto di alternarsi con gli altri nei ruoli del BENE COMUNE. Potendosi così finalmente riassorbire nel settore pubblico attività economiche, fuggite appunto per l'inadeguatezza dello statalismo, fino a ristabilire un indispensabile equilibrio di peso e potere con il settore privato.


Sviluppiamo queste idee, giochiamo con esse perfino divertendoci.
Perché finalmente ciò che bloccava il progresso è stato scoperto!

E rallegriamoci ancor più perché esiste il modo per conquistare questo diritto in piena pace e serenità.


In mezzo a noi, tra le fila del Movimento Progressista, vi sono tantissimi statali. E' a loro che, più di altri, noi, che davvero lo vogliamo un mondo ben messo, dobbiamo rivolgerci. E' a loro che dobbiamo dire: "carissimi, che vogliamo fare? state tranquilli, non è che dovete dimettervi, non vi si chiede mica di rinunciare al reddito; è sufficiente che vi dichiarate pubblicamente favorevoli alla periodica restituzione al popolo dei ruoli che ad esso appartengono, così come già si fa con quelli di governo; renditi conto, caro amico, che proprio nella trasformazione democratica della Funzione Pubblica risiede il segreto per una economia in grado di garantire ad ognuno un lavoro minimo pure assistito da un reddito da cittadinanza; quindi fa' il piacere di essere come noi altri, scendi un po' da 'sso sgabello e sta con noi veramente!".


Pacificamente, legalmente, civilmente, il diritto speciale, in grado di garantirne ogni altro, va affermato, scritto, cantato, dipinto, scolpito, cinematografato ovunque ed in ogni momento fino a liberare il mondo intero dalla colonizzazione, oppressione e servitù degli statali e di coloro che si servono di loro!


Vivissime cordialità e mettiamo già ora da parte del buon vino per festeggiare tutti insieme.




"Liberté, égalité, fraternité"
In una repubblica non possono esserci carrieristi pubblici.
Finché vi saranno carrieristi pubblici, non saremo liberi,
non saremo pari, non saremo fratelli.




esseri umani liberi

| LIBERTÉ, ÉGALITÉ, FRATERNITÉ = IMPIEGO PUBBLICO DEMOCRATICO: A TEMPO DETERMINATO |



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