P r o g r e s s o i n 4 p u n t i


Copyright © 23/10/39 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi - Invio e ricezione



In merito a quanto accade in questi giorni nelle Scuole ed Università, si spera che i fatti contingenti si risolvano nel modo migliore e nel tempo più breve. Superata l'emergenza, occorrerà però iniziare a considerare questioni di base mai affrontate prima, senza risolvere le quali non si può minimamente sperare in una evoluzione sociale.


Gentilmente mi si permetta di esporre in quattro soli punti quanto si ritiene un auspicabile progresso:


1) Il pubblico impiego assegnato a vita è ANTIDEMOCRATICO ed ANTIREPUBBLICANO: tutti gli incarichi dello Stato, dalla Presidenza della Repubblica e del Consiglio ad ogni altra carica, devono essere rimessi al POPOLO dopo un certo numero di anni, mentre i ruoli del Catasto, del Comune, della Provincia, della Regione, della Pubblica Istruzione, dei tanti Uffici dello Stato, dell'ASL, della RAI, delle Forze dell'Ordine, etc. possono essere ricoperti dai pubblici dipendenti, di fatto accaparrandoli, per tutta la loro vita lavorativa, a volte perfino trasferendoci poi i propri figli! Nei fatti l'Italia non è ancora del tutto una Res Publica bensì è per gran parte Cosa Loro, dei pubblici dipendenti a vita con negative, pesanti ripercussioni anche sul mondo della politica.

2) Quando nacque la nostra Costituzione c'era urgenza di riprendere il normale corso delle cose e l'ordinamento del pubblico impiego non potè essere sviluppato come avrebbe dovuto. Tuttavia i padri fondatori della nostra Repubblica, consapevoli della necessità di una evoluzione, scrissero apposta il benedetto Articolo 3: "... E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ...".

3) E' proprio questa ANOMALIA DEMOCRATICA, questo retaggio d'epoca borbonica, questo rimasuglio oligarchico dell'assegnazione a vita di un BENE COMUNE, della proprietarizzazione di una PUBBLICA RISORSA, a creare la quasi totalità dei problemi d'oggi. Questo è l'elenco delle pubbliche amministrazioni ed è pure l'elenco degli Enti che andrebbero completamente reinterpretati nelle organizzazioni, nei metodi e negli scopi sotto ben altri influssi e con ben altre visioni che quelle attuali.

4) ATTENZIONE! Si badi che il pubblico impiego a rotazione non licenzia bensì ASSUME!!! Infatti esso prevede il riassorbimento nel settore pubblico di molte delle attività economiche oggi private. Questa è l'estrema sintesi del complessivo progetto: PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE COMPRENDENTE ATTIVITÀ ECONOMICHE PER UNA METÀ DELL'INTERO. La nostra economia è fortemente squilibrata verso il privato proprio perché anche il solo pensare ad un pubblico impiego più corposo, mentre è ancora sottomesso all'assegnazione a vita, quindi alla CASTA PUBBLICA, alla MAFIA di STATO, ad ogni genere di chiusura mentale e partecipativa nonché di corruzione, è qualcosa che stringe immediatamente il cuore fino a far male! Ma, una volta restituito alla cittadinanza, il pubblico impiego potrà riprendere ampia consistenza, riacquisendo tante attività di primaria importanza come la gestione dell'acqua, dell'energia, della telefonia, dei trasporti, etc.


Ecco allora che il progetto di un pubblico impiego a rotazione si rivela portatore del sacro diritto di ogni cittadino all'effettiva partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese, proprio come auspicato dalla Costituzione. E si rivela pure unica possibilità di un
lavoro-minimo-garantito assistito a sua volta dal più tradizionale reddito da cittadinanza.

Per tutto ciò uno stupendo progetto forgiato negli anni, ricco e generoso ben oltre quanto ora sia possibile mostrare, è oggi lieto di offrirsi alla collettività avendo l'obiettivo di realizzare ciò che, nella generale e più gran confusione dei tempi, può apparire impossibile: condurre TUTTI, nessuno escluso, nel giro di pochissimi anni, ad un grado di FELICITA' e SICUREZZA straordinariamente di gran lunga superiore ad oggi, permeando pure la società di un forte sentimento di soddisfazione per un realizzato ideale di EGUAGLIANZA e GIUSTIZIA.


Ringrazio ed auguro buone cose.


Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia






| IMPIEGO PUBBLICO DEMOCRATICO: A TEMPO DETERMINATO |



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