Lettera ai pubblicisti


Copyright © 18/09/44 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Gentili Pubblicisti,

Vi presento i miei migliori riguardi e l'accorato invito (quale semplice cittadino) ad esser d'aiuto nella liberazione dell'Italia dai TIRANNOSAURI che ne fanno scempio. Vi prego, concedetemi un minuto.


Una delle priorità del mondo politico è quella di premiare il merito nella Pubblica Amministrazione e colpire il fannullone ed il corrotto. Il problema di fondo del Pubblico Impiego non è però ancora stato messo a fuoco, nonostante in Italia lo sfascio pubblico sia più marcato che in altri Paesi e per questo abbiamo la "fortuna" di avere maggiori opportunità di notare gli effetti di quello che invero è un male globale: il CARRIERISMO PUBBLICO.

Il carrierista pubblico perseguirà sempre la crescita in termini di spesa, potere e dilatazione della "sua" divisione, del "suo" ufficio, della sua "crazìa". Allo stesso tempo introdurrà un immobilismo, una staticità di pensiero ed organizzativa, che renderà impossibile la continua evoluzione che necessita una realtà mutevole.

Parlar di merito, fannullonismo e corruzione è fuorviante. La priorità assoluta (perché scalza il fondamento stesso del presente malfatto pubblico impiego: il posto fisso) sta nell'introduzione del TEMPO DETERMINATO in ogni suo incarico. Perché il POSTO PUBBLICO A VITA per lo più lo vogliono gli incapaci, insicuri e despoti: i più disposti a prendere brutte strade pur di mantenerlo. Mentre i più abili ed onesti mai vorranno fossilizzarsi.


In somma: POSTO PUBBLICO FISSO = STRUTTURA PUBBLICA FISSA.
Mai nulla potrà cambiare senza introdurre il tempo determinato.


Bisogna pure considerare che il Pubblico Impiego è una COMPROPRIETÀ dei cittadini italiani. Lungi dall'essere una velleità filosofico/politica, l'accesso aperto ai cittadini ed agli stessi detentori ed operatori di attività private (che in determinati momenti della loro vita desiderassero rendervisi utili temporaneamente) è vitale per la migliore continua evoluzione della Funzione Pubblica e dell'intero nostro Paese. Se si dovesse lasciare la P.A. in mano ai fissati del posto fisso, continueremmo a tagliar fuori i migliori elementi del popolo italiano.

Proprio per aver i carrieristi accaparrato i pubblici impieghi, proprio per la loro colpevole, irresponsabile, omissione culturale nel processo di democratizzazione dello Stato, non s'è sviluppata una COSCIENZA dei BENI COMUNI e gli imprenditori non hanno trovato di meglio, per accedervi, che privatizzarli. Dopo quasi settant'anni dalla conquista della sovranità popolare sulla RES PUBLICA, questa non è ancora stata consegnata nelle mani dei cittadini ed è ancora prigioniera, schiava degli eredi del duce e dei re, del fascismo e della monarchia.


DEMOCRAZIA = CONDIVISIONE della RES PUBLICA

Questa è la straordinaria consapevolezza che mai
ha avuto accesso in alcuna scuola od università.


E' tempo dunque di avviare un'azione al fine emerga, nell'insipiente panorama di idee che ci avvolge, l'unica vera novità: il TEMPO DETERMINATO nel PUBBLICO IMPIEGO. L'intero mondo culturale (pilotato dai baroni pubblici) da decenni attraversa una fase minimalista che impedisce lo sviluppo di grandi idee e cambiamenti. Occorre dunque darci tutti da fare per raggiungere il meraviglioso traguardo di un'Italia libera dai TIRANNOSAURI PUBBLICI.


Vi ringrazio per l'attenzione, a Vostra disposizione, i migliori saluti,





carrieristi pubblici sopra esseri umani liberi

tirannosauri del finto-pubblico sopra i cittadini
Danilo D'Antonio



Proposta di Referendum
per democratizzare
la Funzione Pubblica







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