C'è proprietà e proprietà


Copyright © 19/03/44 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Alla voce "proprietà" corrispondono almeno due significati. Prendiamo ad esempio la cellula biologica: essa è proprietaria dello spazio che occupa e grazie a questo riesce ad avere delle proprietà funzionali. Anzi: proprio nel momento in cui le si limita la libertà, la si costringe, la cellula inizia a lavorar male. La proprietà è cosa di grande importanza perché grazie alla padronanza che si ha di essa si riesce ad ottenere dei risultati.

Esistono poi due tipi di proprietà. C'è la proprietà privata, quella gestita dalla cellula, e la proprietà collettiva o pubblica, che, rimanendo in biologia, possiamo vedere ad esempio espressa nel tessuto connettivo.

Venendo all'usuale panorama quali esseri umani, quando abbiamo a che fare con la nostra auto, casa od altro bene di proprietà, riusciamo più o meno tutti a capire il beneficio che ne traiamo e diamo loro giusta importanza. Al contrario, quando si tratta di una proprietà collettiva (come ad esempio il Pubblico Impiego) alcuni, pur dotati di organi e funzioni cerebrali, non si rendono conto dell'importanza di possedere questa Res Publica. E, invece di reclamarne la comproprietà, invece di riconquistare questo tessuto connettivo, danno spesso manforte proprio a coloro i quali li hanno privati di questo importante spazio comune per avere il quale molti perdettero la vita.


La proprietà è concetto di base nell'andamento di una società. Nella stessa gestione del territorio, per colpa di coloro i quali si sono impossessati del tessuto connettivo, della Res Publica, vige una gran confusione. Si pensi che lo Stato oggi, invece di governare in modo congruo le sue proprietà lasciando liberi cittadini ed imprese di pensare alle proprie, preferisce darle via ed imporsi poi sulle proprietà private. Ed è questa l'origine di tutti i nostri mali. Da ogni bene di proprietà possono derivare specifiche proprietà funzionali. Non essendo mai state chiarite le differenze tra pubblico e privato, questi vanno ad inficiare ognuno il comportamento dell'altro.


Pur da lungo tempo mancando una corretta cultura del "mio" e del "nostro", il quadro è oltremodo semplice. Ma non aspettiamoci che tutti possano capirlo nel breve spazio di un paio di settenni. Alcuni non lo comprenderanno mai. Altri comprenderanno appieno solo il giorno in cui il "loro" posto pubblico fisso tornerà al popolo sovrano.

A quel punto e solo allora la gestione della società, compresi i vari interventi d'ordine ambientale, potrà manifestarsi in modo corretto. Perché ognuno infine s'occuperà del suo, curandolo come mai prima ha potuto.







La Res Publica è di tutti, pertanto va condivisa



A R M O N I C A R O T A Z I O N E S O C I A L E
Copyright & ServiceMark Laboratorio Eudemonia. Alcuni diritti concessi
Sito Web attivo fin dal 29 - WebWorks by HyperLinker