Promemoria sul volontariato



Copyright © 18/07/40 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi - original




Le attività genericamente chiamate "volontariato", essendo d'interesse collettivo, vanno integrate all'interno del pubblico impiego, retribuendole regolarmente in misura e modo adeguati ai casi specifici e secondo generali criteri consueti di valutazione.

Trattandosi di attività non solo d'interesse collettivo ma alimentate dalla stessa collettività, i loro ruoli, come tutti i ruoli pubblici, vanno periodicamente redistribuiti tra la popolazione desiderosa ed abile a svolgerli, al fine di stabilire una reale condizione di democrazia.

Al momento presente le associazioni hanno degli statuti di concezione risalente al secolo scorso e di conseguenza non hanno una struttura realmente democratica. Di fatto le associazioni sono democratiche quanto lo sono, con particolare evidenza del loro non esserlo, i partiti politici. Solo redistribuendone i ruoli, i piccoli monarchi, i padri padroni, in seno alle organizzazioni di volontariato, ong, etc. potranno sparire per sempre da esse, lasciando il posto ad un continuo, fresco e genuino ricambio democratico.


Oggi all'interno di una associazione di "volontariato" si annidano persone ficcate lì da decenni, che non si riescono a disincastrare e cacciar via manco con il flit, allo stesso modo in cui non si riescono a cacciar via i padri padroni dai partiti politici. Logico che ciò che fanno tali associazioni e gruppi, così come avviene per i partiti, troppo spesso non è affatto rispondente alle reali esigenze della società ma tengono questa agganciata ed assoggettata ai vecchi indebiti sistemi di potere e di cultura carente o retrograda.

Il volontariato, così com'è oggi, non solo non va bene ma spesso, molto spesso, come nel palese caso degli ambientalisti, a fronte del gran daffare mostrato ottiene l'esatto contrario di quanto si dichiara si vorrebbe.


Se si desidera fare una propria associazione, un gruppo che segua principi propri, la si faccia pure quanto si vuole e ci si rimanga pure quanto si vuole. La proprietà privata è sacra quanto quella collettiva. Ma non si chieda ed usi denaro della collettività o mezzi di quest'ultima per raccoglierne! Perché allora i padri padroni, i piccoli monarchi del volontariato se ne dovranno andare e cedere la loro creatura alla collettività!


Si riporta di seguito il Progetto per una:

Societa Democratica

disegnata secondo questi sani principi.


Una casa, un palazzo, un grattacielo, si reggono bene in piedi e svolgono magnificamente la loro funzione perché seguono dei precisi princípi universali. Un'auto corre veloce, silenziosa e confortevole. Un missile arriva sulla Luna e l'equipaggio torna sano sulla Terra. Tutto questo funziona solo perché vengono seguiti i Princípi!

Disegnamo la società seguendo questi stessi princípi e vedrete che ci troveremo di fronte una magnificenza che mai avremmo sperato di vedere!



Danilo D'Antonio





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