Ai Cittadini della Repubblica Italiana

esposizione del progetto per una

SOCIETA' realmente DEMOCRATICA


Fin dal 06/02/30 - Ad opera del LABORATORIO EUDEMONIA - Versione 3.0 - (prima presentazione)





Premesso che:

oggi i ruoli della nostra Pubblica Amministrazione vengono affidati a persone scelte tramite particolari procedure che intendono selezionare i più idonei, tra i tanti che vorrebbero svolgerli, e che, una volta selezionate le persone ritenute tali, è uso assegnare ad esse l'incarico in questione per l'intera durata della loro vita;


considerato che:

  • i ruoli disponibili sono di numero ben inferiore rispetto a quello, non solo degli aspiranti, ma, cosa molto più importante, anche di coloro che sono ampiamente idonei e dotati dei requisiti richiesti;

  • la maggior parte delle persone idonee sono dimenticate dalle tecniche di selezione del personale oggi in uso, le quali mirano secondo un’antiquata convinzione a determinare un ipotetico ed inesistente vincitore lì dove è invece possibile determinare una rigogliosa rosa di persone abili ed aventi i giusti requisiti;

  • per i motivi dei due punti precedenti ciò che si assegna a quei pochi prescelti, in pratica, non è tanto un lavoro, bensì un vero e proprio privilegio in particolare rispetto agli altri che son rimasti ingiustamente esclusi e più in generale rispetto al resto della società;

  • tale privilegio è di origine del tutto ingiustificata, poichè, se riconosciamo la società, nella sua interezza, essere depositaria del diritto di usufruire dei pubblici beni e servizi, allo stesso modo dobbiamo riconoscerle, egualmente nella sua interezza, il diritto di equa partecipazione alla amministrazione, creazione ed offerta di tali beni e servizi;

  • un pubblico impiego non dovrebbe essere di proprietà esclusiva di alcuno (come invece di fatto avviene con l'attuale sua assegnazione a vita ad un individuo) proprio per sua stessa origine e definizione di "Pubblico";

considerato ancora che:

  • la Costituzione afferma a chiare lettere, nel suo art. 3, che "... E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ..."

  • mettendo finalmente, realmente in atto tale partecipazione di tutti i lavoratori idonei all'organizzazione culturale, economica, politica e sociale del Paese si otterrebbero vari benefici concreti: un miglioramento della complessiva funzionalità del sistema, una più equa distribuzione della ricchezza, un manifesto senso di giustizia realizzata ed uno spirito di istintiva e fraterna collaborazione che si diffonderebbero sùbito all'interno della società;

  • permettendo una libera, effettiva e piena partecipazione dei Cittadini alle attività dello Stato quest'ultimo non sarebbe più separato dai primi, così com'è oggi, con tutte le iniquità, incomprensioni e conflitti che ne conseguono e che ci affliggono continuamente, ma si trasformerebbe finalmente in quella Repubblica che da svariati decenni attende di essere realizzata;

  • il Pubblico Impiego, una volta divenuto Equo, non sarebbe più soltanto una semplice occupazione e fonte di reddito per i cittadini, ma acquisterebbe giusta dignità divenendo anche scuola in cui apprendere e praticare i modi del vivere civile, realizzando così appieno le sue potenzialità di mezzo privilegiato di organizzazione statale;

inoltre, premesso che

il nostro assetto economico si è nel tempo fortemente squilibrato verso il settore privato, ed il suo abnorme peso e potere, accresciutisi a detrimento del settore pubblico, stanno generando una serie crescente di gravi problemi, cui è sempre più difficile fornire rimedio;


considerato che

tale forte squilibrio è derivato principalmente dall'attivo apporto di connivenze e corruzioni accumulatesi nei decenni di permanenza degli assunti a vita nella Pubblica Amministrazione, ed a seguito della passiva accettazione della popolazione italiana, disamoratasi di una PA non corrispondente alle necessità;


infine, considerato che

la società ricorre da tempo al solo approccio di conoscenza ed intervento di tipo focalizzato, settoriale, specialistico, dimenticando l'esistenza del complementare approccio sistemico, organico, olistico, prioritariamente necessario quando si ha a che fare con sistemi complessi come quelli biologici e sociali;


il sottoscritto Cittadino


richiama l'attenzione degli altri Cittadini della Repubblica sulla necessità di:


  1. rendere effettivo l'appellativo di "pubblico" nel sistema del Pubblico Impiego, abolendo l'iniquo privilegio del ruolo assegnato a vita alla persona, in favore di una equa e sapiente ripartizione delle mansioni tra tutti coloro che desiderassero svolgerle e dimostrassero di possederne i requisiti necessari;

  2. impegnarsi in un serio lavoro di riequilibrio del nostro assetto economico, riconducendo molte delle attività oggi private, a partire da quelle di fondamentale importanza per la società, all'interno del settore pubblico, fino al raggiungimento di una metà del peso economico dell'intero sistema;

  3. realizzare l'ideale di un sistema sociale improntato alla partecipazione, quindi ad una maggiore concordia e funzionalità, garantendo un tempo di lavoro minimo ad ogni cittadino di questa Repubblica ed un reddito da cittadinanza;

  4. attuare la rotazione attraverso due differenti tipi di movimento: con lo spostamento delle persone in uno stesso ed in un diverso ambito di competenza; muovendosi le persone all'interno di una stessa branca specialistica, viene permesso l'apporto di un più nutrito ruolo di contributori e si previene la corruzione, muovendosi esse in ambiti diversi, si ottiene la condivisione dei saperi e l'avanzamento diffuso, oltre che una utilissima percezione organica dell'insieme. Entrambi i movimenti favoriscono l'apertura mentale e la capacità di comunicare, nonché il sorgere di un forte sentimento d'interesse collettivo.

Riconoscente per l'attenzione, ringrazia,










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