I due modi d'essere politici



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Essenzialmente esistono due modi d'essere politici.

Uno (quello conosciuto e praticato sulla Terra) consiste nell'affermare se stessi e le proprie volontà, per prevalere sugli altri politici e le loro idee. L'altro (purtroppo ancora sconosciuto, quindi non praticato) consiste nel riorganizzare in modo armonioso ed equilibrato la società in un modo tale che chiunque ascenda al potere legislativo avrà un comportamento che non si distaccherà molto da quello di qualsiasi altra persona. La cosa giusta da fare apparendo evidente ad ogni componente della società senza che nessuno debba affaticarsi per imporla. Il primo tipo di politico (diffuso a milioni) non fa che provocare un contrastato andamento a scossoni della società, costretta a rimbalzare da uno schieramento all'altro in un rimpallo senza fine che le impedisce di acquisire fluida funzionalità e potere sul proprio destino.

Il secondo tipo di politico (lento a venire, vista la presunzione d'ognuno sulla Terra d'affermare se stessi) mira a predisporre le cose in modo che lontananze di pensiero e separazioni siano ridotti al minimo. Questo grazie ad una costituita libera circolazione di persone all'interno delle strutture sociali, in modo che nessuno s'identifichi più in un solo, immutabile, personaggio ma che acquisisca al contrario la capacità di guardare oltre il suo immediato ruolo, nello spazio e nel tempo.


Lungi dall'essere fantascienza o vuota filosofia, qui si fa cenno alla sopravvivenza stessa della società. Se formata da organi separati e poco comunicanti, essa è costretta ad una vita di continua sofferenza, prima di spegnersi definitivamente. Ma se gli organi sociali vengono ripensati per essere costituiti da persone che non vi rimangano bloccate e, fornito un loro apporto, passino a far altro (in modo che tali organi si possano anche formare e dissolvere senza difficoltà, a seconda delle esigenze e del progresso che si vive) la società (e gli umani che ne fan parte) vive un eterno, placido benessere. Quando ognuno fa la sua parte, la vita si trasforma.


Ancora oggi i politici accentrano l'attenzione su di loro, come se ognuno avesse delle proprie carte magiche da giocare. Questa lotta politica ci consuma senza che ci porti mai un passo avanti rispetto ai problemi. Come si può pensare, dopo quello che abbiamo vissuto o visto in TV, che il solo potere legislativo possa essere risolutivo dei problemi della società? Ed il potere amministrativo e giudiziario? Tre milioni e mezzo di piccoli, medi e grandi incarichi e poteri pubblici non contano nulla?

Il manifesto disamore per la politica è di fatto un problema per i soli politici. La maggioranza degli umani, in quasi ogni Paese al mondo, non va più a votare. La ritiene un'azione controproducente. La maggioranza si astiene dal voto elettorale perché (per gran fortuna dell'essere umano) è rimasta sana: non vuole nulla che i politici possano dare. Al momento non sa cos'altro fare, perché i media ottenebrano le loro menti dirigendo anch'essi l'attenzione sempre sul solo potere legislativo.

Ma nel momento in cui gli occhi luminosi di chi si astiene dal voto cadranno, anche solo per caso, anche solo un momento, sul potere amministrativo e giudiziario, l'evoluzione umana sarà immediata. Le loro menti si chiederanno: ma com'è che chi è investito del potere legislativo dopo un po' deve restituirlo al popolo mentre chi è investito del potere amministrativo e giudiziario se lo tiene (quasi fossimo ancora in una tirannide) per tutta la propria vita mai tornando ad essere comuni mortali?!


Ad un numero sempre crescente di umani non importa ormai più un secco fico chi andrà a comandare, chi vincerà in politica. Perché noi qui fuori, cittadini e popolani, impotenti ma non stupidi, sappiamo bene che (crescita o decrescita, petrolio o solare) saranno sempre guai. Almeno fin tanto che non potremo accedere a turno, a tempo determinato, ai poteri amministrativi e giudiziari. Allora sì: il potere legislativo, sotto lo sguardo vigile di noi cittadini e popolani, comincerà a fare le cose giuste.


Esistono due modi d'essere politici. L'uno, quello praticato ovunque, è quello di prendere tanto e dare meno di poco. L'altro, quello che deve venire, è quello di dare tanto prendendo poco. Perché non si intende fare alcuna carriera, non si desidera distaccarsi dalla massa. Bensì organizzare le cose in modo che ognuno abbia il giusto.







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