Pubblici dipendenti pentiti

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Cresce ormai di giorno in giorno la consapevolezza di come e quanto il distorto edificio della Pubblica Amministrazione poggi e si perpetui su irregolarità di vario tipo e misura, la corruzione apparendo ormai non più pura eccezione bensì spesso proprio regola. Ora, se è giusto e naturale porre l'attenzione su coloro che si comportano male, è nostro dovere pensare anche a quei (ahinoi pochi) dipendenti pubblici che, pur desiderosi di apportare col loro lavoro un contributo positivo alla società, non vi riescono causa l'anomalo, malsano, perfido ambiente in cui sono inseriti.

Notiamo a questo proposito che le persone per bene all'interno della PA spesso, viste le nefandezze che vi si moltiplicano, vorrebbero persino abbandonare quell'ambiente, ma non possono farlo! perché contestualmente rinuncerebbero al posto di lavoro, loro fonte di sostentamento.

A queste poche persone per bene, che, quasi sempre isolate, si astengono da cattivi comportamenti ed anzi li subiscono, dovendo sottostare non solo ai loro tarati superiori ma anche alle cricche dei loro colleghi, viene offerta oggi una duplice fantastica opportunità: di avviarsi lungo un percorso di felice rinnovo della propria vita e contemporaneamente di agevolare un giusto riordinamento dei ruoli della pubblica amministrazione.


E' infatti proprio l'assegnazione a vita del ruolo pubblico, il considerare il lavoro nell'ambito PUBBLICO di proprietà di ALCUNI e non di TUTTI, a rendere impossibile un importante avanzamento della società: quello di garantire un lavoro minimo ad ogni cittadino. La PA potrebbe invece giusto divenire, accrescendo i suoi presenti ruoli e redditi col riassorbimento nel settore pubblico di basilari attività economiche indebitamente privatizzate, il serbatoio di lavoro e salario ideale e necessario a far ciò. ( Al riguardo si veda: la metamorfosi).

Contemporaneamente, notando che ogni forma di corruzione nasce dal ristagno, verifichiamo che è proprio l'assunzione a vita la maggior responsabile di ogni forma di cattiva amministrazione. Tra persone assunte a vita all'interno di una organizzazione tendono infatti facilmente a stabilirsi legami distorti, nel migliore dei casi di tipo parentelare nel peggiore di tipo mafioso. La rotazione periodica potrebbe allora giusto mantenere costantemente in movimento e quindi fresca, genuina e verace, la compagine umana.


Teso a risolvere queste ed altre fondamentali esigenze è dunque il progetto per un:

impiego-pubblico-democratico: a tempo determinato

che ogni persona per bene all'interno della PA, ogni dipendente pubblico resosi conto dell'abominio che è implicito nel suo "posto fisso", può spedire alle Camere della Repubblica al duplice scopo di potersi liberare per sempre di un cattivo ambiente e contestualmente di poter beneficiare di un nuovo istituto che le garantisca un lavoro minimo.

Con ciò potendosi realizzare il sogno perfetto di ogni cittadino che si rispetti: uno stato, una società, un Paese non più posseduto da pochi bensì a cura e responsabilità di ognuno. Non più una marmaglia, ma una vera comunità!


Coi migliori saluti, sperando di riuscire a trasmettervi la consapevolezza che il mondo migliore che attendevate è qui davanti a voi, ed a vostra completa disposizione, ad un solo click di mouse,


Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia





| IMPIEGO PUBBLICO DEMOCRATICO: A TEMPO DETERMINATO |



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