Partecipare = essere parte

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Negli ultimi tempi si è evidenziata una tenace incapacità, da parte di coloro che si sono insediati, quasi senza più speranza che possano venirne estratti, all'interno dei sistemi di guida dei vari Paesi del mondo, a comprendere, ed a farvi fronte, le impellenti, grandi esigenze del nostro tempo.

Questa situazione, che nella pratica equivale a trovarci tutti su un immenso pullman planetario in cieca corsa senza nessuno al comando, sta conducendo, ovunque nel mondo, ampie schiere di cittadini ad interrogarsi sul come partecipare in prima persona alla vita civile del proprio Paese per fornire un personale contributo.

E subito, in tutti i Paesi progrediti, è sorto il problema che in effetti allo stato attuale delle cose le rispettive Costituzioni, pur adeguate al tempo in cui nacquero, non prevedono modi, adatti ai nostri tempi, che consentono ai cittadini di partecipare in maniera effettiva ed efficace.

Non a caso ormai quasi quotidianamente si svolgono manifestazioni di protesta, spesso il procedere insieme per le strade ed il rendere stracolme le piazze apparendo come l'unico modo per cercare di indirizzare l'attenzione delle autorità sulle necessità più impellenti.


Ma: come è possibile che, pur trovandoci in un tempo in cui già ci slanciamo verso lo Spazio e sguazziamo agevolmente nel Ciberspazio, non sia concessa ai cittadini una qualche possibilità di impegno e partecipazione più evoluta e fruttuosa che non le classiche processioni con cartelli e striscioni?

Possibile che in un'epoca di tripudio dell'intelligenza in tanti ambiti dell'umana espressione, in un'epoca in cui la tecnologia ha raggiunto vette perfino troppo elevate da divenire pericolose, l'ambito d'intervento politico per un cittadino debba ancora ridursi ad una così sottomessa, umiliante manifestazione d'impotenza?



Il fatto è che, accalcati come siamo, non riusciamo ad avere una osservazione genuina ed originale, non facendo altro che rimbalzarci l'un l'altro sempre le solite stracotte idee, proposte e procedure. Se ci allontanassimo un momento l'uno dall'altro, in una beata solitudine, osservando dall'esterno la presente situazione, ci accorgeremmo invece subito di una certa, molto interessante possibilità.



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