Inserimento sociale
e distribuzione della ricchezza




Copyright © 31/07/44 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Quando c'è parecchia confusione, quando in tanti fanno il doppio gioco spacciandosi per quello che non sono, rendendo così inutili gli sforzi di chi invece vorrebbe davvero progredire, con tutto il loro cuore, non dormendoci nemmeno la notte, bisogna fermarsi e prendersi un po' di tempo per capire bene come stanno le cose.


Di recente un tizio, che mostrava di conoscere l'ambiente di cui parlava, s'è lasciato sfuggire un'ammissione chiarificatrice. Egli ha scritto che la spina dorsale dello STATO NEOLIBERALE sono i tanti carrieristi pubblici d'area retrograda. Fatto è che il tizio in questione, finto-progressista, non l'ha raccontata bene nè tutta.

Infatti i pubblici carrieristi d'area progressista, per intenderci quelli che parlano d'ambiente, beni comuni, acqua-scuola-finanza "pubbliche", di diritti, disarmo, reddito minimo etc. non rivelano che tutto ciò che loro difendono o promuovono è stato e viene razziato od impedito proprio tramite quel vecchio SISTEMA finto-pubblico nel quale il potere assegna per tutta la vita ad una persona (allo scopo di fidelizzarla, di averla complice, qualsiasi turpitudine esso produca) un pubblico incarico, in modo da rendere ignaro ed impotente il POPOLO.


Il "concorso pubblico" è infatti una perfetta MACCHINA da ESCLUSIONE. Facendo credere che pochi prescelti siano superiori ad altri, crea quella perfida (ma inconsistente) parvenza legale che alcuni possano personificare lo Stato a vita mentre gli altri (seconda questo asociale, vergognoso uso) non valgano nulla. Mbhè: col ***** che non valiano niente! Perché in realtà le persone migliori, le più sensibili, le più capaci, sono proprio coloro ai quali mai è venuto in mente di andare a rinchiudersi in un ambiente così retrogrado, gerarchico, mediocre, autoritario, soffocante, violento come quello concepito (a loro beneficio) da imperatori e re che hanno preceduto i tempi democratici e che s'è mantenuto fino in questi per via di un continuo e generale ABUSO di POTERE.


Vero è che TANTO i pubblici carrieristi retrogradi QUANTO quelli che si spacciano per progressisti costituiscono la spina dorsale dello Stato neoliberale e l'origine di tutti i mali della nostra epoca. Anzi: i pubblici carrieristi retrogradi sono più onesti e per questo meno pericolosi degli altri. Perché un retrogrado dichiarato lo riconosci e te ne tieni lontano. Ma come fai a non farti fregare da un pubblico carrierista che, sorridendo, ti sussurra dolci parole come: ambiente, beni comuni, acqua-scuola-finanza "pubbliche", diritti, disarmo, reddito minimo, etc.? In realtà costoro, confondendo le acque, tacendo, sono molto più pericolosi degli altri.

Fatto è che il progresso non può essere raggiunto con un pensiero ed una azione che per metà guardano in AVANTI e per l'altra metà rimangono proiettati all'INDIETRO. Lo stesso reddito minimo (che tanti carrieristi pubblici promuovono allo scopo di autoreferenziarsi, qualcosa in fondo dovendo pur mostrare di fare) non s'è potuto ancora ottenere perché l'assunzione a vita nel pubblico non permette un coinvolgimento popolare: i carrieristi lasciano che enormi sostanze vengano dissipate indebolendo lo Stato, che non si può più permettere un WELFARE adeguato.


Finché alcuni sopraffarranno gli altri, finché non saremo PARI tra PARI, le sperequazioni permetteranno sempre ai privilegiati di prendere più di quel che dovrebbero, in questo modo privando altri del necessario. Chiedetevelo: se non avessimo avuto la scuola, l'università, l'informazione, tutto l'apparato pubblico nelle mani di una minoranza accaparratrice, ci saremmo mai trovati in queste condizioni? Una società nasce intorno alla sua centralità pubblica. Se questa è impostata su ESCLUSIONE e PREVARICAZIONE, come può il resto della società venire su in maniera diversa? I progressisti compiano allora un progresso: capiscano finalmente quel che c'è da fare.




PUBBLICO IMPIEGO DEMOCRATICO: A TEMPO DETERMINATO

una perfetta macchina d'inserimento sociale e distribuzione della ricchezza, assistito dal Reddito di Base




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