La decrescita ossequiosa


Copyright © 46/12/25 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi





In un modo tutto suo una decrescita, ben lungi dall'essere felice, per molti c'è già stata. E c'è da dire che l'assenza di felicità non s'è verificata perché strettamente connessa ad un calo economico, perché non poteva essere altrimenti, come alcuni potrebbero pensare, ma è stata esclusivamente conseguente all'ossequio mantenuto, da quei professori che da decenni la promuovevano, nei confronti del "loro" posto fisso in quel ch'è ancora oggi, dopo settant'anni di Res Publica, un settore finto pubblico.

Non c'è docente universitario, nei vari Paesi della Terra, che, pur facendo mostra di compassione per i poveri, pur magari professandosi di sinistra, alcuni addirittura dichiarandosi comunisti, non abbia male orientato le proteste degli esclusi tacendo il naturale ruolo che il settore pubblico deve avere nella distribuzione del reddito tramite un'assegnazione a tempo determinato dei suoi impieghi, lanciandoli spesso invece contro un settore privato che s'è solo adeguato al ruolo distorto dell'altro.

La confusione culturale, economica, politica, che tutt'ora regna, un disordine intellettuale che mai ha abbandonato il confronto tra settore pubblico e privato, togliendo al primo il ruolo che gli è proprio ed opprimendo il secondo con doveri non propri, esiste solo per via del fatto che i docenti universitari di tutto il mondo, pur tanto proclamandosi uomini e donne di scienza, pur pretendendo d'essere fari luminosi di sapere, non hanno voluto rivelarci che in democrazia ciò ch'è pubblico va condiviso.


DEMOCRAZIA = CONDIVISIONE DELLA RES PUBLICA

RES PUBLICA = POTERE LEGISLATIVO, AMMINISTRATIVO, GIUDIZIARIO

POTERE LEGISLATIVO, AMMINISTRATIVO, GIUDIZIARIO = PUBBLICI IMPIEGHI

DEMOCRAZIA = CONDIVISIONE DEI PUBBLICI IMPIEGHI


In piena era della ragione, si continua a pretendere che il privato garantisca reddito ed altro mentre il pubblico fa il peggio che gli pare, impipandosene della sua naturale funzione di serbatoio di impieghi (dunque poteri e redditi) che debbono con ogni diritto (senza che nessuno possa smentirlo senza rivelarsi per quella sciagurata vergogna che è) essere partecipati a tempo determinato (come compete ad ogni bene comune, ad ogni comproprietà) seguendo un metodo d'equità, ordine e competenza.

Ogni aspetto della vita culturale, economica e politica sulla Terra è stata traviata, ogni cosa è stata deviata e rovinata dal patologico attaccamento al posto finto-pubblico fisso (ereditato dai fascismi, da monarchie ed imperi, dalle tirannidi) del quale è affetto ogni docente universitario i quali mai, mai si sono degnati di dire:


1) La DEMOCRAZIA si ottiene col mandato temporaneo, il quale soltanto apre il settore pubblico alla composta, ordinata e preparata partecipazione dei cittadini.

2) Il POTERE LEGISLATIVO nei Paesi sviluppati si può dir democratico perché già quasi interamente sottoposto alla fondamentale regola del mandato temporaneo.

3) Il POTERE AMMINISTRATIVO va invece ancora reso democratico, sottoponendo anch'esso al mandato temporaneo: con assunzioni esclusivamente a tempo determinato.

4) Il POTERE GIUDIZIARIO va a sua volta reso democratico sempre grazie al mandato temporaneo: tramite assunzioni rigorosamente a tempo determinato.


Potrà mai una decrescita essere felice, potrà mai l'economia evolvere, potrà mai una società funzionare correttamente, potrà mai procedere liscia e spedita, senza affrontare il tema della distribuzione del reddito razionalmente, in un modo che non sia un'offesa per l'intero genere umano, tanto si procede al contrario, tanto si ragiona alla rovescia, mai chiarendo cosa siano e significhino pubblico e privato, quali siano i diritti e doveri, funzioni e libertà specifiche dell'uno e dell'altro?

Potrà mai partire un'auto il cui motore sia progettato all'incontrario? Potrà mai eseguire un calcolo un computer disegnato su teorie capovolte? Allora non pretendiamo che le umane società non diano quanto meno un mare di problemi venendo fondate su un pubblico tiranno ed un conseguente privato sovraccarico. La democrazia non è mera fantasia, un sogno campato in aria, bensì un disegno meravigliosamente coerente e logico in grado di produrre benefici concreti e ragguardevoli per individui e società.

Se vogliamo scoprire cosa essa sia e quanto conti, svelliamoci dall'incultura ammannitaci da maestri, docenti, professori ossequiosi del "loro" posto fisso. Licenziamoli in tronco, svegliamo tutti i nostri sensi e neuroni ed iniziamo a farci guidare da questi. Liberiamoci da settant'anni di addomesticamento, ritroviamo la nostra genuina sensibilità. Cercando di non sprecare quel breve attimo della Storia che c'è rimasto. Per farci ricordare non per come siamo stati bensì per come saremmo potuti essere.







DEMOCRAZIA = CONDIVISIONE DELLA RES PUBLICA




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