Per un ordine pubblico democratico


Copyright © 08/06/43 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi



Di recente, nel contesto di un incontro ippico internazionale, uno splendido squadrone dell'Arma dei Carabinieri si è prodotto nella rievocazione storica di una suggestiva carica a cavallo davanti agli occhi ammiranti della stessa Regina d'Inghilterra. Ecco, proprio la Storia è l'àmbito nel quale possono continuare a muoversi, ad esistere, le prime due organizzazioni qui riportate:



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Polizia di Stato
Le origini dell'amministrazione della pubblica sicurezza, in senso moderno,
vengono fatte risalire al re Carlo  Alberto, che la costituì nel 1848 come amministrazione civile.
http://it.wikipedia.org/wiki/Polizia_di_Stato#Storia_della_Polizia_in_Italia

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Arma dei Carabinieri
L'istituzione del corpo fu ideata a Cagliari nel giugno 1814
da Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna, con lo scopo di fornire al Regno
un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie.
http://it.wikipedia.org/wiki/Arma_dei_Carabinieri#La_fondazione

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Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza è uno dei corpi militari più antichi dello Stato,
che troviamo già nel Regno di Sardegna e  che fa risalire le sue origini
dalla legione truppe leggere (1774) così come testimoniato dal decreto di nomina
di Gabriel Pictet come primo comandante il 5 ottobre 1774
da parte di Vittorio Amedeo III di Savoia[2]. 
http://it.wikipedia.org/wiki/Guardia_di_Finanza#Storia

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Quest'ultima organizzazione va invece proprio chiusa, riposta in un museo, a ricordare per sempre i bui tempi, che purtroppo ancora percorriamo, di uno Stato uso a gravare sulle spalle di un popolo estraniato dal suo stesso potere, reso quindi succube, secondo il tirannico modello della monarchia, piuttosto che auto sostenersi con proprie risorse ben gestite dagli stessi cittadini, secondo il democratico modello della repubblica.



Una importante presa di coscienza
attende lieta le nostre menti:


in presenza di assunti a vita, o privati, nella Funzione Pubblica,
i governi tendono a divenire AUTORITARI.

in presenza di cittadini che vi si alternano paritariamente,
i governi tendono a divenire AUTOREVOLI.



La Democrazia ha una regola tanto chiara quanto precisa: la Res Pubblica, quindi la stessa Funzione Pubblica, non può essere accaparrata da alcuno, che sia uno statale od un privato. La Res Publica va invece condivisa tra persone preparate disposte periodicamente a tornare ad essere comuni cittadini, in modo da mettere personalmente alla prova la bontà delle leggi e degli usi che, quando hanno detenuto il potere, hanno applicato.

Venendo la Res Publica gestita da statali o privati, i Paesi si riducono nelle esatte disperate condizioni in cui ci troviamo. Perché statali e privati vengono facilmente fidelizzati e trasformati in agenti disposti a tutto. In un sistema davvero pubblico, fatto di cittadini che si alternano, si introduce l'imprenscidibile valore del DIRETTO INTERESSE acché tutto sia ben concepito e condotto per il bene della collettività di cui si è parte.



IN TIRANNIA
LO STATO È PERTINENZA ETERNA D'UNA MINORANZA
E FUOR D'ESSO VI SON SOLO SUDDITI.

IN DEMOCRAZIA
SONO I CITTADINI TUTTI, NESSUNO ESCLUSO,
A FARE A TURNO PARTE DELLO STATO.



Organizzazioni, che siano state concepite ed abbiano servito in epoca monarchica, che hanno anzi obbedito non solo al re ma pure al duce, non possono continuare ad esistere, se non per mera memoria storica, in epoca democratica. Ricordare il passato è pratica importante. Onorarlo, quando meritato, anche. Ma il presente va vissuto secondo principi coerenti con il da tempo sopraggiunto nostro status democratico.

Proprio una complessiva Funzione Pubblica di stampo monarchico: autoritaria, chiusa, impenetrabile, costituita da inamovibili membri, ha impedito la duplice consapevolezza che la Res Publica è un bene comune e che la democrazia si realizza attraverso la condivisione di essa. Proprio una Funzione Pubblica in mano agli statali ha mantenuto uno STATO legalmente perfetto ma eticamente PREDONE, che consuma molto di più di quello che produce, che impone ad altri l'esatto contrario di quello che fa, incapace di autosostenersi e di avere quindi una politica di TASSAZIONE VOLONTARIA, perfettamente applicabile quando grande è la felicità dei suoi cittadini d'esserne parte.


Con un ritardo di più di sessant'anni, dovuto ad un mondo politico che ha perpetuato usi ed organizzazioni d'epoca pre-democratica per praticare indisturbato la sua mala condotta, va infine avviata una GESTIONE PARTECIPATA della FUNZIONE PUBBLICA tutta, ORDINE PUBBLICO compreso. Diverrà così evidente pure che nove volte su dieci un crimine viene commesso più per via di una società mal organizzata e gestita che per colpa dell'individuo che vi è incorso. Il sovraccarico dei Tribunali, il sovraffollamento delle carceri sono tragedie che si risolvono proprio in questo modo: non aumentando il numero dei giudici o costruendo carceri più grandi bensì realizzando quella società ben descritta, sì, ed auspicata nella Costituzione ma poi mai ancora realizzata.


La legge e chi la applica vanno rispettati. Le tasse vanno ancora pagate. Ma, pacificamente, legalmente, civilmente, adopriamoci affinché il vecchio sia confinato nella Storia ed il nuovo veda infine la luce.










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