Sul caso NOTAV

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On 06/12/05 at 7.14 xxxxx yyyyy wrote:

>Sgombrato il presidio di Venaus,.
>Con le  ruspe sulle barricate e sulle tende del presidio di Venaus, 2000
>poliziotti hanno occupato Venaus. I compagni si spostano verso Susa, i
>feriti sono 10 di cui uno grave.

Pur tragiche, notizie come queste finiscono per essere utili, in quanto conducono le persone sempre più davanti all'evidenza che il mondo non potrà mai cambiare se non ci alterneremo a rotazione in tutti i ruoli dello Stato, compresi quelli dei carabinieri e poliziotti.

Attualmente i pubblici dipendenti sono assunti, fidelizzati, in un certo senso perfino ricattati (se non fai questo ti licenzio), a vita, appunto a difesa di ordinanze sballate dei governi.

Se vogliamo dei governi più giusti, più corretti, più sani, in qualsiasi parte del mondo ci troviamo, dobbiamo deciderci ad assegnare i pubblici ruoli a rotazione tra tutti coloro che volessero adempiervi ed avessero i requisiti necessari.

Allora sì
che il mondo sarà
sulla strada per cambiare,
perchè
se non cambi niente
che pretendi
di veder cambiato?


>>>> Forze dell'ordine e manifestanti

"Come si fa ad evitare che le forze dell'ordine si dedichino alla caccia al manifestante?": in ogni parte del mondo, questa è la domanda che, ad ogni manifestazione di protesta, nasce giustificatamente nel cuore dei dimostranti. Ebbene, riflettiamo insieme un momento, cercando di trovare una risposta che possa risultar definitiva, non limitata ad una qualche specifica situazione, chè altrimenti non risolveremmo realmente il problema.

In una società in cui i ruoli più importanti, più strategici da un punto di vista organizzativo, amministrativo, fiscale, decisionale, educativo, culturale, mass-mediatico, sanitario, d'ordine pubblico, etc. sono assegnati a vita a determinate persone, viene a crearsi di fatto uno Stato ben disgiunto dai Cittadini, un nocciolo duro assolutamente impenetrabile ed immodificabile da tutti coloro che ne son stati esclusi.

Queste due entità, Stato e Cittadini, che per patto sociale avrebbero dovuto coincidere, avrebbero dovuto esser tutt'uno, di fatto rimangono assolutamente separate e spesso contrapposte. E' sì spesso scritto nelle Costituzioni di tanti Paesi, come pure in quella italiana, che la propria nazione è una repubblica democratica, e che "la sovranità appartiene al popolo" (intendendo a tutto il popolo!), ma la realtà è ben diversa: l'Italia, come tanti altri Paesi, è Cosa di Parte, non una Repubblica. Essa appartiene alle persone assunte a vita nei posti chiave dello Stato (che siano esse dirigenti o semplici dipendenti) una autentica oligarchia, di basso livello ma diffusa ovunque, che tuttora spadroneggia ed assoggetta, anche se in maniera sottile, subdola, la restante parte della popolazione.

Specificatamente, in una società del genere, in cui le forze dell'ordine sono anch'esse composte da persone assunte a vita, da persone che sono parte fondamentale di questo insano nucleo statale, non vi potrà mai essere una reale e sufficiente coesione sociale, una coscienza ben sviluppata di appartenenza ad un unico popolo. I manifestanti vedranno sempre i guardiani di questo irregolare, illegittimo nucleo accanirsi contro di loro. Non potrà mai essere altrimenti. MAI!

Ebbene, se effettivamente desideriamo, non solo scongiurare per sempre il pericolo che le forze dell'ordine si accaniscano contro i manifestanti, ma che addirittura non vi sia mai più motivo per cui le persone debbano scendere in piazza a manifestare il loro dissenso, dobbiamo prendere decisa posizione in favore dell'abolizione del pubblico impiego a vita e della sua attribuzione a rotazione tra tutti i cittadini che desiderino svolgerlo ed abbiano i requisiti necessari.

Solo in questo modo, con un impiego pubblico assegnato a rotazione, il nostro Paese, e pian piano anche tutti gli altri nel mondo (poichè l’esempio rimane lo strumento più efficace), potrà divenire luogo privilegiato di partecipazione e di condivisione generale, e cessar di essere inesauribile fonte di ogni estraniamento ed esclusione.

La prossima volta che in televisione vedremo immagini di violenza, ad opera dell'una come dell'altra parte, non potremo non ricordare quale sia l'origine profonda di quel male e come disfarcene una volta per tutte.


tratto da http://ars.hyperlinker.org


Spesso
le grandi innovazioni sociali
impiegano almeno
una trentina d'anni
dalla loro ideazione
per affermarsi.

Considerato
che la proposta di riforma
per un impiego pubblico a rotazione
è nata sette anni fa,
rimangono appena ventitrè anni
per vederla realizzata.

Intanto, rassegnamoci:
continueremo a vedere
forze dell'ordine
schierate spesso
contro i giusti
in qualsiasi parte
del mondo
ci troveremo.





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