L'origine dell'ingovernabilità



Copyright © 05/04/44 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi



La presente situazione politica lascia insoddisfatti molti, che continuano a contendersi maggioranze inesistenti, ed esterrefatti pochi che, non appartenendo ad alcuna fazione ma sentendosi UNO col TUTTO, s'interrogano se non sia meglio, in fin dei conti, un despota unico al posto di una miriade di tirannucci.

Da qualche parte esisterà pure nel mondo qualche pensatore che non sappia suonare soltanto un disco incantato senza mai intonare una nuova melodia. Ma il cercarlo può portarci via tanta di quella vita che sarà meglio provare ad usare il nostro modestissimo cervelletto, sperando di poterci capire qualcosa.


Ed in vero le cose appaiono semplici e le conclusioni chiare a chi osserva il mondo e ragiona con occhi e gangli propri. L'esserci fidati di una interpretazione della democrazia ridotta ai minimi termini del ricambio nei ruoli del solo àmbito di Governo ha causato:

1) una strutturazione della società in granitiche, indissolvibili categorie,
2) un ammassarsi di ambizioni ed attenzioni verso i soli vertici,

con conseguente atavica, costante ingovernabilità che oggi si manifesta in tutta la sua purulenza.


Ora distacchiamoci da tutto questo e proviamo ad immaginare una Democrazia che, fin dal primo momento della sua Costituzione, più di sei decenni fa, avesse periodicamente restituito, come avrebbe dovuto, il Pubblico Impiego al popolo sovrano, permettendo la partecipazione a turno di ogni cittadino preparato. La società si sarebbe strutturata in modo ben diverso. Essa avrebbe avuto, sì, al suo interno alcune categorie le cui arti ad elevata specializzazione difficilmente potevano essere praticate da tutti, ma avrebbe beneficiato anche di una maggioranza di umani capaci di compiere, con breve addestramento, gran numero di lavori, mestieri e professioni.

Pensiamo alla tradizionale categoria dei notai, che sembrano fare chissà che mentre è provato (*) che ogni cittadino, con un corso e successivo esame di poco conto, può svolgere onorevolmente questa professione potendo quindi, se lo desidera, passare a far altro una volta che non la trovasse più interessante o redditizia.

Un mare di attività vengono oggi svolte per tutta la vita da sempre gli stessi tizi, i quali non solo impediscono l'evolversi delle professioni ma si ritrovano barricati in chiuse scatole che poi è impossibile mettere d'accordo nelle verticistiche sedi di Governo, riducendosi la politica a mero mercato d'interessi particolari.


E proprio in questo sta la grande forza dell'Armonica Rotazione Sociale: construendo un Pubblico Impiego quale consistente serbatoio di attività lavorative cui possono, a turno, accedere tutti i cittadini preparati e desiderosi di servire, le categorie si riducono al minimo, solo quelle ad elevata specializzazione, mentre il resto della società si struttura su base aperta e dinamica: FLUIDA. In tal modo non vi sono più rappresentanze politiche separate da incrollabili quanto insormontabili interessi di parte e non conta più chi sale al Governo.

La società, grazie all'Armonica Rotazione Sociale avviata da un Pubblico Impiego partecipato a rotazione, viene su CONCORDE ed OMOGENEA. Non vi sono più insuperabili interessi a separare le persone ed al contrario l'interesse collettivo si afferma in modo estremamente chiaro e facile, avendo piena supremazia sui tornaconti privati. I vertici si riducono al minimo e perfino un Capo di Governo con forti poteri non farebbe paura, poiché ad eseguire i suoi ordini non sarebbero acritici assunti a vita, fedeli al posto fisso, bensì attenti, coinvolti cittadini.


L'ingovernabilità non nasce oggi. L'ingovernabilità è stata costruita giorno dopo giorno da quei corrotti che, complice una marcia politica fondata sul voto di scambio, si sono impossessati a vita di pubblici impieghi che avrebbero dovuto iniziare ad essere partecipati a turno fin dal primo respiro della Democrazia. L'ingovernabilità, come ogni altro problema di questa società, nasce dall'EMARGINAZIONE, dall'ESCLUSIONE, dalla SUDDITANZA cui veniamo costretti noi cittadini dagli accaparratori dei pubblici impieghi, ruoli e poteri.

Ora che lo sappiamo, avendolo dovuto capire da soli,
per i tanti ostacoli postici dai "baroni", "professori" e "saggi",
nulla sarà più lo stesso.


*
"... ogni cittadino può trasferire beni immobili,
raccogliere dichiarazioni giurate, autenticare documenti ...
"






SOCIETA' DINAMICA E STATICA A CONFRONTO




A R M O N I C A R O T A Z I O N E S O C I A L E
Copyright & ServiceMark Laboratorio Eudemonia. Alcuni diritti concessi
Sito Web attivo fin dal 29 - WebWorks by HyperLinker