Magica Internet: riapre il cuore alla fiducia!



Copyright © 18/04/42 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Mai come di questi tempi si sono visti gli statali così impegnati. Giustamente attaccati tanto da destra quanto da sinistra, sono tutti così intenti a mostrare quanto sono indispensabili al punto che si rischia di credere ai loro fitti comunicati. Fatto è che la scuola ed i servizi veramente pubblici, da loro vantati, finora noi cittadini non abbiamo MAI avuto il piacere di conoscerli. A tutt'oggi abbiamo invece conosciuto solo la scuola ed i servizi di regime in mano agli statali.


Infatti:

- un conto sono i servizi imposti alla popolazione dagli assunti a vita nella Cosa Pubblica;
- tutt'altro conto sarebbero i servizi offerti a turno da cittadini preparati.

I servizi attuati dagli statali sono i classici servizi ammanniti dal regime.
I secondi sarebbero i veri servizi pubblici perché gestiti direttamente dai cittadini per loro stessi.


Non son forse gli statali a curarci con la chimica e non con i frutti della natura? Non son forse gli statali a proibirci di far uso delle erbe più preziose per la cura e la salute, criminalizzando ingiustamente tante persone e giungendo a rinchiuderle in carceri inumane?

Non son forse gli statali a non informarci ancora oggi correttamente? Non son forse gli statali a far sì che non si sappia nulla dell'imponente fenomeno demografico (che comanda quisquillie come l'intera economia del pianeta e l'inflazione), a far sì che attorno ad esso ancora non si sviluppi l'abbondante attenzione e cultura che esso merita?

Non son forse gli statali a continuare a chiamare "religione" ciò che è in massima parte superstizione, ciò che letteralmente impedisce l'affermarsi di una autentica, genuina, affratellante cultura religiosa?

Non son forse gli statali a farci credere che la democrazia coinvolga il solo ristretto ambito decisionale, di Governo, e non pure quello ben più ampio e corposo delle mansioni pubbliche?

Non son forse gli statali a controllarci e schedarci ad ogni passo senza alcun rispetto per la sfera personale, non son forse gli statali a far sì che nessuno sia più padrone nemmeno a casa sua?

Non son forse gli statali a decretare l'imperio della legge al posto dell'amore per la giustizia, a far sì che chiunque possa essere risucchiato e scomparire nell'incubo senza fine dei tribunali in mano alla sacerdotale casta dei magistrati a vita, invece che ricevere subito giustizia da probiviri scelti a turno tra la popolazione?

Non son forse gli statali a supportare i politici, a permettere che essi continuino a fare il procio (di ulissea memoria) comodo loro, a scrivere leggi richieste dalle lobby e non dal popolo, leggi che invece mai avrebbero dovuto essere manco immaginate? Non son forse gli statali a mantenere in vigore questo disonesto sistema e ad emarginare noi cittadini dal nostro stesso potere?

Non son forse gli statali a far sì che quasi tutti al mondo abbiamo perso la fiducia? Se questa è la democrazia, se questo è il meglio possibile, a che serve continuare a vivere? Meglio morire che vivere sottomessi agli statali! I nostri figli non si ubriacano, non perdono il senno, non giungono a volte a suicidarsi per questo scandaloso modo, tutti contro tutti, in cui, per il decisivo tramite degli statali, è impostata la società?


Statali? No grazie. Mai più! Il loro tempo finì con la fine della seconda guerra mondiale, con la fine dello STATO fascista dal quale la figura dello STATALE fu concepita per fini di controllo e sottomissione della popolazione. Oggi è invece tempo di liberi cittadini che si alternano secondo competenza ed esperienza nella loro propria Funzione Pubblica (il Popolo è sovrano!) così come vogliono Democrazia e Repubblica, così come non può non auspicare chiunque rispetti gli altri ed ami libertà.


Per decenni la cronaca e l'arte, dalla letteratura al cinema, ci hanno informato su come sono stati selezionati un enorme numero di statali: con un atto di corruzione, con la famosa raccomandazione, col baratto del posto pubblico fisso con la preferenza elettorale. "Io ti assumo a vita, tu mi voti a vita". Con un atto di corruzione! così è cominciato per tantissimi il "loro" impiego pubblico. In quale altro modo può essere continuato? Che genere di educazione hanno potuto dare costoro ai nostri figli, che genere di servizi ci hanno imposto?

Ora basta. Finora non c'era Internet, finora pur sapendo non potevamo far nulla. Ma ora è tempo di dissolvere l'indegna struttura autoritaria di una Funzione Pubblica proprietà privata degli statali, vero blocco di ogni progresso. Ora è tempo di alzarci in piedi ed affermare di continuo, fintantoché non avremo raggiunto il nostro scopo:

Fuori gli statali dalla Cosa Pubblica.
Dentro a rotazione cittadini preparati.







I due principi della Democrazia mai divulgati dai carrieristi pubblici:

1) quanto di pertinenza e proprietà della Collettività va condiviso,
2) quanto di pertinenza e proprietà della Persona va rispettato.





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