Impiego Pubblico:
peggio della mafia,
ndrangheta e camorra!



lettera ad ogni persona di cultura, politica, scienza
(e quant'altra pappa da divorare a sbafo esista)
abbia potuto raggiungere


Copyright © 08/11/45 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Gentile Signore,

La saluto rispettosamente e mi permetto di chiederLe: perché, di fronte al fatto risaputo che la nostra Res Publica è stata presa ed è ancora occupata in modo massiccio da chi s'è impossessato a vita di un impiego pubblico col sistema del voto di scambio, dunque con un ATTO di CORRUZIONE, commettendo un grave REATO, non si esprime con decisione su questo?

Ci possiamo meravigliare che la Funzione Pubblica rimanga luogo elettivo d'ogni corruzione? Quando si è iniziato un rapporto di lavoro col PATTO CRIMINALE: "tu mi dai un posto fisso ed io ti voto", in quale modo può esser continuato poi, per decenni, quell'impiego? E nonostante ciò a noi cittadini ci tocca pure ossequiarla, questa brutta gente!

E' uno schifo! Il FURTO CONTINUATO di un impiego, potere e reddito pubblici non può essere ignorato od andare in prescrizione. Essendosi impossessati di un posto a vita, coloro i quali hanno fatto ricorso alla corruzione per essere assunti, sono tuttora rintanati nella Res Publica, continuando a derubare, giorno dopo giorno, il popolo italiano. Sono degli ABUSIVI, occupano quel posto ILLEGALMENTE, sono dei DELINQUENTI ABITUALI. Vanno perseguiti come vuole la LEGGE.


Non possiamo continuare a PAGARE lo stipendo a questi ladri.
A sottostare a questi farabutti! I DELINQUENTI PUBBLICI vanno individuati ed espulsi.


Altro che mafia, ndrangheta e camorra! Di fatto ci sono più criminali nel Pubblico Impiego che altrove! Non foss'altro per liberare la nostra Res Publica da chi s'è accaparrato a vita un pubblico incarico con un vero e proprio CRIMINE, corrompendo qualcuno, bisogna che anche Lei reclami un IMPIEGO PUBBLICO DEMOCRATICO: assegnato a tempo determinato.

Questo è anche l'unico modo per far sì che ognuno abbia un minimo di reddito e potere. Una volta bonificata la Res Publica, la si potrà arricchire di attività economiche produttive fino a raggiungere un equilibrio col settore privato e così si potrà garantire un impiego minimo ad ogni cittadino ed un reddito di base a chi ne abbisogna.


Signore, non è il settore privato che deve farsi carico dei pesi sociali, di garantire un lavoro. E' il pubblico, la nostra CASA COMUNE, che deve aprirsi per accogliere tutti. Quale che sia il Suo attuale percorso, come cittadino italiano, come persona retta, reclami oggi stesso un IMPIEGO PUBBLICO DEMOCRATICO: assegnato a tempo determinato.

E' da pazzi pretendere che sia il privato a svolgere il ruolo del pubblico. Tanti decenni di intellettuali disonesti ed incapaci, di ricercatori e scienziati distratti, obnubilati dal reddito, non devono ostacolare oltre l'Italia e l'Europa dal divenire quei pilastri d'intelligenza, logica e raziocinio, d'onestà, equità e giustizia che avrebbero dovuto e sarebbero potute essere già più di mezzo secolo fa.

Col mio miglior saluto, vive cordialità,







Si apra una inchiesta su ogni dipendente pubblico

Pubblico: CONCORSO od IDONEITA' al ruolo?




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