La laicità della Repubblica



Copyright © 19/09/41 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Non passa giorno che in molti giustamente percepiscono la necessità di ricordare che la vita politica va condotta in modo indipendente da qualsiasi congregazione superstiziosa. Più o meno con questo intento si ha così modo di vedere ripetuta, in numerosi convegni, incontri, raduni, l'espressione: "Laicità dello Stato". In tali occasioni non sarà per nulla sbagliato ricordare anche i due diversi significati che si attribuiscono al vocabolo LAICO:

1) "La parola laico viene dal greco laikós - uno del popolo, dalla radice laós - popolo."

2) "Il termine fu poi usato in ambito religioso per indicare colui che, appartenente alla moltitudine dei fedeli, non è appartenente alla gerarchia del suo clero, la comunità chiusa."

http://it.wikipedia.org/wiki/Laico
vedasi pure: http://www.etimo.it/?term=laico

Vista la notevole differenza di significato, è evidente la necessità di chiarire, nel proprio impegno politico, che ci si vuol riferire al significato originale della parola e solo a quello. In caso contrario, facendo riferimento al significato subentrato più tardi, sarebbe ben più difficile tenere a bada la cultura superstiziosa. Infatti i rappresentanti di questa definiscono con il termine LAICO non soltanto la persona ragionevole, che si confronta di continuo e direttamente con la realtà delle cose, pronta a cambiare direzione ogni qual volta occorra, ma pure l'irragionevole afflitto da inamovibili credenze, da dogmi generati da chissà chi ed in certi casi perfino risalenti ad una età pre-storica, che lo tengono fisso su di un intento anche quando da tempo, per naturale rivoluzione, occorrerebbe seguire l'ideale opposto.


Nel suo originale significato greco, LAICO è concetto altamente onorevole, non semplicemente per ragioni egualitarie, che potrebbero essere velleitarie ma sprovviste di una effettiva valenza, bensì per l'obiettività (fattore determinante di successo) che scaturisce da una persona non schieratasi facente parte di un popolo tutt'altra cosa che le varie congregazioni superstiziose. Il significato posteriormente abbinato alla parola LAICO è invece rigorosamente da evitare. Necessita ed urge ricordare ovunque intorno a noi che LAICO non può indicare il fedele di una qualche superstizione ma esclusivamente l'uomo qualunque, più l'essere umano nudo e puro piuttosto che la persona che abbia ormai compromesso la sua mente ed autonomia politica.


Ma l'espressione "Laicità dello Stato" (o "delle Istituzioni") contiene un'altra grave incongruenza.

Usando la parola Stato non si chiarisce per nulla che in una Repubblica quanto di pertinenza e proprietà collettiva, non solo le Istituzioni ma anche qualsiasi altro bene comune, immobili, impieghi e quant'altro, deve essere gestito da quello stesso popolo richiamato dal vocabolo greco LAICO senza interferenze provenienti da alcuna comunità chiusa. A questo scopo è ben più corretto affermare una "Laicità della Repubblica", della Cosa Pubblica. Visti i tempi a forte connotazione retrograda, è oltremodo utile non perdere occasione per ribadire che l'Italia è una REPUBBLICA DEMOCRATICA e come tale va vissuta. Usando la parola Stato si continua a sostenere il concetto ed i metodi dell'antico Stato autoritario monarchico (gran fautore degli statali, che invece non dovrebbero nemmeno esistere in una Repubblica) ed a rimandare eternamente l'avvento di una piena partecipazione democratica ed autodeterminazione della persona.

Ciò che è di proprietà comune va condiviso. Si deve condividere. Pensate ad una bicicletta che avessimo presa in società. Se uno di noi vi salisse in sella e volesse rimanervi sopra vita natural durante, voi che direste? Lo lascereste fare o gli ricordereste che la bicicletta è di tutti e per questa ci si sale su a turno? Ecco: la bici pubblica, la Funzione Pubblica, è di tutti e tutti a turno dobbiamo poterci salire. Se si usa la parola Stato, continuiamo a precipitare verso il passato. Se invece usiamo, com'è più che giusto e corretto, la parola Repubblica, allora sì che avremo fatto un buon lavoro! Repubblica evoca la democrazia, il popolo, i cittadini ed il loro pieno diritto di partecipare alla Cosa Pubblica, alla res publica appunto.


Con la dizione: "Laicità della Repubblica" si ottiene così il duplice, coerente, importante risultato di affermare il diritto del popolo ad un governo e gestione autonomi da qualsiasi congregazione e struttura chiusa, quindi non solo d'ordine superstizioso ma anche politico ed amministrativo, come i presenti partiti sforna-eletti-a-vita e la presente Funzione Pubblica proprietà-privata-degli-assunti-a-vita. Una Italia laica (del popolo, degli esseri umani nudi e puri) e repubblicana (il cui bene comune è condiviso e gestito collettivamente): chi, onesto e sano di mente, può avere interesse a qualcosa di diverso? Capite ora perché i gran baroni dell'incultura di Stato continuano ad avallare il distorto significato successivo piuttosto che il corretto significato originale della parola LAICO?







LAICITÀ: SIAMO SICURI DI SAPERE COS'È?





A R M O N I C A R O T A Z I O N E S O C I A L E
Copyright & ServiceMark Laboratorio Eudemonia. Alcuni diritti concessi
Sito Web attivo fin dal 29 - WebWorks by HyperLinker