Ius soli e regime di reciprocità tra Paesi



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Sullo "ius soli", come su di ogni altra questione, si possono esprimere mille pareri, ognuno avendo pieno diritto di farlo. Tuttavia, più che un parere personale, più che un punto di vista buonista o cattivista, nello ius soli come in ogni altra questione, bisognerebbe che ognuno cercasse di cogliere la situazione d'insieme e cosa essa quindi richieda. In particolare nello ius soli è bene prevalgano gli accordi internazionali e, a seconda di quale trattamento venga fatto agli italiani in un altro Paese, con lo stesso trattamento (certamente ben diverso nel caso si abbia a che fare con Paesi crudeli) è bene trattare chi da quel Paese trae origine. E' primario dovere di ogni uomo sulla Terra di assumersi doveri e responsabilità e non c'è alcunché di male che un regime di reciprocità cominci a governare un po' in ogni ambito e livello.

Così da stimolare ognuno a darsi da fare nel Paese d'origine, così da far sì che, ovunque un giorno ci si trovi a vivere, ovunque i propri figli nasceranno, si trovino condizioni piacevoli. Noi italiani abbiamo il dovere di curare il nostro Paese e sviluppare la nostra democrazia. Chi proviene da fuori, fuori torni a fare il suo dovere. Se il proprio Paese d'origine non conferisce la cittadinanza a figli d'italiani che vi fossero nati, allora chi s'originò in quel Paese vi s'impegni affinché la conceda.

Certo non bisogna dimenticare d'essere caritatevoli, soprattutto con chi fugge da Paesi sotto disastro. Ma è bene che si ricordi il dovere che ognuno ha, appena sia possibile, appena il compito torni a dimensioni affrontabili dagli uomini, di tornare a casa propria a compiere quei doveri di cui i popoli europei si fecero carico.

D'altronde basti pensare che, ponendo il caso che l'Italia torni ad essere totalmente tirannica (è sufficiente che il potere legislativo si adegui allo status tirannico in cui versano potere amministrativo e giudiziario, venendo concesso anch'esso a vita ad una minoranza che così si fa casta) e vedremo tantissimi oggi richiedenti la nostra cittadinanza fuggir via velocemente verso Paesi dove farà loro più comodo vivere. Oltre ai diritti si cominci dunque a richiedere doveri: bisogna si consideri un onore quello di poter tornare al Paese d'origine a sistemare le cose in modo che sia lì sia altrove, pian piano dappertutto sulla Terra, divenga un vero piacere vivere.

Se si vuole conferire la cittadinza a chi nasce in Italia da genitori stranieri, si faccia sì che all'estero noi italiani veniamo trattati egualmente. In tal modo sarà come costruire non più soltanto una cittadinanza ed un buon vivere locale, nazionale ma pure una cittadinanza ed un buon vivere globale.










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