Lettera informativa a persone d'arte, cultura e libertà





Gentile Signore,

vista la tragica situazione italiana e globale, quale semplice cittadino son qui ad informare di cosa che, pur pregna ed urgente, difficilmente oggi potrà raggiungerla in altro modo. La prego, mi conceda due minuti.


Nel comune interesse, mi permetta di riferire che il processo di democratizzazione, già avviato in epoca monarchica con una prima introduzione delle elezioni politiche, con l'avvento della Repubblica avrebbe dovuto estendersi anche alla Funzione Pubblica. I pubblici impieghi non sono semplici posti di lavoro ma detengono sempre una certa dose di potere pubblico. Essi sono parte di quella Res Publica conquistata dal popolo divenuto sovrano. Avrebbero quindi dovuto anch'essi, come i ruoli di governo, venire periodicamente restituiti al popolo per essere riassegnati ad altri cittadini aventi i necessari requisiti.

Senonchè una politica nata marcia ha fatto sì che il pubblico impiego continuasse ad essere assegnato a vita. E' qui il vero problema delle "moderne" società, che si dichiarano democratiche ma lo sono ancora solo in piccola parte. Non soltanto i politici ma anche i pubblici dipendenti devono tornare alle loro case per permettere un generale rinnovo partecipativo. Le luci dei media illuminano i politici e noi ci focalizziamo su di essi. Ma è nel buio che si nasconde il vero problema, non solo nostro ma del mondo intero: un mare di inamovibili carrieristi pubblici, 3.200.000 nella solo Italia, i quali hanno di fatto più potere degli stessi governanti.


I governi devono sempre fare i conti con loro, con i carrieristi pubblici.
I governi cambiano, i carrieristi pubblici restano, da veri tiranni quali sono.


Sono i carrieristi pubblici, seguendo l'antico disegno politico tirannico, ad impedire ai cittadini di accedere alla loro stessa Res Publica, a mantenere separato il popolo dal suo stesso potere, ad imprigionare la cultura ed ogni altro importante aspetto della vita. Sono i carrieristi pubblici a farci credere che la democrazia sia un fatto inerente le sole DECISIONI e non innanzitutto le onnipresenti MANSIONI PUBBLICHE. Sono i carrieristi pubblici ad erigere una nera muraglia intorno ai governi tale che i politici, facilmente corrotti da cricche, lobby, mafie e potentati, possono fare il peggior comodo che vogliono. Sono i carrieristi pubblici ad impedire la presa di coscienza che il tipo di funzione pubblica influenza fortemente l'operato dei governi.


Precisamente:

- circondati da assunti a vita o da operatori privati, i Governi tendono a divenire AUTORITARI.

- avendo attorno coinvolti cittadini che si alternano, i Governi tendono a divenire AUTOREVOLI.


Signore, oggi si pretende cambiare la società concentrandosi sulla politica. E' però irrazionale credere che la politica possa cambiare rimanendo circondata da una Funzione Pubblica in mano ad una CASTA di autoritari, presuntuosi e prepotenti carrieristi pubblici. Anche quando i migliori ideali progressisti venissero presi in considerazione, la politica se ne servirebbe per perseguire i sempre medesimi scopi di tutela delle Elite a scapito della popolazione. Solo cambiando tipo di Funzione Pubblica la politica potrà cambiare realmente. Perché la prima fornisce alla seconda un fondamentale IMPRINTING. Solo democratizzando le Funzioni Pubbliche l'Italia ed il mondo potranno evolvere ed uscire da queste paludi.


Sperando tutto ciò possa trovarla interessato, sensibilizzare la sua arte e coinvolgerla, ringrazio per l'attenzione ed auguro ogni buona cosa.


Danilo D'Antonio


Per una Funzione Pubblica democratica
STATO DEMOCRATICO: APERTO E PARTECIPATO







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