Il sogno di ogni vita


Copyright © 11/10/43 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Salve! Vi va di porvi una domanda "avventurosa"?

Eccola: potremo mai avere una società in cui la criminalità sia ridotta ai minimi termini, la polizia non circoli armata e la fiscalità sia decisa da una libera scelta, purissima espressione di libero arbitrio, frutto di civica autodeterminazione?

In altre parole: potrà mai esistere una società in cui chi volesse donare alla collettività somme di denaro o beni sarebbe libero di farlo ma non costretto, perché lo Stato avrebbe fonti proprie di sostentamento, si sarebbe organizzato per essere in gran parte autosufficiente?

Potrà mai esistere una società in cui la criminalità si limiti ad essere fenomeno occasionale o comunque limitato, degno di alcuna preoccupazione, ridotto ad un insignificante minimo livello? Nella quale le forze dell'ordine non abbisognino dunque di armi?

Potrà mai esistere una società del genere?


Certo che potrà, anzi PUO' immediatamente esistere! Qualsiasi confusa, lacerata moltitudine può divenire, in men che non si pensi, una società con queste adorabili caratteristiche. Per giunta senza alcun intervento in forza e violento contro il crimine o comunque nei confronti della parte periferica dell'organizzazione sociale. Al contrario, l'unico cambiamento richiesto per compiere il prodigio è la costruzione di una centralità pubblica correttamente concepita: approvata, condivisa e potenzialmente praticata da ogni elemento della società.

Oggi è uso normale accaparrare a vita un impiego pubblico pur essendo questo di proprietà dell'intera collettività. Per i ruoli di governo è già pacifico, perfino banale dirlo, che esso va periodicamente restituito al popolo, in modo che altri abbiano la possibilità di accedervi. Per mera eredità storica, invece, alcuni, come ci trovassimo ancora in piena epoca tirannica, monarchica, fascista, divengono poliziotti, finanzieri, carabinieri, o ricoprono qualsiasi altro ruolo pubblico, per tutta la durata della loro vita lavorativa. Costoro non si rendono conto di infrangere, essi per primi, la legge, la quale pretende che ad un bene comune, ad una comproprietà, possa accedere a turno, avendone pieno diritto, qualsiasi consociato lo desideri (*).


Una società come la nostra, in cui gli insegnanti della scuola ed i docenti universitari hanno perfidamente mantenuto la cultura, quindi la stessa politica, ai tempi del duce e del re, una società in cui siamo continuamente costretti a forza, sotto minaccia d'armi, a seguire leggi retrograde, risalenti ad un passato remoto, liberticide, ingiuste, confuse, mal scritte, metodicamente commissionate dai potentati per approfittare dei cittadini in tutta comodità, una società in cui veniamo controllati senza giustificato motivo, in cui possiamo essere incriminati sulla mera base di studi di settore, studi che in verità per prima cosa rivelano che i luoghi più corrotti della Terra sono proprio le pubbliche amministrazioni in mano agli assunti a vita, il pubblico impiego avendo ovunque raccolto nel tempo un mare di empi assunti con un atto di corruzione, tramite un vero e proprio CRIMINE, una società come la nostra, in cui pur essendo noto tutto ciò non ha finora incriminato, condannato ed espulso praticamente alcun pubblico dipendente, ha il CRIMINE inciso nel suo stesso DNA.

Dicano, le miriadi di insegnanti e docenti: non è forse il nucleo a determinare l'impostazione di molte tra le attività della cellula biologica? Lo stesso DNA, che caratterizza così a fondo l'essere vivente, non risiede forse nel nucleo? Se quest'ultimo è malefico, tutta la cellula finisce per corrompersi. E' solo per via di una cultura deviata costantemente, quotidianamente, dagli statali, che i tanti che vogliono sanare il mondo non abbiano ancora iniziato proprio dal liberare la Res Publica dagli anti-democratici indebiti occupanti.



Ci si può stupire se molti non vogliono alimentare col proprio denaro un così aberrante stato di cose, se in tanti sono condotti a delinquere per sopravvivere, se altri pretendono vivere al di sopra di quanto consentito dai loro mezzi, se le forze dell'ordine di conseguenza girano armate? Una società come la nostra, che letteralmente nutre ed ingrassa ogni tipo di criminalità, a partire dal suo nucleo centrale per espandersi poi verso la periferia cellulare, fa venir voglia di delinquere a chiunque. Perfino la persona più onesta e pacifica oggi percepisce un istinto di rivalsa su tutto questo schifo. Capendo ciò, discipliniamoci allora a porre in secondo piano lo stato presente delle cose, impegnandoci invece il più possibile ad usare l'immaginazione.

Immaginiamo una società che rifondi se stessa su un patto sociale di condivisione di ciò che a tutti appartiene: essa verrà su ben diversa dalla nostra. Una società che abbia rivelato che il pubblico è di tutti ed essendo di tutti tutti abbiamo la possibilità di accedervi a turno, secondo propri desideri e requisiti necessari al ruolo, una società giusta, non più fondata su una ruberia, su un ladrocinio, su un furto legalizzato [perché l'accaparramento a vita di un ruolo pubblico è una vera indebita appropriazione, permessa, sì, dalla legge ma assolutamente in contrasto coi suoi stessi principi (*)] una società della quale tutti siamo parimenti proprietari e gestori, chi se la sente di oltraggiarla con un cattivo comportamento? Avendo tutto quello che ci spetta, avendo ognuno il giusto, chi ce lo fa fare a delinquere? Ce ne stiamo buoni, ci godiamo la società che abbiamo sempre desiderato, vi partecipiamo con una contentezza e soddisfazione che scaccia ogni cattivo pensiero.


Mai potremo rompere l'armonia di una società ben fatta.
Poiché in fondo è proprio questo il sogno di ogni vita.






* Quesiti d'ordine legale sulla sovranità popolare e la democrazia *



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