Contro la guerra ed il nucleare


Copyright © 04/04/42 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Di recente abbiamo assistito nel breve volgere di pochi giorni a due espressioni di elevatissima (!) professionalità. Abbiamo visto per l'ennesima volta intervenire militarmente e far scorrere sangue laddove ci si poteva adoprare con successo tramite la diplomazia, dando un pessimo esempio a chi non ha poi trovato altra via da seguire che quella delle armi. Ed abbiamo visto tecnici, d'altissimo livello anch'essi, non poter far altro che gettare acqua sul fuoco atomico per cercare di evitare un disastro totale, allo stesso modo in cui i nostri nonni cercavano di salvare la loro casa da un camino alimentato con troppa legna. D'altro canto possiamo stupirci che una società immobile come la nostra, tenuta letteralmente in ostaggio da potentati d'ogni genere, possa generare obiettive e prudenti scelte di vita piuttosto che interessate ed avventate scelte di morte?

Situazioni immutabili come queste si trasformano tuttavia velocemente, a patto di trovare il fulcro intorno al quale gravita ogni male. Nel caso in oggetto occorre rimuovere quella concrezione che tutto rapprende intorno a se. Una Funzione Pubblica accessibile dai soli statali disposti a tutto pur di mantenere quell'insano posto fisso, mantenuto dal mondo politico al solo scopo di governare in modo autoritario, è esattamente quel blocco centrale che ogni altro ambiente sclerotizza e rovina. Liberando, pacificamente, legalmente, civilmente, la Funzione Pubblica dai fedelissimi statali ed aprendola invece a rotazione a cittadini critici e responsabili, i politici non potranno più stabilire corrotti rapporti con chicchessia ma saranno tenuti a fare ciò che è realmente opportuno. Vi sono innumerevoli modi per cambiare questo stato di cose ed ognuno può sperimentare quelli che preferisce.


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Periodicamente si sente parlare di un grosso "male" che affligge l'Italia: l'evasione fiscale. Ma come stanno davvero le cose, oltre la spessa apparenza creata dai tanti acritici ripetitori del pensiero ufficiale? Fintantoché le tasse serviranno a pagare stipendi e vizi agli statali ed ai politici loro protettori, soprattutto ai primi ché occupano abusivamente a vita impieghi che appartengono all'intera collettività e non contenti di ciò addomesticano, controllano, schedano e vessano di continuo noi cittadini, fintantoché il denaro di questi ultimi verrà dissipato in mille assurdi modi ed usato a fini che non possono trovarci concordi, una vera offesa alle fatiche e sofferenze di chi lavora, in merito all'evasione fiscale si potrà parlare di vero crimine o non piuttosto di una civile e spontanea ribellione ad un sistema antidemocratico basato sullo sfruttamento del popolo ad opera di una minoranza?

Personalmente non sono più disposto a sentirmi un ospite in una casa ch'è anche mia, con gli statali che spadroneggiano su noi cittadini applicando leggi che non avrebbero dovuto essere nemmeno scritte. L'Italia è il Paese dove sono nato e non posso tollerare oltre di vedere la sua Res Publica ancora accaparrata a vita da questa gente, allo stesso identico modo in uso ai tempi della dittatura fascista. In una democrazia il Bene Comune va invece condiviso, la Res Publica partecipata. Quindi, piuttosto che riprendere un lavoro il cui reddito dovrei dividere con chi mi fa vivere in un regime di tirannia spacciato per democrazia, andrò a chiedere l'elemosina. Pacificamente, legalmente, civilmente: prima gli statali liberino i pubblici uffici, prima vi si alternino cittadini preparati, prima vi sia una democratica partecipazione alla Res Publica, poi sarò più che felice di riprendere a produrre un reddito per il bene mio e della concorde comunità che sarà sorta.


Mai più pagherò lo stipendio ad uno statale,
a chi s'è impossessato di ciò che a tutti appartiene
e da tutti va di conseguenza condiviso.

Mai più alimenterò un sistema che non tiene conto per nulla
del pensiero altrui per imporre quello di chi paga di più.

Mai più.





statali sopra esseri umani liberi

statali sopra esseri umani liberi
Danilo D'Antonio


La preghiera di Sant'Innovazio

Proposta di Referendum
per democratizzare la Funzione Pubblica







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