Per la gestione collettiva del Bene Comune

lettera aperta all'Associazione Giuristi Democratici





Gentilissime Signore e Signori
dell'Associazione Giuristi Democratici,

vi presento i miei migliori riguardi.

Considerato il nostro comune impegno per l'affermarsi di una società democratica, mi permetto di scrivervi pubblicamente affinché si produca un vostro intervento nella più importante, decisiva, fondamentale questione del nostro tempo: la Questione Pubblica.

Vi prego, permettetemi la seguente sintesi:


1) Sessantatre anni fa il popolo italiano optò per la Repubblica.

2) Allo Stato monarchico subentrò un apparato e potere deliberante effettivamente conforme all'ideale repubblicano, quindi regolarmente redistribuito tra la popolazione tramite votazioni.

3) Tuttavia l'intero potere esecutivo ed apparato funzionale del Paese, composto da una moltitudine di statali, da assunti e fidelizzati a vita secondo il retrogrado disegno e le privilegiate necessità del vecchio Stato ottocentesco, rimase tal quale era.

4) La Repubblica (sarebbe a dire la gestione collettiva del Bene Comune) fu di fatto realizzata soltanto in parte (da un punto di vista del numero delle persone coinvolte: nella sua parte estremamente più piccola) ed ancora oggi versa in quelle menomate, sbilenche condizioni di allora.


Ebbene: per questa precisa ragione vera democrazia non si è ancora mai potuta affermare. Il fatto che comunemente si crede che la democrazia esista già, perché dichiarata nella nostra Costituzione, non scalfisce il fatto incontrovertibile che, senza adeguare anche l'ordinamento del pubblico impiego all'ideale repubblicano, redistribuendolo periodicamente tra i cittadini idonei e desiderosi di compierlo, una partecipazione democratica alle importanti, onnipresenti, vitali funzioni d'interesse collettivo non è possibile.

Poichè la casta degli statali finisce per favorire l'affermarsi di una altrettanto inamovibile casta di politici, impedendo una genuina partecipazione alla vita politica del Paese, possiamo ritenere che il progetto di una "repubblica democratica" è a tutt'oggi largamente irrealizzato. Oggi, 2/6, mi rivolgo quindi a voi, che avete difesa ed attuazione dei principi democratici e di uguaglianza come scopi prioritari, invitandovi a partecipare alla fase finale di quel processo evolutivo che ebbe inizio sessantatre anni fa.

Solo assumendoci questo impegno, noi italiani d'oggi possiamo conquistare il diritto di esultare insieme a chi ci ha preceduto e gridare: viva la Repubblica, viva la gestione collettiva del Bene Comune!


Danilo D'Antonio





| IMPIEGO PUBBLICO DEMOCRATICO: A TEMPO DETERMINATO |



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