La società fluida



Copyright © 46/09/10 Danilo D'Antonio - Some rights granted



Il definire gli esperti, i professionisti, gli scienziati e specialisti, come appartenenti a delle umane sottospecie (vedasi brani sotto citati), lungi dall'essere prodotto dell'invidia di chi, non essendo divenuto tale, cerca di recuperare un po' di fiducia in se stesso e riattribuire dignità alla sua figura, è una conclusione e punto di ripartenza cui bisogna necessariamente giungere per far evolvere le nostre società. Se si continua a considerare gli esperti, professionisti, scienziati e specialisti come dei punti di riferimento oltre i quali l'umanità non si può spingere, dei luminari detentori dell'intero sapere universale, ci si trova, come siamo, a considerare questo povero, disgraziato mondo come il migliore dei mondi possibili e cadiamo, privi di curiosità e desiderio di meraviglia, in una rassegnazione ch'è invece del tutto ingiustificata.

Infatti, se cominciamo a considerare esperti, professionisti, scienziati e specialisti per quello che sono: degli appartenenti a delle umane sottospecie, estremamente limitati nella loro visione, con delle deficenze d'incredibile estensione, e per questo da non prendere nemmeno in considerazione quando si tratta di temi complessi che vanno ben oltre il ristretto campo della loro competenza, come appunto l'umana società ed il fenomeno della vita, si apre davanti ai nostri occhi un meraviglioso nuovo mondo in cui tutto funziona a meraviglia, così come avviene oggi, senza stupircene, per un orologio, un computer, un aereo. Perché verrebbe progettato su basi di una competenza estesa, amplia, allargata.

Vi sono esperti, professionisti, scienziati e specialisti impegnati politicamente sul tema dell'acqua, del clima, del riscaldamento globale, per i diritti e la pace, contro la povertà, perfino sul tema demografico e teistico. Ma tutti costoro messi insieme non sono capaci di capire che una società, in cui non sia chiarito che il fondamento della democrazia è il MANDATO TEMPORANEO, che il VOTO, elettorale o decisionale, è quasi un semplice dono conseguente al tempo determinato cui si sottopone ogni pubblico addetto, assunto od eletto, non può divenire FLUIDA e scorrere agevolmente ma rimane bloccata, cioè a blocchi, incapace di funzionare senza continui problemi ed attriti che vanificano il bene che produce.

Solo se si accetta la tragica tesi che esperti, professionisti, scienziati e specialisti abbiano dei limiti tali che bisogna considerarli inadeguati a scopi diversi da quelli per i quali sono stati costruiti, si può spiegare come facciano, costoro, a tacere in merito all'importanza che il mandato temporaneo ha (non semplicemente su una mai spiegata "democrazia", mai qualificata e quantificata se non in modi peggiori che se non si usassero) nel contesto funzionale della società e continuino invece a presentare il voto (che senza il primo vale meno di nulla, essendo pilotato da ogni blocco in cui la società si concreziona) come l'unico modo di esprimersi per degli esseri umani abili invece a far ben altro.

Venga fuori uno scienziato che si sia reso conto e quindi abbia denunciato che nelle società autodefinentisi democratiche ad essere tale è il solo potere legislativo. Venga fuori uno scienziato che dichiari che ciò non basta, che il potere legislativo sottoposto al mandato temporaneo senza che gli altri due poteri, l'amministrativo ed il giudiziario, lo siano anch'essi è poco meno di una burla e poco più che una elemosina. Si levi un solo uomo o donna di scienza a dichiarare ch'è inconcepibile, disgustoso ed intollerabile, che l'intero potere amministrativo e giudiziario rimangano nelle stesse mani per decenni, anche per mezzo secolo, senza che altri possano accedervi, senza alcuna partecipazione.

Senza mai il minimo rinnovo.

In quanto essere umano, preferisco pensare che esperti, professionisti, scienziati e specialisti siano rimasti prigionieri del loro difficile ruolo, avvinti e chiusi nel loro acuto, sofferto spicchio di competenza. Piuttosto che ritenere che (facendo i più tra loro parte del potere amministrativo ed altri del potere giudiziario) abbiano tutti mollemente ceduto alle lusinghe del posto fisso e della carriera. Proprio come facevano i loro antenati ai tempi, però, di una dichiarata tirannide. In quanto essere umano continuo a dar loro fiducia, per quanto m'è concesso.

E vi invito ancora una volta a denunciare l'insignificanza, la pochezza, la truffa di una "democrazia" alla greco/romanesca.

Una società per ben funzionare, per non veder nemmeno nascere i problemi che oggi invece patiamo perfino quando vengono "risolti", necessita che il POTERE LEGISLATIVO, AMMINISTRATIVO e GIUDIZIARIO siano TUTTI sottoposti alla regola civile e fondamento democratico del mandato temporaneo, sottoponendovi ogni ruolo pubblico, che sia concesso per elezione o semplice assunzione. Solo così le concrezioni che ancora bloccano la società potranno via via dissolversi tutte, anche nel settore privato. Lasciando emergere una nuova società fluida, capace di esistere senza attriti.







Individui primigeni ed umane sottospecie

Les idiots savants de la surpopulation

Iatrogenesi dei problemi sociali




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