EUREKA! EUREKA!! EUREKA!!!


Copyright © 03/04/42 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




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Fumogeni e petardi contro Equitalia
Sede assediata, chiesta una moratoria per i pignoramenti alle fasce più deboli

http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/03/18/foto/equitalia-13766013/1/

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Casa pignorata a malato per 60 euro, Equitalia nei guai
http://www.noiconsumatori.org/articoli/articolo.asp?ID=9747

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Come facciamo a passare,
da una situazione simile,
al mondo in cui abbiamo
sempre sognato di vivere?

Abbiate pazienza,
siate gentili e fiduciosi,
leggete di seguito e ce la faremo,
oh, se ce la faremo! :)




Da tempo desideravamo cambiare il sistema. Ma non potevamo, perché eravamo prigionieri della sterile contrapposizione tra destra e sinistra. Politicanti, baroni della cultura e mass media parastatali, pagati col denaro della collettività: tutti costoro ci hanno mantenuto impotenti per decenni, lanciandoci contro l'uno o l'altro dei due schieramenti politici. I quali erano però e sono le due facce di una stessa turpe medaglia.

Oggi, ponendoci come osservatori esterni a tutto questo, grazie alla grande rete indipendente di Internet, possiamo infine guadagnare la visione complessiva del sistema che ci tiene prigionieri, vedendolo per la prima volta nella sua intera estensione. Esso è principalmente costituito, con pari responsabilità, da politici, statali e privati parastatali, con questa definizione intendendo coloro che fanno affari basandosi su leggi stilate da politici loro collusi e fatte rispettare dai fedelissimi servi del potere: gli statali.

Tutte e tre insieme queste categorie hanno fornito pari apporto al degrado culturale, umano, economico, politico, sociale e naturale cui ormai nessuno sfugge più. Ma è proprio ora, che vediamo le cose nella loro interezza, che dobbiamo insieme ragionare per trovare la strategia giusta, rigorosamente pacifica, legale e civile, per uscire fuori subito, non domani ma oggi stesso, da questa gigantesca trappola.


Consideriamo una ad una le succitate tre categorie. Contro i politici non possiamo far nulla. Essi sono regolarmente eletti e d'altronde, siamo sinceri, chiunque andasse al Governo non potrebbe manco lontanamente sperare di sanare da solo una società così malridotta. Anche il settore economico privato è inattaccabile, in quanto anch'esso è più o meno regolarmente costruito dalla legge. E siccome non vi è la minima convenienza ad infrangere quest'ultima e più che distruggere vogliamo costruire, aneliamo edificare un nuovo sistema che stavolta sia ben fatto, dobbiamo anche qui passare oltre.

Ma è a questo punto, appena dirigiamo lo sguardo verso la terza categoria, che subito il vasto oceano dell'ignoto ci si apre davanti mostrandoci la via giusta da seguire in tutta la sua affascinante, meravigliosa, sensuale bellezza. Gli statali non hanno alcun diritto di occupare a vita un ruolo, di detenere un potere, di godere di un reddito, che appartiene all'intera collettività! La tetra figura dello statale, concepita in epoca pre-democratica per scopi anti-democratici, è infatti sopravvissuta fino ai nostri giorni solo per via di politici così orribilmente disonesti da barattare impieghi pubblici a vita con preferenze elettorali!

In vero in una Democrazia il popolo sovrano ha pieno diritto di avvicendarsi nella sua Res Publica. Così come i ruoli di Governo vengono restituiti al popolo dopo pochi anni, anche i poteri della Funzione Pubblica, ed ogni ruolo in essa ha un pur minimo potere, anche quello di bidello o d'infermiera, di gran lunga superiore al nulla civico che altrimenti rimane nelle mani dei cittadini depauperati ed esclusi, vanno a questi ultimi legittimamente ricondotti.



EUREKA! EUREKA!! EUREKA!!!



Abbiamo finalmente trovato il valico segreto che ci porterà oltre il bruto scenario attuale. Alternandoci nei pubblici ruoli, noi, semplici cittadini, sì, ma sempre ben preparati in ciò che andremo a fare, potremo acquisire una conoscenza profonda della società, rivolgere occhi ed orecchie dappertutto, scoprire tutto ciò che non va e cambiarlo in men che non si dica. Non saremo dei ligi e mogi statali nelle mani del potere. Saremo vivi e vitali cittadini che, curando gli interessi della collettività, vedranno curati gli stessi loro. Dopo tanto tempo, fatta l'Italia, si realizzeranno anche gli italiani.

Non avendo più intorno gli statali, gli attuali politicanti si daranno letteralmente alla fuga, senza manco attendere le successive elezioni. Al contrario cominceranno a farsi avanti coloro i quali non hanno mai accettato di partecipare al sacco dell'Italia o del mondo. A sua volta l'economia privata non potrà più spadroneggiare e prendersi lo spazio che s'è preso oggi. Troverà invece un suo genuino e sano modo d'essere, anche perché la Funzione Pubblica non condurrà più una semplice amministrazione ma avrà ruolo produttivo di utili beni e servizi.


A volte gli statali sembrano di destra. Quando la destra è al potere.
Altre volte sembrano di sinistra. Quando al potere vi è quest'ultima.

In verità gli statali hanno una loro propria immutabile politica: quella di stare sempre con il potere, quale che sia e qualsiasi cosa ordini loro di fare. Cascasse il mondo, ed infatti sta precipitando, gli statali rimangono col potere, per mantenere il privilegio di quel ruolo, potere e reddito che appartiene invece a tutti.

E' questa acritica fedeltà al potere che, lasciato a briglia sciolta, lo fa scadere verso la corruzione.

Un tempo si diceva che gli occhi del padrone ingrassano il cavallo. Ebbene: il popolo è sovrano. Ingrassi dunque il suo cavallo tenendogli gli occhi sempre ben puntati addosso. Alterniamoci nella Funzione Pubblica e badiamo che tutto vada per il verso giusto.


Realizziamo allora tutti insieme questo prodigio politico iniziando a reclamare ognuno a gran voce, oggi stesso, sempre pacificamente, legalmente, civilmente, la democratizzazione della Funzione Pubblica:


FUORI I CARRIERISTI PUBBLICI,
DENTRO A TEMPO DETERMINATO
CITTADINI COMPETENTI E PREPARATI.



Saluti ed abbracci,





statali sopra esseri umani liberi

statali sopra esseri umani liberi
Danilo D'Antonio


La preghiera di Sant'Innovazio

Proposta di Referendum
per democratizzare la Funzione Pubblica







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