Economia Solidale

una lettera aperta


Copyright © 18/03/40 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi - first & second




Di recente, nella mia città natale, Teramo, vi è stato un Convegno:

http://www.unite.it/UniTE/Engine/RAServePG.php/P/54801UTE0300/M/26711UTE0604

i cui relatori principali sono stati il signor Serge Latouche ed il signor Leonardo Becchetti.


Considerati i temi che è solito affrontare:

http://www.economia.uniroma2.it/dei/professori/becchetti/
Department of Economics - University of Rome "Tor Vergata"

Intervista sull'Economia solidale con Serena Dandini a Rai 3
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Parlaconme%5E7%5E152573,00.html

RAI RADIO 3: Lezione sulla felicità economicamente sostenibile

Saggi e lavori di ricerca sui temi della crescita, dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale dei consumi e dei risparmi:
http://www.economia.uniroma2.it/dei/professori/becchetti/responsabilitasociale/index.htm

mi rivolgo al signor Becchetti presentandogli innanzitutto i miei migliori riguardi e chiedendogli poi cortesissimamente di considerare quanto segue.


Gentile signor Becchetti, sono felice di vedere il suo interessamento per i temi sopracitati. E' evidente che anche lei, come molte altre persone tra cui io stesso, anela un netto progresso sociale.

Ora: in un convegno le idee circolano a senso unico. Un convegno è analogo ad una emissione televisiva: qualcuno trasmette e tutti gli altri non possono che ricevere. Ed a poco giova l'eventuale possibilità concessa di far domande. Internet compie invece un passo in avanti straordinario: poiché ognuno può sia emettere che ricevere, si realizza una comunicazione completa. Le idee circolano come non possibile altrimenti e per dolce giunta divengono molto più importanti delle persone. Un convegno finisce sempre per divenire una vetrina più per le persone che per le idee. Internet al contrario è una agorà di assoluta equanimità, in cui le idee la fanno da padrone e le persone vengono finalmente poste in secondo piano. Internet gode di un livello di democrazia irraggiungibile altrimenti.

Ed allora, Signor Becchetti, molto gentilmente, considerati i nostri comuni interessi che in questo momento sono pure gli interessi di gran parte della popolazione, le andrebbe di venire on line almeno un momento, in una Mailing List od in qualsiasi altro luogo virtuale che preferirà, ad esprimersi in merito ad una ipotesi di primaria importanza ed INTERESSE PUBBLICO, poiché riguarda davvero noi tutti?


Gentilmente, mi permetta di avanzare precisamente l'ipotesi che i presenti guai della società derivino principalmente dal fatto che la nostra repubblica, in verità non solo quella italiana ma anche ogni altra nel mondo, lo sia ancora solo in parte, causa l'errore progettuale insito nell'ordinamento d'epoca prerepubblicana che assegna a vita i ruoli della Pubblica Amministrazione. Tale delega totale, che elimina ogni possibilità di reale partecipazione alla Cosa Pubblica, crea uno Stato separato dai cittadini ed inevitabilmente, metodicamente, lo Stato finisce per divenire arrogante padrone ed i cittadini sottomessi sudditi.

Si tratta di una ipotesi da prendere subito in considerazione. Perché, se si rivelasse fondata, tutti i nostri tentativi di migliorare le cose fallirebbero. Non importa quanto ci impegneremmo. Senza redistribuire periodicamente i ruoli della PA tra la popolazione desiderosa ed abile a svolgerli non vivremmo mai in una vera Res Publica ma in una Res Loro, in una Cosa Loro: in una proprietà dei pubblici dipendenti a vita, dei cosiddetti "statali". I quali CARRIERISTI PUBBLICI, per mantenere i loro indebiti privilegi, alcuni meno, altri molto più marcati, continueranno a sostenere ogni malefatta dei vari cattivi governi che si succederanno. Compromettendo infine pesantemente anche l'andamento dell'economia privata nel modo che, purtroppo, ben conosciamo.


Cortesissimamente, Signor Becchetti, si potrebbe allora esprimere in merito al pensiero che, se si desidera affermare una ECONOMIA SOLIDALE, non si può non partire dalla periodica redistribuzione di ruoli, poteri e redditi della PA, di ruoli, poteri e redditi della Res Publica?

Mai come di questi tempi si è resa palese la necessità che una ECONOMIA SOLIDALE vada ad integrare la troppo cresciuta ECONOMIA COMPETITIVA. Non solo l'Italia ma l'intero mondo umano è sull'orlo della disgregazione per l'assenza della prima e lo strapotere della seconda.

Ma dove è bene, corretto e logico che una Economia Solidale si affermi e si stabilisca per prima? Qual'è il luogo della società più indicato ad ospitare, prima di altri luoghi, un sistema di Economia Solidale? Come possiamo far sì che l'"Economia Solidale" non si riduca e sia relegata, come finora avvenuto a tante buone idee, ai margini della società, in quell'alternativa che finora ha tenuto intrappolato il progressismo, od al solito contentino per tener buone le masse?

Come si può pensare, in somma, ad una redistribuzione di ciò che è privato senza pretendere innanzitutto una redistribuzione di ciò che è, anzi: sarebbe dovuto essere, PUBBLICO dal bel lasso di tempo di sessant'anni? (Da quando, sarebbe a dire, è nata la nostra Res Publica).


E poi, Signor Becchetti, sia cortese, ci dica: come si può essere FELICI di fronte all'INGIUSTIZIA?

Come si può essere felici di fronte all'ESCLUSIONE operata da un SISTEMA finto-pubblico basato sui CARRIERISTI PUBBLICI che priva la gran parte della popolazione della possibilità di partecipare concretamente alla vita civile, economica e politica della società, del PROPRIO PAESE?!

Come si può essere felici in un SISTEMA finto-pubblico in mano ai CARRIERISTI PUBBLICI che opera un CONTROLLO ed un CONDIZIONAMENTO vieppiù opprimente, pesante, immotivatamente spietato, sulla persona?


E come si può scaricare la totale responsabilità di tutto ciò su Governi che in realtà basano il loro potere non sulla stima che raccolgono nella popolazione ma soltanto nella cieca fidelizzazione ad oltranza, perché a vita, degli statali, i quali mai avranno qualcosa da ridire, pur di fronte alle mille ingiustizie ed assurdità del sistema, se non quando giungerà per loro stessi il momento di scendere in strada a gridare: Soldi! Soldi!! Soldi!!!?


Gentile Sig. Becchetti, lei si occupa di ECONOMIA SOLIDALE, di FELICITA', di RESPONSABILITA' SOCIALE, di ETICA. Se non a lei a chi altri una persona si dovrebbe rivolgere, sperando affronti nel giusto modo quella che indubitabilmente sta per divenire la questione sociale più importante del nostro tempo, la questione che farà impallidire e scomparire ogni altra per l'evidente suo essere alla base di ogni altro problema sociale?

Esattamente: la QUESTIONE PUBBLICA.


Spero dunque che quanto prima ci concederà di leggere sue graditissime parole in merito a quanto sopra, ed intanto la ringrazio e saluto caramente.


Danilo D'Antonio

un qualsiasi cittadino
di questa, per ora finta,
Repubblica





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