Agli operatori
dell'"economia equa,
etica e solidale"




Copyright © 05/09/43 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi



Ricevendo vari comunicati da parte di operatori privati in nome di una vantata "economia equa, etica e solidale", vorrei esprimere il pensiero che occorre costruire al più presto una vera ECONOMIA EQUA, ETICA e SOLIDALE che non potrà non esprimersi al meglio ed innanzitutto all'interno e per l'intero settore delle PUBBLICHE ATTIVITA'.

Esistono due settori economici: il pubblico ed il privato. Ognuno di essi ha, per sua propria sostanza, caratteristiche diverse e complementari. L'etica e solidarietà sono qualità che maggiormente si dovrebbero sposare col settore pubblico, il settore privato dovendo invece soddisfare tutt'altro tipo di requisiti.


Per cui, quando ricevessimo comunicati
da operatori che vantano qualità come etica e solidarietà,
non imbarazziamoci e chiediamo con tranquillità:

QUESTE VOSTRE ATTIVITÀ SONO PUBBLICHE O PRIVATE?


Occorre porre questa domanda perché come cittadini, in questo particolare momento storico, del privato c'importa senz'altro meno di un pubblico che è andato letteralmente a rotoli. In quanto esseri umani membri della comunità italiana, quel che più ora deve interessarci è non lasciare gli onnipotenti ed onnipresenti ruoli pubblici in mano a coloro che se li sono accaparrati a vita, togliendo a tutti noi altri la possibilità di essere partecipi della nostra santa Res Publica.


Anche nel caso si fosse in perfetta buona fede, non si può non pensare ci sia stato un grossolano errore nel cercare di costruire una economia basata su etica e solidarietà nel settore privato (che appartiene a pochi) lasciando il settore pubblico (che appartiene a tutti) nelle deprecabili condizioni che tutti patiamo.

Urge, prima d'ogni altra cosa, reclamiamo tutti una equa e solidale partecipazione a turno dei cittadini ai 3.200.000 ruoli pubblici, al fine di trasformare quel luogo d'accaparramento ed esclusione, di corruzione e scialacquo, che è la presente Funzione Pubblica, in tutt'altra, democratica, moderna, etica e solidale entità.


Spero ardentemente si raggiungano presto condizioni tali da permettere agli Organizzatori dell'"economia etica e solidale" privata di portare la loro grande esperienza all'interno di una Funzione Pubblica apertasi al contributo potenziale di ogni cittadino preparato.










A R M O N I C A R O T A Z I O N E S O C I A L E
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