I delinquenti pubblici vanno finalmente in galera!


Copyright © 25/10/46 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Dopo settant'anni d'attesa, possiamo finalmente ricevere dalla TV le prime notizie incoraggianti: i delinquenti pubblici ora vanno in galera! E vediamo pure che i delinquenti pubblici (quei dipendenti del finto-pubblico impiego (poiché ancora assegnato a vita come vollero re, duce e furher) che si sono MACCHIATI CONCLAMATAMENTE di un CRIMINE) non sono mica pochi. Ed infatti non dimentichiamo come stanno le cose, come è stata troppo di frequente strutturata la P.A.: come la madre di tutte le mafie.

Per lungo tempo il VOTO di SCAMBIO è stato un vero e proprio SISTEMA e modo elettivo di accesso al Pubblico Impiego. Non si può certo fare di tutt'erba un fascio. I santi esistono e persistono in qualsiasi inferno. Tuttavia, specie in alcune zone d'Italia, il fenomeno è stato così diffuso che non sarebbe difficile trovare dei DIPENDENTI ABUSIVI. Il Pubblico Impiego infatti non è mai stato bonificato da coloro i quali si impossessarono di un lavoro, potere e reddito pubblici CORROMPENDO, DELINQUENDO.

Assunti a vita, costoro sono ancora lì. Nel cuore della Res Publica. Illegalmente. In dispregio ad ogni codice e cittadino.
Nella complice omertà di associazioni, partiti, sindacati, club, fori sociali e qualsiasi altro assembramento politico radicatosi in questo Paese.

Ordunque si apra una inchiesta su ogni dipendente pubblico per verificare la genuinità della sua assunzione. I carrieristi pubblici classificano noi sudditi in spietati studi di settore. Se la regola è valida per noi, si applichi anche per loro: SIANO INDAGATI. Non può esserci prescrizione per chi occupa illegalmente un ruolo pubblico. Urge farci promotori di un sempre rimandato ma inevitabile processo di risanamento di una situazione che compromette dalle fondamenta la Res Publica e le nostre vite.


Anche per evitare in futuro una tale CRIMINALITÀ di MASSA, introduciamo una buona volta il MANDATO TEMPORANEO in ogni Pubblico Impiego. Avremo così finalmente reso giustizia alla REPUBBLICA DEMOCRATICA italiana. La res privata può essere pure di qualcuno. Ma la res publica appartiene a tutti e può essere concessa solo a tempo determinato. Solo temporaneamente. Può essere partecipata. Non posseduta. Tutto ciò che è PUBBLICO deve poter essere frequentato da più gente possibile. Così da stabilire un degno PATTO SOCIALE che coinvolga e responsabilizzi tutti. Il Pubblico Impiego dev'essere come un GIARDINO, o qualsiasi altro luogo, PUBBLICO: aperto a tutti.


PRENDIAMONE COSCIENZA: NON È IL VOTO A FARE LA DEMOCRAZIA,
A CREARE LA COMPROPRIETÀ PUBBLICA, A TRASFORMARE IL POPOLO SUCCUBE
IN PROPRIETARIO DELLA COSA PUBBLICA, A TRASFORMARE SUDDITI IN CITTADINI
COMPROPRIETARI E COFRUITORI DELLA RES PUBLICA, BENSÌ IL MANDATO TEMPORANEO!


Il VOTO è stato usato dai carrieristi pubblici (eterni detentori d'ogni potere, padroni perenni della cultura, dell'educazione e dell'informazione) come specchietto per le allodole, come TRAPPOLA per gli ALLOCCHI che volevano credere di avere voce in capitolo mentre non l'hanno mai avuta e nemmeno oggi nè mai, così rimanendo le cose, l'avranno. Il solo potere legislativo (reso democratico dal mandato temporaneo) non può, non riesce a tener testa, a superare tutte quelle distorsioni che un potere amministrativo e giudiziario ancora assegnati a vita creano a iosa quotidianamente. Cricche, lobby e mafie trovano in un tale sistema terreno fertilissimo per prosperare.

Essendo la nostra una REPUBBLICA DEMOCRATICA, nessuno rimanga più sullo scranno del potere per l'intera sua vita lavorativa. Non possono farlo deputati e presidenti perché dovrebbero farlo gli assegnatari di un pubblico impiego/potere/reddito?!







DEMOCRAZIA = CONDIVISIONE DELLA RES PUBLICA




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