Cercasi patrocinio per l'impresa del secolo

lettera ad un mecenate


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Gentile Signore,

nel presentarLe i miei migliori riguardi, son qui a chiedere se il Suo giornale possa fornire PATROCINIO LEGALE/POLITICO in un procedimento contro i CARRIERISTI PUBBLICI: contro chi ha approfittato di una posizione di potere e tenuta celata al popolo italiano una consapevolezza che avrebbe impedito lo sfacelo nel quale siamo caduti.

La prego, mi conceda due minuti.


Il processo di democratizzazione, già avviato in epoca monarchica con una prima introduzione delle elezioni politiche, con l'avvento della Repubblica avrebbe dovuto estendersi anche alla Funzione Pubblica. I pubblici impieghi non sono semplici posti di lavoro ma detengono sempre un certo livello di potere pubblico. Essi sono parte di quella Res Publica acquisita dal popolo divenuto sovrano. Avrebbero quindi dovuto anch'essi, come i ruoli di governo, venire periodicamente restituiti al popolo per essere riassegnati ad altri cittadini aventi i necessari requisiti. Gli insegnanti, i docenti, filosofi, costituzionalisti, giuristi, politologi, sociologi etc. avrebbero dovuto informare la popolazione sull'essenza di questo epocale passaggio di consegne.

Precisamente, noi cittadini avremmo dovuto essere informati del fatto che la sopraggiunta sovranità popolare ci rendeva, da sudditi che eravamo, padroni della Res Publica, non essendo più essa appannaggio del monarca e sua nobiltà. Questo istituito novello bene collettivo, comprensivo degli stessi Impieghi Pubblici, non poteva essere più ceduto a vita, poiché ciò avrebbe impedito la fruizione del bene alle altre persone facendo decadere la qualifica stessa di bene comune (di Res Publica) e causato la sua riduzione a proprietà privata d'accesso ad altri. Come avviene per altre proprietà collettive, la cessione a vita dei Pubblici Impieghi non poteva essere eseguita senza che tutti gli aventi diritto sul bene fossero informati sulla grave perdita che essi subivano.


Essendo mancato questo imprenscindibile adempimento informativo,
l'assunzione a vita può essere considerata nulla e revocata.


Signore, è esattamente per questa vergognosa inadempienza che l'Italia è scivolata sempre più nella rovina. Nasce qui il vero problema della nostra società, che si dichiara democratica ma lo è ancora solo in piccola parte. Non soltanto i politici ma anche i pubblici dipendenti devono tornare alle loro case per permettere un generale rinnovo partecipativo. Le luci dei media illuminano i politici e noi ci focalizziamo su di essi. Ma è nel buio che si nasconde il vero problema, non solo nostro ma del mondo intero: un mare di inamovibili carrieristi pubblici, 3.000.000 nella solo Italia, i quali hanno di fatto più potere degli stessi governanti. Gli stessi politici (al pari di ogni altro cittadino) subiscono l'addomesticamento educativo, concettuale ed informativo dei carrieristi pubblici, tale che nella loro mente è quasi impossibile nascano nuove idee e visioni.


I governi devono sempre fare i conti con loro, con i carrieristi pubblici.
I governi cambiano, i carrieristi pubblici restano. Da veri TIRANNI quali sono.


Sono i carrieristi pubblici, seguendo l'antico disegno politico dei re e del duce, ad impedire ai cittadini di accedere alla loro stessa Res Publica, a mantenere separato il popolo dal suo stesso potere, ad imprigionare la cultura ed ogni altro importante aspetto della vita. Sono i carrieristi pubblici a farci credere che la democrazia sia un fatto inerente le sole DECISIONI e non innanzitutto le onnipresenti MANSIONI PUBBLICHE. Sono i carrieristi pubblici ad erigere una nera muraglia intorno ai governi tale che i politici, facilmente corrotti da cricche, lobby, mafie e potentati, possono fare il peggior comodo che vogliono. Sono i carrieristi pubblici ad impedire la presa di coscienza che il tipo di funzione pubblica influenza fortemente l'operato dei governi.

Precisamente:

circondati da assunti a vita o da operatori privati,
i Governi tendono a divenire AUTORITARI.

avendo attorno coinvolti cittadini che si alternano,
i Governi tendono a divenire AUTOREVOLI.


Signore, per quanto qui esposto, abbiamo pieno diritto di chiedere allo Stato, Regioni, Province, Comuni:

- l'immediata rimozione di ogni assunto a vita nel settore pubblico e la definitiva introduzione del TEMPO DETERMINATO in ogni Pubblico Impiego, dal più umile al più elevato dei livelli;

- che i carrieristi pubblici paghino per il male che essi hanno fatto al Paese ed al popolo italiano, a seguito dell'INADEMPIENZA DEMOCRATICA da loro perpetrata per oltre sei decenni.


La prego infine notare che, essendo i docenti universitari, i costituzionalisti, i magistrati e tutti gli altri innumerevoli carrieristi pubblici, che ancora detengono l'indebita proprietà della Res Publica, compromessi da grave conflitto d'interessi in merito a quanto appena detto, potremo vincere tale procedimento prima ancora che esso inizi, facendo sì che esso sia affidato a persone preparate ma non patologicamente abbarbicate al Pubblico.


In attesa di un Suo cortese riscontro, La ringrazio per l'attenzione e saluto con viva cordialità.







DEMOCRAZIA = CONDIVISIONE DELLA RES PUBLICA




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