C a s t a S t a t a l e

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Di recente due eventi, l'uno culturale l'altro politico, hanno posto sotto i riflettori dei media il circo dei politici, venendo questo qualificato come una vera e propria casta: persone inamovibili che traggono profitto da ingiustificati privilegi senza rendere un valido servigio alla società.

Valutazione questa più che corretta, che ci porta pure ad osservare come quella dei politici sia solo una piccola parte di una ben più ampia, anacronistica ed ingiustificata, casta statale.

Ci riferiamo naturalmente all'intero settore del Pubblico Impiego, in cui i ruoli sono assegnati a vita a pochi eletti da un vetusto ordinamento (non ammodernato dai politici appunto perché di loro particolare comodità) per il tramite di un sistema selettivo tanto inaffidabile quanto escludente una ampia rosa di altri cittadini aventi pieno diritto di partecipare alle attività di gestione della cosa pubblica.

Si tratta di una questione di fondamentale importanza, in quanto risorse appartenenti all’intera comunità, per loro stessa origine e definizione di pubbliche attività, non solo redditi ed emolumenti vari ma soprattutto funzioni e poteri, vengono assegnati a vita a persone che, per l'organizzazione stessa in cui sono inserite, invece di adoprarsi per una società più giusta e funzionale restituendo ai governanti preziosi stimolanti feedback, rimangono invece silenziosi quanto assenzienti loro fedeli servi sottomessi.


Oggi si parla tanto di partecipazione civica, giungendo al paradosso che tanta brava gente, sacrificando molto tempo ai propri personali interessi e dedicandolo invece al bene comune, è costretta a fare gratuitamente il lavoro che sarebbe compito specifico dei ben pagati membri della casta statale, governanti e pubblici amministratori.

Cosa aspettiamo dunque per stabilire una corretta, evoluta, moderna situazione in cui ogni cittadino possa dare il suo contributo, non sdegnosamente emarginato in una categoria di impotenti volontari bensì giustamente integrato all'interno del sistema di gestione della loro società?


Cortesemente chiedo venga considerata l'ipotesi di una Armonica Rotazione Sociale: una nuova forma organizzativa di base, dinamica ed insieme stabilizzante, tesa ad equilibrare la tradizionale tendenza delle umane società a cristallizzarsi in forme che, per il loro forzato immobilismo, non riescono a far fronte alle esigenze sempre diverse della realtà, trovandosi periodicamente a destabilizzarsi tragicamente da sole, ed infine perendo per sempre:

armonica-rotazione-sociale


Con viva cordialità,

Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia





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