Un umile lavoro da biciclettaio



Copyright © 12/09/43 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Colpisce, oggigiorno, oltre alla ricchezza di problemi anche la loro diversità. Tale che, unendosi tali due particolarità, il gran numero e l'estrema varietà, parrebbe impossibile che si possa davvero mai giungere a liberarcene. Parrebbe ... perché in verità noi continueremo a fallire, nel sanare questo mondo, solo finché ci concentreremo sulle singole diramazioni di quello che invece, per nostra gran fortuna, è un problema rigorosamente univoco.

Cerchiamo di ritrovare un po' di tranquillità per pensare e vedrete che tutto andrà presto per il meglio. Pur sembrando oggi prossimi allo sfacelo, nulla di male potrà più capitarci dal momento in cui, in quanto cittadini italiani ed europei, inizieremo a rivendicare il nostro diritto di equa partecipazione agli onnipotenti ed onnipresenti impieghi pubblici locali, nazionali e federali.


Vedete, cari amici e concittadini europei, tutto il male d'ordine economico, socio/politico ed ambientale del mondo gira attorno ad un unico perno. L'immane ruota del sistema, che tanto aborriamo e desideriamo cambi, gira intorno alla irregolarità di settori pubblici ostaggio ovunque tanto degli statali, di pubblici dipendenti assunti e fidelizzati a vita, quanto dei para-statali, privati paragonabili agli statali, irrigiditi anch'essi in un ruolo ed interesse particolare, piuttosto che essere gestito dai legittimi proprietari: i cittadini.

Ogni governo passato e presente, d'ogni Paese pur definentesi democratico, s'è sempre ben guardato dall'aprire la Funzione Pubblica, sede di ogni pubblico potere (i governanti detengono il comando ma sono privi di effettivo potere), alla partecipazione dei cittadini perché la loro esclusione è esattamente ciò che permette politiche democratiche solo per finta ma realmente ingiuste perché commissionate da ogni cricca, elite, lobby, mafia e potentato esistente, confezionate su misura per i loro interessi, ogni giorno sempre più aggressivi.


Per questo, cari amici italiani ed europei, vi dico: esultate!
Perché finalmente sappiamo con precisione dove agire.


Finora l'ampio Movimento Progressista, le moltitudini in fermento si sono sempre concentrate sui singoli raggi di questa squadracchiata ruota sistemica o tutt'al più su un gruppetto di essi, mai però andando oltre. Ma i raggi si flettono, soffrono e si torcono non per loro stessi bensì causa il deforme mozzo centrale di questa ruota: una Funzione Pubblica che non permette la partecipazione, condivisa e regolare, per assunzione a tempo determinato, di coinvolti cittadini, preparati e desiderosi di prestare servizio.

Riesco a spiegarmi, riuscite a capire? Non si tratta di fare chissà quale complesso, difficoltoso lavoro politico bensì quello, elementare, meccanico, di un biciclettaio: occorre cambiare il rugginoso e sbilenco mozzo finto-pubblico, bloccato dagli statali e deformato da masse di para-statali, con un inossidabile e ben centrato mozzo realmente pubblico, dinamizzato ed equilibrato dalla partecipazione. Mancando le quadre sfere di statali e para-statali, le sfere tonde di cittadini, privilegianti il buon andamento sociale al posto fisso ed all'interesse privato, renderanno la ruota fluida e solidale, perché equa sarà divenuta la distribuzione di forze e poteri.


Per cui, carissimi concittadini italiani ed europei, siate anche voi allegri e pimpanti come chi vi scrive: perché l'era delle sciagure sta finalmente per finire! Una organizzazione pubblica che permetta a chiunque di partecipare, dunque a qualsiasi verità di emergere, per tanto ad ogni soluzione di farsi subito strada, sarà in grado di reimpostare immediatamente anche ogni altro aspetto della società. Compreso quel mondo politico che solo a sentirlo evocare ci lascia oggi inorriditi ...







Uno Stato tutto nostro



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