Tutti pazzi per Berlusconi


Copyright © 29/03/42 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




A leggere i tanti messaggi che si susseguono nella promozione di iniziative tese a far dimettere il nostro pittoresco Presidente del Consiglio, ci si rende conto di quanto sia facile cadere nelle irrazionali trappole di una intellettualità pilotata ad hoc.

Oggi intere compagini politiche sono intente a sprecare le loro risorse per cacciare chi tra un po' se ne dovrà andare comunque, chi per assodato ricambio democratico dovrà restituire al popolo il suo incarico istituzionale, mentre nessuno si impegna a far dimettere quei tre milioni e passa di tizi cui solo una politica corrotta, tanto a destra quanto a sinistra, ha permesso per decenni di impossessarsi a vita dei fondamentali ruoli e poteri della Res Publica, i quali, per pari ricambio democratico, dovrebbero invece tornare anch'essi regolarmente al popolo.

Berlusconi tra un po' se ne andrà. Gli statali ce li dovremo invece tenere finché campano. Ciònonostante tutti corron dietro a Berlusconi, o per osannarlo o per contrastarlo, come torme di topi attratte dal famoso pifferaio magico di Hamelin. Mentre gli statali, coloro i quali hanno più di tutti, decennio dopo decennio, capillarmente e massicciamente, contribuito a creare la vergognosa situazione cultural/economico/socio/politica che viviamo, son ancora lì che reclamano, con una tal faccia tosta! altri posti di proprietà collettiva assegnati a vita.


Piccoli valvassini
che reclamano feudini
dal corrotto sistema politico
che ci costruisce sopra
la propria fortuna.


Questa chiarissima assurdità, questo impegno che va contro il buon senso, illumina su quanto proprio quelli che ritengono di godere di una indipendenza intellettuale siano invece liberi soltanto dall'influenza di un settore politico ma ancora del tutto succubi, letteralmente schiavi di pensiero, dell'altro settore che, pur sparpagliatosi in mille rivoli, non è ancora riuscito a scoprire ciò che più d'ogni altra verità andava trovata:


IN UNA SOCIETÀ DEMOCRATICA
NON C'È POSTO PER I CARRIERISTI PUBBLICI


poiché tutto lo spazio pubblico va aperto al e condiviso dal popolo sovrano.

A questo punto non è fuor di luogo pensare che coloro i quali si ergono contro Berlusconi non voglion altro che affermare gli interessi delle proprie categorie contro quelli di altre. Si tratta di una cricca che si scaglia contro l'altra cricca in una eterna contrapposizione che lascia depauperato d'ogni speranza i cittadini realmente onesti, quelli che non son collusi con alcun gruppo, quelli che non votano perché troppo grande è lo schifo che li prende solo a pensare di apporre il loro nome sotto la faccia di uno di quei politici.

Ebbene, ritroviamo allora non la semplice speranza, siamo invece ben fiduciosi ed allegri perché il gioco delle destre e delle sinistre che lottano per prendere il potere ed assogettare i cittadini al loro volere è ormai chiaro. Così come è chiaro che prendendo noi cittadini il posto degli statali questo sporco gioco non potrà più avere luogo.

Esultiamo, brindiamo e gridiamo felici:


FUORI I CARRIERISTI PUBBLICI DAI PUBBLICI IMPIEGHI,
DENTRO A TEMPO DETERMINATO CITTADINI PREPARATI
E DESIDEROSI DI PRESTARE SERVIZIO.



Olè!




CARRIERISTI PUBBLICI SOPRA ESSERI UMANI LIBERI

statali sopra esseri umani liberi
Danilo D'Antonio


Il pifferaio di Hamelin

Valvassini: mitica figura medievale
in auge nel nostro tempo







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