Avanzare, avanzare, avanzare!



Copyright © 25/04/42 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Quando nove anni fa l'ONU celebrò l'"Anno internazionale della montagna", chi qui scrive già da tre promuoveva ogni anno un giorno dedicato al territorio, ovunque per il Paese, ed alla montagna sacra d'Abruzzo, il Gran Sasso, nella mia specifica regione. Tanto giusta anzi apparve questa iniziativa che sia l'Ente Parco Gran Sasso - Monti Laga che il Comune di Teramo vi aderirono, il primo soprattutto con gran trasporto.

Anni prima, appena giunta Internet, sempre chi qui scrive aveva deciso che non era più tempo di usare, abbinato al mero computo del tempo, un almanacco vecchio di migliaia d'anni. La nuova epoca che si stava vivendo meritava una cultura profondamente rinnovata. Non trovandolo pronto, lo realizzai. Tra le sue particolarità, ogni settimana s'incontra un Terradì (Earthday in inglese) al posto del vecchio sabato. E così da quattordici anni personalmente celebro il giorno della Terra 52 volte l'anno. Ciò mentre le Nazioni Unite, e l'universo progressista con esse, continuano a relegare la Terra ad un meno importante oggetto celebrativo annuale, così come volle l'originaria iniziativa dell’Earth Day nata negli USA ben 41 anni fa.


Se non sapessi di non godere di alcuna particolare qualità, sarei portato a ritenere di trovarmi in posizione avanzata. Fatto è che so bene di essere mediocre e perfino semi-analfabeta. Non posso che concludere che è il mondo progressista a trovarsi indietro, pure di molto, rispetto ai tempi. Coloro che affermano di anelare il progresso si trovano attestati su posizioni politiche che risalgono a vari decenni fa. La sopraggiunta acculturazione di massa ed il fenomeno dell'associazionismo, entrambi pilotati da preti e professori, da superstiziosi e statali, ha fatto sì che quasi nessuno più sul Pianeta goda ormai di un contatto diretto e genuino con la realtà. Gli esseri umani nascono e subito vengono afferrati da questi due meccanismi, dalla scuola proprietà privata degli statali e, quando non cadono preda del mercatismo, dall'associazionismo d'origine pretina.

E' così che si smette di osservare coi propri occhi e ragionare con la propria testa.


Ecco perché ancor oggi si odono pochi altri invocare una presa di coscienza del fenomeno demografico. Ecco perché in pochissimi auspicano che una genuina cultura religiosa prenda il posto delle superstizioni. Ecco perché non si ode alcuno asserire che la Funzione Pubblica è il primo tra i beni comuni e va quindi condivisa come ogni altra proprietà collettiva, pena l'essere confinati in una democrazia ridotta ai minimi termini. Ecco perché non si comprende che oggi la priorità non è l'ambiente bensì la democrazia, la cui assenza lo ha appunto rovinato.

Ecco pure perché nessuno difende l'inalienabile, sacro diritto per ogni essere umano di vivere sulla terra. Ecco perché in tanti invocano una laicità nel ridotto significato attribuitole dalla lobby superstiziosa, usando il termine per arginare solo questa e non, come è giusto e dovuto, ogni lobby esistente, che abbia carattere culturale, economico, politico, scientifico o d'altro tipo ancora. Oppure ecco perché in merito al lavoro non vengono invocati diritti per tutti ma solo per categorie, che sempre escludono un gran numero di persone.

Ed ecco perché l'antifascismo si riduce a mera celebrazione del coraggio di un tempo ed a far baruffa con tifosi d'opposta squadra politica, piuttosto che impegnarsi a rendere la Funzione Pubblica completamente diversa da come la volle il fascismo.


Verità è che non si sbaglia affatto a dire tutto ciò. Nè facendolo si è avanti rispetto ai tempi. Triste è vedere il mondo cosiddetto progressista essersi lasciato arenare, immobilizzare, mettere a terra da preti e professori, da superstiziosi e statali, nei quali erroneamente esso aveva riposto la sua fiducia. Ad esempio sono stati i primi a far scadere tutto in un appiccicoso buonismo, ben lontano dalla vera bontà, che non attribuisce mai nessuna responsabilità se non a ricchi e potenti. E sempre ad esempio son stati i secondi a ripetere così tante volte "resistere, resistere, resistere!" che perfino giovani pieni di energia giacciono in trincea in attesa di chissà quali alleati. Nessuno si è accorto che i superstiziosi davano importanza a ricchi e potenti per sviare ognuno dal proprio potere personale e che gli statali dicendo di resistere parlavano per se stessi, intendendo: fino alla pensione.

Ognuno ritrovi dunque la propria capacità di osservazione ed autonomia di pensiero, si mettano da parte i testi di vecchi e nuovi teorici e si apprenda a comprendere e riflettere in proprio, con semplicità, con veracità. Allora sì che in men che non si dica questo mondo troverà la forza di abbandonare le paludi in cui si trova e mai più nulla potrà fermare la sua evoluzione.


Avanzare, avanzare, avanzare!
Oggi è tempo di avanzare senza indugio.
Ce n'è di tempo perso da recuperare ...









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