C'è Antimafia e Antimafia

u n a l e t t e r a a p e r t a



Copyright © 12/08/40 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi - original




Gentile signor Luigi De Magistris,

le presento i miei migliori riguardi. La prego, mi permetta di esprimere il pensiero che esistano due differenti Movimenti d'Antimafia.


Premetto e brevissimamente concludo:

1) Lo Stato italiano, inteso come l'accentramento di potere nelle mani di una immutabile ed inamovibile Elite, avente potere sovrano su popolazione e territorio, è stato da lungo tempo sostituito da una organizzazione politica di dichiarata ispirazione democratica e repubblicana, pure tesa verso l'ulteriore sviluppo ed applicazione di queste due concezioni. La parola Stato è invero fuori luogo in riferimento al nostro Paese. Essa presuppone il governo e l'amministrazione di una statica Elite autoritaria. Al contrario i termini Democrazia e Repubblica qualificano un Paese in cui la sovranità appartiene al popolo, quindi dotato di una dinamica gestione collettiva del complessivo Bene Comune. Stato e Repubblica sono di fatto concetti ed ideali socio/politici agli antipodi.

2) sono però rimasti gli STATALI. Come niente fosse.

Ampliamo un momento la visione: nell'antichità, quando non vi era alcuna sviluppata organizzazione pubblica, il concetto di Repubblica poteva pure limitarsi ad una mera forma di governo, i cui ruoli venivano democraticamente periodicamente redistribuiti. Con il sorgere dell'imponente Funzione Pubblica moderna, il concetto di Repubblica non avrebbe, però, più dovuto prescindere dalla periodica redistribuzione dei suoi stessi ruoli (i quali sono una proprietà collettiva, una autentica res publica) tra la popolazione abile e desiderosa di ricoprirli.


Dopo l'avvento della Repubblica, i docenti universitari umanisti, i filosofi, i giuristi, gli storici, i costituzionalisti, etc. avrebbero dovuto concepire e sviluppare LORO queste idee. Invece così non è stato, i "baroni" si son fatti i fatti propri e la società non è potuta evolvere. La CASTA degli STATALI (gente che permane fin per mezzo secolo nei "loro" posti fissi, accumulando un potere spesso perfino superiore a quello dei governanti) ha invece potuto continuare a fare il PROCIO (d'Ulissea memoria) comodo che ha voluto. Per questo, per responsabilità di STATALI che NON hanno fatto il loro dovere di scienziati politici, di ricercatori, etc. abbiamo dovuto attraversare periodi sempre più difficili, dagli anni di piombo, passando per le stragi di mafia, fino ad oggi.


Perché: quale valore possiamo attribuire
alla pretesa che scompaia la MAFIA PRIVATA (ed ogni altro male privato),
senza aver prima dissolto la MAFIA PUBBLICA?


Ebbene: ormai tutto lascia pensare che il miglior Movimento dell'AntiMafia non sia quello composto per buona parte da STATALI che combattono la MAFIA PRIVATA. E' invece probabilmente quello composto da semplicissimi cittadini, persone qualunque, come del resto il sottoscritto, che s'impegnano come meglio possono, coi pochi mezzi di cui dispongono, a COSTRUIRE un NUOVO MONDO libero innanzitutto dalla MAFIA PUBBLICA! (E si badi che qualsiasi statale, foss'anche il più onesto, contribuisce a radicare l'antidemocratica ed antirepubblicana organizzazione basata sull'assunzione a vita che tanto male fa all'intero mondo).

Quando la MAFIA PUBBLICA fosse rimossa, la MAFIA PRIVATA si dissolverebbe da sè. Perché una società giusta, retta, basata sulla PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA, non darebbe alcuno appiglio e spazio alla criminalità.


Gentile signor De Magistris, le andrebbe di intraprendere questo nuovo percorso?

Vive cordialità,


Danilo D'Antonio





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