Periodiche AMMINISTRATIVE ed eterni AMMINISTRATIVI


Copyright © 47/05/16 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi





Di 'sti tempi avere un cervello e saperlo usare è una vera dannazione, vista l'idiozia ch'è stata sapientemente seminata sulla Terra.

Elezioni AMMINISTRATIVE: mancano pochi giorni al periodico, quinquennale appuntamento di rinnovo degli incarichi.
Impieghi AMMINISTRATIVI: il rinnovo rimane impedito dalla tradizionale investitura a vita di stampo tirannico.

La contrapposizione non può non essere evidente agli occhi e cervelli di ognuno se si ha l'accortezza di tenerli ben aperti ed accesi.


MA COME POSSONO UN SINDACO ED UNA GIUNTA DIVERSI, DA SOLI, POSTI SOPRA UNA MONTAGNA DI CARRIERISTI PUBBLICI, DI ASSUNTI A VITA CHE MAI MUTANO, CHE POSSONO RIMANERE AD OCCUPARE UN RUOLO PUBBLICO ANCHE PER MEZZO SECOLO, ABBARBICATI AL POSTO FISSO COME COZZE ALLO SCOGLIO, ARRAPATI DI CARRIERA DA DOVERSI VERGOGNARE, CAMBIARE LE COSE?


Di fatto, che si sappia o meno poco importa, Potere Amministrativo e Giudiziario si sarebbero dovuti adeguare alla democraticità del Potere Legislativo ben 70 anni fa. Finita la guerra, di questo ci si doveva primariamente occupare. Tant'è che, dopo aver atteso invano una trentina d'anni, i pubblici apparati essendo praticamente rimasti tal quale erano durante monarchia e fascismo ed avendo fatto rimanere la società inerme preda di ogni cricca, elite e lobby, il nostro Paese si ritrovò vittima di una ribellione tanto violenta quanto incapace di capire dove nascessero i problemi. Adesso, passati altri quarant'anni, stiamo per ritrovarci di nuovo immersi nella violenza.

Guaio è che questo terribile percorso storico è esclusiva responsabilità di esperti, professori, ricercatori e scienziati che, invece di far progredire la società rendendola aperta, dinamica, fluida grazie ad una partecipazione costantemente alimentata da nuovi contributori, ancora pongono posto finto-pubblico fisso e carriera al di sopra di tutto. Sarebbe bastato che i dotti (delle cui idee si alimentano i politici e l'intera società) avessero detto: il Pubblico Impiego va reso Democratico introducendovi il tempo determinato, solo uno Stato Democratico potendo difendere gli interessi di individui e collettività. E la Storia avrebbe avuto un altro verso.

Sortirà mai qualcuno dal suo guscio d'inconsapevolezza e d'irresponsabilità a spiegare a cittadini e popoli che la politica (il Potere Legislativo) non potrà mai cambiare senza rinnovare con la stessa periodicità anche Potere Amministrativo e Giudiziario? Vi sarà mai qualcuno (s'intende: cui sia permesso dirlo ben oltre questa microscopica agorà) a dire che la montagna di impieghi pubblici, sottostante l'apice legislativo, agisce come un VOLANO? Se questo è composto da carrieristi, costoro mantengono il potere legislativo ancorato a visioni e decisioni retrograde. Se invece è anch'esso rinnovato, il volano manterrà il governo ancorato a decisioni appropriate e giuste.


D'altro canto, mai prendercela con alcuno, se il mondo non vuol proprio girare per il verso giusto. Se, dopo vent'anni di interventi e spiegazioni, nessuno ancora s'è aggiunto in questa meravigliosa opera di salvamento dalla tirannide, vuol dir che il destino ha per gli umani in serbo qualcosa di grosso ed indiscutibile. Ora: voi fate quel che vi pare. Per quanto mi riguarda, avere a che fare con gli dei è ben più gratificante che andare in radio e tv a scambiare idee con chi idee non ne ha mai avute.







DEMOCRAZIA = CONDIVISIONE DELLA RES PUBLICA




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