Per un'ACQUA che sia davvero PUBBLICA



Copyright © 18/10/43 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi



In quanto cittadino italiano ed europeo vorrei avvertire i miei simili che è in atto una grossa iniziativa, coinvolgente l'intero ambito europeo, tesa a raccogliere firme in favore di un'acqua definita "pubblica". Questa iniziativa, che fa ricorso al sistema democratico dell'ICE (l'istituto Iniziativa dei Cittadini Europei), è stata però a quanto pare presentata da "sindacati europei della funzione pubblica".

Ora, se tali "sindacati" rapppresentano gli assunti a vita nei ruoli delle Funzioni Pubbliche dei nostri Paesi, nel caso a promuovere questa iniziativa in favore dell'acqua "pubblica" fossero proprio coloro i quali hanno accaparrato per decenni le Res Publicae europee, coloro i quali ancora escludono noi cittadini da una democratica condivisione di ciò ch'eppure a noi appartiene, cosa ci appezzano codesti tizi con noi cittadini?

La questione è importante perché quei movimenti europei che si pongono in favore di un'acqua "pubblica", evidentemente farciti e pilotati anch'essi da statali, sembrano appoggiare questa iniziativa così come hanno condotto altre analoghe: senza chiarire che ciò che è in mano agli statali NON è, NON è mai stato nè MAI sarà pubblico, di tutti, bensì una Cosa Loro, degli accaparratori della Res Publica di monarchica e fascista origine.


Il monarca, il re, il duce, allo scopo di tenere a bada il popolo qualunque cosa facessero, assegnarono a vita mansioni, inevitabilmente dotate di potere, che poi, con la caduta della tirannia, con la conquista della Res Publica, con l'avvento della democrazia, avrebbero dovuto periodicamente tornare al popolo per essere riassegnati così come è già pacifico avvenga coi decisionali ruoli di governo. Se non che i PADRONI della CULTURA, i docenti universitari, gli insegnanti della scuola, essendo statali essi per primi, mai avvertirono di questa anomalia.

Proprio costoro sono i responsabili della credenza che la democrazia sia qualcosa inerente il solo ambito delle DECISIONI e non innanzitutto quello delle MANSIONI: l'ambito delle Funzioni Pubbliche. Per colpa di costoro, tutt'oggi, pur dichiarate le nostre democrazie, ci ritroviamo a vivere, tutti al mondo, ancora in un sistema prettamente tirannico: 3.200.000 accaparratori dei pubblici poteri, solo in Italia, nei fatti hanno sempre forzato la vita verso direzioni loro confacenti, impedendo un genuino approccio ed una naturale evoluzione.


Occorre dunque impariamo a distinguere i SERVIZI PUBBLICI dagli STATALI, dagli assunti a vita nei ruoli finto-pubblici. I SERVIZI PUBBLICI non solo vanno mantenuti, non solo vanno aumentati, ma innanzitutto devono essere LIBERATI da coloro che se li sono accaparrati. Gli statali, i regionali, i provinciali, i comunali NON sono dei cittadini, NON sono il popolo italiano. Questa gente è una CASTA a parte, d'origine tirannica, che solo per via dei privilegi posseduti è stata in grado di perpetuarsi per ben sessant'anni oltre la caduta della tirannia.

I cittadini italiani ed europei prendano coscienza di ciò e non si mischino proprio con coloro che hanno causato, tenendoci lontani dai luoghi del potere, tutto lo scempio che così è potuto indisturbato avvenire. La corruzione e lo strapotere del settore privato si sono potuti realizzare solo causa l'estraniazione dei cittadini dalla loro stessa Res Publica. Se noi cittadini avessimo avuto coscienza di quanto sopra e potuto gestire noi stessi a turno la nostra amata Res Publica, col cavolo che corrotti e liberisti sarebbero riusciti a fare ciò che hanno fatto.


La propria firma è un bene personale, un bene di grande valore.
Da un punto di vista politico, è forse l'unico BENE PERSONALE che ci è rimasto.

Non sprechiamolo per iniziative pilotate, dubbie o da poco e conserviamolo invece per quel gran giorno di festa in cui potremo esprimere la volontà di vivere in un MONDO LIBERO DA QUALSIASI TIRANNO, piccolo o grande che sia!







Verso un'Armonica Rotazione Sociale
http://www.hyperlinker.com/ars/pre_index_it.htm


>LA GESTIONE COMUNITARIA DEI COMMONS È PIÙ EFFICIENTE DI
>QUELLA PRIVATA E STATALE GRAZIE A UN MODO DI PRODUZIONE AUTOREGOLATO E
>FONDATO SULLA COOPERAZIONE, SULLA PARTECIPAZIONE, E SU GERARCHIE
>CONCORDATE E NON AUTORITARIE (COME NELLE SCIENZE E NEL SOFTWARE OPEN
>SOURCE). HTTP://EDDYBURG.IT/ARTICLE/VIEW/19054/?PRINTABLEVERSION=ENABLED

Ostrom: né pubblico né privato, ma “bene comune”
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Liberiamo il Servizio Pubblico dai tiranni
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Agua libre! Para la liberación de l'agua de los acaparadores de la Res Publica





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